domenica 5 febbraio 2017

Ricordi di tempi che non sono andati affatto....

"This is Rome Radio, Maritime Telephone Services, test emission for receiver tuning"
Questa era la frase che ancora oggi ricordo a memoria che alle volte ascoltavo per tempi indefiniti, mentre ragazzino, a letto con l'influenza, disegnavo o facevo qualcosa e Roma Radio (allora non sapevo si chiamasse anche IAR) mi facevo compagnia con quell'emissione.
Ogni tanto poi l'operatore collegava qualche nave e partivano le telefonate da terraferma a qualche marinaio e ascoltavo queste conversazioni che per me erano qualcosa di strano, magico, affascinante, avvolgente e non so cos'altro.
Ma erano loro tant'è che ancora oggi dopo così tanto tempo, sento che mi hanno lasciato "dentro" un segno, un marchio di cui avverto..."il piacere".



Se poi, un po' più cresciuto, la Passione per la Radio mi ha afferrato e tuttoggi dopo oltre 40 anni arde più viva che mai e più coinvolgente ancora, se possibile, credo di doverlo anche a questa trasmissione che mi ha fatto veramente compagnia per anni.

Oggi piove, non forte. Quella pioggia lenta e silenziosa che banga gradualmente tutto, che fa scendere gocce lente quasi dolcemente. L'aria è umida ed il cielo grigio e la domenica mattina è silenziosa. Un silenzio diverso da quando c'è nebbia o nevica, questo è silenzio di pioggia.
Non si esce a divertirsi, si sta in casa, dietro i vetri che si appannano col respiro nostro.
Si guarda fuori, se ancora ci ricordiamo di farlo e non ci si sbatte alla TV.
Viene alla mente la poesia di Carducci: "
La nebbia agli irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar
...."
Eppure sento nell'aria quella trasmissione. Chi sa forse il cielo grigio, che ho sempre amato. Ho sempre amato queste sensazioni un po' crepuscolari, questa malinconia data dall'ambiente, in cui io ho sempre trovato e trovo tuttora, una gioia ed una serenità che pochi, sento, scorgono, scorgendoci, invece, solo l'apparente tristezza.

Questo tempo mi ricorda quella trasmissione, quel periodo. Ascoltavo la Radio e con quella trasmissione sentivo che volavo via, lontano, mentre ero là col corpo.

Più tardi venne anche il mio trasmettere, un piccolo e tenue segnale, pochi W, per cercare di collegare qualche stazione Russa Asiatica, forse sui 28 MHz, in CW, ancora molto timoroso e incerto, eppure avvertendo un fascino che solo tanto tempo dopo avrei apprezzato veramente.

Me ne vado a lavorare al mio MOPA 3.0 una versione evoluta del classico: 6AG7+807, ora si tratta di 6CL6+6DQ6, ma con un contenitore regalatomi da un amico OM USA, cosa che per me (avere un contentiore ben fatto) è una gran conquista.
Oggi anche se farò pochi buchi, ovvero qualche saldatura, questa pioggia che nel silenzio scende giù pian piano, cercando di non dare fastidio, mi ha riportato come indietro nel tempo. Non ad un tempo andato, ma a qualcosa che ancora esiste, nel mio dentro, nella mia memoria e nel cuoree che non è mai passato veramente, si è solo modificato.

Mi manca poter accendere la radio e ascoltare quel messaggio, devo solo ripensarci nella memoria, ma è come se lo avessi qui, ora.
La Radio, "questa Radio" non tramonta, non scompare.
Questa Radio non ha nulla a che fare col digitale, con tante cose diverse e nuove. Questa è come la montagna con gli scarponi che non ha nulla a che fare con spit o scarpette.
Nessuno è meglio dell'altro, sono solo due cose ben diverse.

Meno male che io IAR l'ho ascoltata per anni, meno male che me la ricordo a memeoria, esattamente come le poesie che imparavo (a forza) a scuola.

Meno male....



 
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-18182>

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