mercoledì 19 ottobre 2016

Il senso 2 (senza vendetta)

Vorrei completare il pensiero espresso ieri e di sicuro condizionato da avvenimenti di cui sono e sono stato spettatore o ascoltatore, muto e alle volte attonito, ma di certo non meno partecipe di quanto si possa pensare.


Anche io ho assaporato il fascino delle "nuove frontiere" diversi anni fa quando mi appassionai al QRSS, allora agli inizi e ancora pionieristico, prima dell'avvento vero e proprio dei dispositivi programmabili (microcontrollori e oscillatori DDS) che lo avrebbero poi reso più affidabile, più replicabile, ma anche meno avventuroso di certo.

Quello del QRSS fu un periodo bello ed entusiasmante, era un nuovo campo, una maniera nuova di provare e vedere cosa avveniva se si riduceva la potenza a livelli di mW, sulla banda essenzialmente dei 10 MHz, e si provava a mettere in aria una stazione automatica (insomma un beacon) con segnale AFSK che poteva essere ricevuto a grandi distanze.
La ricezione avveniva con l'apparato ricevente sintonizzato sulla QRG allora in uso a questi sperimentatori (se non ricordo male 10,140 KHz) e col PC che provvedeva alla demodulazione e anche all'estrazione dal noise di fondo, del segnale proveniente da migliaia di km di distanza.

Ricordo ancora l'emozione e la soddisfazione di vedere il mio tracciato messo online da VK6DI che aveva ricevuto il tutto durante una sessione di ascolto, e constatare la potenza emessa dal mio TX che era sui 50 mW in un'antenna filare a dipolo. Una soddifazione unica. Avevo messo in piedi tutto il tx, fatto di oscillatore a quarzo (rimediato da apparecchiatura dismessa), modulato in AFSK in cui un NE555 fungeva da generatore ad onda impulsiva per il modulatore, e un paio di transistor amplificavano il segnale (forse il finale era un 2N5109) che poi era filtrato per evitare disturbi sulle frequenze armoniche.
Il bello fu progettare, costruire e poi constatare il risultato.

(E lo stesso di sicuro avviene ad esempio, come mi dicono amici, nell'EME tuttoggi!)

MA!

Ma c'è un "ma"....dopo un po', dopo modifiche, un sistema automatizzato di trasmissione gestito da un microcontrollore e poco altro, la cosa divenne routine, divenne non più nuova. E io mi sentii non più realizzatore, ma osservatore, spettatore, ma passivo.


Altri più ambiziosi dello scrivente, come G0UPL, decisero di avventurarsi nella realizzazione di apparati ultrasemplici che poi misero a disposizione (kit) di altri OM a prezzo di costo, quindi con vero spirito Ham, ma orami il tutto era passato in mano al PC e c'era poco da sperimentare se non i nuovi micro-DDS come il SI 570, di sicuro affascinanti, ma, ripeto, per me non più fonte di stimoli creativi reali.



Detto ciò voglio concludere il discorso iniziato nel post precedente.

Non intendo fare terra bruciata (per quel che vale il mio pensiero!) di ogni novità. 
Intendo dire che ormai la sperimentazione come era intesa un tempo, in cui l'individuo, tecnico o amatore che fosse, era centrale ed era il nucleo del tutto, questa sperimentazione mi pare esaurita. Ormai anche il tecnico affinato e di manico, diviene un programatore, un assemblatore ovvero uno che segue le direttive di chi progetta il chip del momento. Affascinante di sicuro, ma lo vedo, questo modo di "sperimentare" molto più adatto ad una realtà commectiale, professional-civile o militare e poco o PER NULLA affine allo spirito Ham. Sbaglierò per chi è faturoe del moderno a tutti i costi. Molti amano sintonizzare una radio agendo su un mouse. Di sicuro ha il senso che ha, per loro. Ma a me piace anche sapere cosa accade se compio un gesto, che quindi sia girare una manopola di sintonia ovvero muovere un mouse. E col mouse ne so molto poco....o niente....visto che non sono un programmatore come per esempio il bravo I2PHD.

Quello spirito di sperimentazione ed autoapprendimento o miglioramento del post di ieri, ormai, ripeto, è ridotto a molliche, briciole,  ma quel che è male è che la massa di coloro che frequentano il nostro ambiente, non hanno idea da dove essi vengano, esattamente come i giovani che non hanno idea della Storia da cui proveniamo come entità umana e quanto quella Storia sia stata vissuta e sudata e guadagnata e costruita, giorno per giorno.

E quindi la conclusione rimane quella del post precedente, ma tanto volevo chiarire onde evitare fraintendimenti, ripeto, per quello che vale il mio pensiero...




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