mercoledì 22 giugno 2016

Radio Night


Sì "Radio" night o anche radio evening dipende dall'orario...ma sempre "radio" perché questo è un blog che parla di radio, di Amore per la Radio & c... ma la sera, la notte è bella se come questa in foto, fatta l'altra sera, nel silenzio delle 21,30 o qualcosa del genere, con la città che si placa (invero da qui il noise della città lo sento solo alla radio, non nelle orecchie) e con la luce del sole sotto l'orizzonte a fare da illuminazione alle quinte di quel teatro sull'Appennino Pistoiese che amo mirare laggiù a forse 40/50 km.


Nel silenzio della sera accendo la radio e ascoltando il suo fruscio o i segnali che rompono questa quiete,  ripenso a tanti anni fa a Roma, quando sul terrazzino di casa, coi Colli a fare da sfondo, nel freddo dell'inverno forse del 1971, accendevo il mio TR16m 6 canali CB di cui solo tre quarzati e ascoltavo voci (AM) lontane e nuove, certo non CW, eppure mi emozionavo ed entusiasmavo. Quelle voci lontane erano per me una sorta di strada nelle stelle, nel blu del cielo, per andare fin là a conoscere quelle persone sconosciute, che arrivavano a me in quella maniera nuova, strana, inusitata che stavo scoprendo solo allora.

Era emozionante, e nello stesso tempo non sapevo nemmeno io cosa fare cosa si "dovesse" fare, eppure ero emozionalmente felice, entusiasta come se mi stessi imbarcando in un viaggio alla scoperta di chi sa che nuovo sistema solare (almeno per me, ingenuo ragazzo quindicenne).
Quell'meozione ancora la sento dentro, non la mollo, e non con noiosa malinconia, bensì con entusiasta felicità, con entusiasta gratitudine veros la Vita che mi ha dato sì gran dono.


Oggi accendo la Radio e ascolto i segnali CW con rinnovato entusiasmo e con forse maggior gioia e felicità nel sentire quelle note, stazioni OK, SM, HA, non veri DX, eppure migliaia di km da me lontane, che arrivano con quel "pio pio" che tanto ho amato ed amo e che ancora, forse stupidamente sciocco sessantenne ancora pascolianamente fanciullino, mi fa venire quasi la pelle d'oca e sentire e vedere quel sentiero tra le stelle, nel buio di un blu che la foto rende male, eppure è bellissimo. Sentiero da percorrere quasi a bocca aperta, sentiero che senza saperlo unisce tanti di noi, quando non ci interessa l'ultimo RTX o essere primi nella classifica del contest o del diploma, ma badare a qualcos'altro che non si descrive, non sta nelle parole, inutili legacci della ragione, bensì sta nel cuore di noi umani, alla perenne ricerca di qualcosa che manco sappiamo bene cosa sia.

Pian piano si dipana questo mio scegliere le cose semplici, forse vecchie per qualcuno, vintage per altri, molto attuali per me e per quei pochi con cui questi pensieri condivido e ci si intende, si dipana una strada, un motivo, una ragione per certi gesti.

La Vita ci porta strumenti, mediatori, ci porta modalità, ce le mette davanti come in un mercato, su banchi virtuali, poi a noi scegliere quali congegnali a noi stessi, al nostro essere. A noi saper ascoltare dentro di noi; a noi saper fermare il correre consumistico e in silenzio, immobili, ascoltare il cuore e seguirne il consiglio ed il desiderio.

E allora TUTTO ha senso, andare su una montagna con la Radio, andare in mare su una barca a vela o su un'isola, usare 1 mW per chiamare o rimbalzare il segnale sulla luna, come qualsiasi cosa: TUTTO ha senso, se serve allo spirito e non alla carne.
Allora che sia un apparato a valvole o uno con menù, allora stiamo servendo l'anima e l'essere radioamatore si spoglia delle mille cazzate di cui l'anno rivestito per renderlo un pupazzo ridicolo, rimangono la Radio, le Persone, lo spazio fra di loro e qualcosa che non si può né si deve descrivere, ma che chi sente e sa capisce bene.

Questa è la felicità di un Radioamatore (fortunato!)

 

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