sabato 23 luglio 2016

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Stamattina ho saputo che è morto un amico.

Beh amico non è la parola più appropriata per parlare di lui, ma mi piace pensare che potesse esserlo, che se la vita non ci avesse mandati su strade diverse avremmo potuto diventarli, amici! Eppure siamo stati abbastanza a contatto per poter dire che lui l'ho conosciuto, una di quelle persone con cui puoi dire: ci ho fatto qualcosa insieme, nello specifico arrampicare. Una di quelle persone di cui puoi dire: l'ho conosciuto, siamo stati a chiacchierare diverse volte ed abbiamo anche condiviso alcune cose, di quelle che ti rimangono dentro, che te le porti appresso nella tua di strada.

Ci si è persi di vista e reincontrati, dal '85/86 fine verso il '90, incontrandosi magari in montagna, magari scendendo da una parete, lui quelle difficili, lui a disegnare linee nuove, a creare, io a divertirmi nel seguirne altre, tracciate da altri, eppure in uno spazio comune, di cui si godeva tutti, insieme e meno, ma tutti, ognuno a modo suo.

L'ho seguito quando è diventato famoso, senza volerlo essere, lui davvero non uno che teneva alla platea, eppure lui individuale e che teneva alla sua individualità, anche forse ad essere se stesso, ma di sicuro non vanesio, insomma un "lui" umano.

Ci si scambiò forse un paio di email quando salì una parete impossibile nel centro Italia, primo fra tanti, ma poi niente.

Però era là, senza che io ci pensassi, c'era.



Stamani ho saputo che non sta più là, non so dove ora sia, se la sua anima, o il suo spirito, o altro, la sua essenza, sia da qualche parte, chi può dirlo con certezza? E ho anche saputo che questo è dallo scorso mercoledì, oggi è sabato.

Tre giorni passati ed io non lo sapevo, ed ora mi porto dietro, dentro, questo pensiero.

Dispiace, forse per noi che rimaniamo, di sicuro per la lei che lo ha sempre aspettato e che c'era sempre, per la "bambina" che so solo ora aveva anche lui,  forse per tutti gli animali che da FB vedo aveva attorno (quelli a quattro zampe intendo), ma non posso dire che stia piangendo. No perché la lontananza rende tenui certi legami. Ed anche perché è andato via facendo ciò che più amava di questa vita: scalare montagne!

Eppure non posso dire affatto che la cosa mi sia indifferente, forse perché dopo un po' la morte comincia ad affacciarsi, lontana o vicina, ma concreta, in fondo. Forse perché comincia ad esserci un certo numero di persone che hai conosciuto, con cui hai trascorso tempo, scambiato parole, risate, battute e che ora non ci sono più se non nella tua memoria, nel tuo dentro.

Comincia a essere ricorrente questa cosa e non ci si può fare niente, solo continuare a camminare, forse con un briciolo di consapevolezza in più, con un qualche capello bianco in più che non è detto sia bianco nella realtà, ma nel cuore sì.

Ed allora tanta roba che ti assale e ti assorda ogni giorno comincia a essere vista e vissuta per quel che è: nulla, poco, fumo, fuffa, come qualcuno dice, roba inutile di fronte ad altre cose che contano: la serenità d'animo, il vivere rettamente, l'essere corretti, onesti, nella realtà e non a parole, smetterla di affannarsi per cazzate inutili e peggio per voler prevaricare, anche non in modo violento, altri, anche solo per affermare le proprie frustrazioni e alleviarle, semplicemente mettendosi al centro dalla stanza e dicendo " ammiratemi per come sono bravo ".

L'unico modo che ho per onorare un amico o presunto tale è serbarne la memoria dentro al mio cuore, alla faccia del resto, del mondo che urla e corre appresso a niente, senza fare altro, che intenzionarmi ad onorarlo, così, senza fare nulla.



La vita è un mistero, ogni giorno lo scopro di più, ed è impossibile capirla, solo viverla.



Posso solo essere grato di avere certi pensieri, perché forse non sono uno che fa divertire la gente, la fa ridere, ma di sicuro non mi passa sopra e scorre via tutto, come fosse niente. Non sono bravo, sono solo così, pazienza.






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