mercoledì 14 ottobre 2015

La Radio in Montagna

Non credo affatto nel caso, tuttaltro: ritengo dalla mia esperienza di vita che le cose arrivino quando è il momento giusto, anche quando a me umano, quel "momento" non piace per nulla.
Qualcosa è arrivata stamani, dopo aver letto il breve racconto di un amico sulla sua escursione con la radio al seguito sul Pasubio.
Già da giorni riflettevo su quale fosse il vero senso di andarsene per monti con la radio, di adarsene per cime magari scomode a trasmettere e cosa ce ne derivasse nell'animo, dal collegare da lassù, magari in situazioni non proprio agiate, qualcuno che tranquillamente avremmo potuto collegare da casa.
Questo scritto che segue mi ha dato quella chiarezza che cercavo e lo pongo integralmente:

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Riflessioni di un montanaro. (dal Blog di Carlo Signorini)

MONTAGNE


Fin da tempi immemorabili, la montagna è stata luogo d’espressione di spiritualità e di collegamenti divini. E’ stata anche posto di marce, escursioni, digiuni, sacrifici, di tentazioni e di paure. E’ stata espressione di ignoto, luogo inaccessibile agli esseri umani, dove il mistero si materializzava in pietra, diventando tangibile e concreto.
Gli uomini antichi avevano un grande rispetto nei confronti degli alti massicci. Consideravano che lo spirito della montagna fosse altrettanto poderoso delle sue rocce, delle acque, delle nevi perenni e prima di salirvi, innalzavano una invocazione, una preghiera, un dono, un rito; importanti gesti per rapportarsi con lo Spirito che vi anima.
Nei tempi passati, l’incanto della sua magia esprimeva ricchezza più pura rispetto a oggi che è diventata pista da scii per legioni consumistiche.
Quanto è diverso il rapporto della gente moderna nei confronti della montagna.
Non ci si rapporta più con essa, non si lascia alcuna offerta, non esiste alcuna sacralità nelle azioni quotidiane.
Questo è luogo in cui dovrebbe regnare il Sacro Silenzio, invece a colpi di esplosivo si squassa la roccia. Grosse macchine di ferro, munite di potenti martelli battenti e larghe pale, spaccano e spianano le pietre. Convogliano i liberi corsi d'acqua, che sono il canto e la vita del monte, lasciando dietro di sé paurose ferite, tangibili testimonianze d’ignoranza e presunzione.
Tutto questo è fatto in nome del denaro.
Solo una cultura malata può pensare la montagna come qualche cosa da riempire per portare tanti turisti, sottomettendola alle futili esigenze di consumo. Attraverso il momentaneo godimento di piaceri indotti dal profitto, gli esseri umani stanno perdendo l’occasione di esplorare, per mezzo delle grandi montagne di pietra, quelle inviolate vette interiori che ognuno porta dentro di sé e che sono in grado di innalzare lo spirito verso nuovi ampi spazi.
Le alte cime di pietra non rappresentano solamente un punto materiale d’arrivo ma segnano l’indefinito confine tra terra e cielo, reale e non reale o meglio, tra realtà e mistero, guidando l’attenzione sempre verso alti orizzonti. 

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Per tanti hanni ho scalato molte montagne, la M0ntagna è stata la mia ragione di vita e divertimento, accanto alla Radio. Quando verso il 2002, se non ricordo male, IK2NBU ebbe l'idea di mettere in piedi il sito e il gruppo di Radioavventura, mi parve di toccare il cielo con un dito: potevo andare per monti con la Radio e coniugare le mie due Passioni. 

Io stesso fui preso un po' dalla smania di fare e fare e fare ancora, spinto dalla competizione (che brutta bestia la competizione, questa invenzione materialista che premia chi emerge e umilia chi perde!), ma fui fortunato: conobbi Attilio I1BAY e per rispetto ed amicizia verso di lui, ebbi la fortuna di fermarmi e per amicizia e cavalleria, di cedere il passo a chi sentivo avere più diritti di me, più spessore, e questo mi diede modo di vedere le cose come dovevano essere, come avrebbero dovuto andare.

Il QRX forzato che dovetti subire per diversi anni ha contribuito a purificarmi l'animo e quando sono rientrato in montagna con la Radio, circa due anni fa, nel Mountain QRP Club, credevo di poter riprendere il discorso dal punto stesso che avevo lasciato.

E così non è stato possibile.

Intanto ho trovato una sorta di linea del Piave
Il Mountain QRP Club, e quel SOTA che era diventato Sotaitalia, nelle mani di qualcuno che a leggerlo si presenta spesso come piuttosto astioso e stizzoso.

Nel MQC ho scoperto e conosciuto persone degne e amanti dei Monti forse più di me, ho scoperto un piccolo manipolo di appassionati, che a dispetto di punzecchiamenti da parte "avversa", hanno dedicato tempo e passione alla Radio ed alla Montagna. 

Ma ho anche potuto/dovuto constatare come sia cambiato in soli dieci anni, lo spirito e forse anche in certuni (molti) le finalità, con cui si va per monti con la radio.

Ormai è ben diffuso l'ansioso desiderio, quasi un bisogno di mostrare quanto si è bravi, di riconoscimento, di gratificazione data dall'applauso virtuale della platea. Tant'è che a riconoscimento mancato per dimenticanza o disorganizzazione dei vari Clubs, ho visto scomparire personaggi che all'inizio si erano mostrati come pimpanti e ripieni di entusiasmo.

Ma quale entusiasmo e passione hanno bisogno di applausi? 
Qui si parla e si tratta di ego e se realmente "  la montagna è stata luogo d’espressione di spiritualità e di collegamenti divini....pur se spesso senza consapevolezza, a cosa servono gli applausi e se senza di essi, senza vedere il proprio nome/call in cima ad una classifica, o se non si riceve la tanto agognata targa/medaglia/attestato, quella passione si affloscia, allora, chiedo io, dove sta la Passione: nell'animo oppure nella forma che mostriamo al "pubblico".

E questo cosa c'entra con la Monatagna?

NIENTE!


Ma "o tempora o mores" ,  non pretendo affatto di cambiare il mondo, giammai; bensì posso decidere io di astrarmi e di ritagliarmi un mio spazio ed un mio piccolo regno circondato anche di filo spinato per evitare incursioni indesiderate.
Rimane un po' di tristezza e malinconia nell'osservare quel che accade, le lotte, le diatribe, i duelli e quella che in tanti ritengono RadioPassione, ma che a mio parere è mera apparenza e ipocrita recita di ruoli.

La Passione, il Cuore, sono ben altro e sono decisamente altrove sono sulle cime, lassù dove esse sfiorano il Cielo....















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