mercoledì 21 ottobre 2015

Autocostruzione



Parlavo giorni fa con un caro amico, poi con altri: insomma, ci si confronta e si riflette, si impara, si pensa, si cresce, come esseri pensanti dovrebbero fare, forse...
Riflettevo sul fatto che un amico mi ha detto "tu hai molta roba vintage", dopo che avevo io spiegato che cerco componenti che ormai sul mercato non si trovano più (ad esempio i supporti di ceramica per bobine, ovvero le medie frequenze, trasformatori per HV, ecc.) così facilmente o a prezzi onesti, ovvero che scelgo di usare radio in cui posso, all'occorrenza mettere le mani, e che rifiuto ormai quasi in toto, l'essere passivamente asservito all'oggetto Radio, nel senso che lui è là, misteriorso e intangibile, difficile anche da aprire, di sicuro con ernome difficioltà nel capire quali componenti e dove, possano danneggiarsi, non dico, poi se parliamo del software.

Sono e mi sento un RadioAmatore e non un radio-utente, da sempre ho amato il mettere le mani dentro, l'aggeggiare ed eventualmente anche di modificare a mio piacere o necessità gli oggetti che uso nella mia Passione. Ora il tempo e i suoi cambiamenti, non sono gestibili dal singolo, lo so bene, adoperare radio per cui se malauguratamente ho un guasto qualsiasi, un malfunzionamento, debba essere soggetto ai vari "service" che non sempre sono affidabili, e di sicuro non economici, mi dà profondamente fastidio.
Inoltre come ben scrive l'amico Fabio IK0IXI, "le radio per radioamatori sono dei compromessi", non mi si venga a dire che sono oggetti studiati per eccellere (a parte le pubblicità e i report pilotati ad hoc, validi solo per i creduloni), e quindi se desidero prestazioni serie non ho altra scelta: fare da me stesso.
Ridurre le dimensioni, miniaturizzare, forse non riesco a farlo bene da solo, ma quanto REALMENTE, della miniaturizzazione, del cosiddetto "progresso tecnologico", migliora e semplifica la mia attività Ham?
Oppure, è una apparenza, che mi fa apparire come miglioramento il fatto di avere certe "utility"? 
Ad ognuno scegliere, ma per scegliere si deve avere modo di ragionare, si deve avere un cervello che funzioni e gli elementi di giudizio: gli antichi credevano che il fulmine fosse un egno divino di malumore, per ignoranza; si riteneva (credo che alcuni lo pensino ancor oggi...ahinoi) che certe malattie epocali fossero altresì delle punizioni, e tutto per ignoranza.

Quanto una modulazione HiFi mi migliora la mia attività di Radioamatore? O migliora soltanto quella di persona che chatta in radio? Esattamente come una "tastiera ergonomica" di un PC....!

Allora, se il commerciale, il "già fatto" mi porta a soccombere, a dover soggiacere a certi diktat, io posso solo agire per me stesso: costruire in proprio, fare forse meno QSO, forse penare più tempo per arrivare ad avere una buona manipolazione (ma a questo può invece servire la conoscenza tecnica, lo studio, l'applicazione, anche la documentazione, quella anche di Internet che non è, però, il perdere tempo dietro ad una tastiera o su FB a osservare quel che altri fanno o scrivono, bensì un crescere come individuo pensante), forse pagare un prezzo apparentemente maggiore delle varie migliaia di euro che paga chi ad esempio acquista (magari per rivendere dopo poco) un KX3, ma un prezzo che è niente, se messo in conto con la gioia, l'entusiasmo e la soddisfazione provati nel fare anche UN SOLO QSO, ma con le forze mie, con il risultato del mio costruire, del mio assemblare.

Allora quella roba vintage che ad uno sguardo superficiale sembra una accozzaglia di vecchiume, a me dona una serenità assai maggiore di quel che sempre a me stesso, ha donato il conseguire un piazzamento in cuna qualsiasi classifica di diploma, o il vedere pubblicata una foto di una mia operazione.

Dobbiamo fare MOLTA attenzione: pubblicare resoconti, schemi, foto e quant'altro ha avuto senso ed HA SENSO VERO, anche OGGI, se serve a CONDIVIDERE: condividere vuol dire OFFRIRE, anche gratuitamente, per mettere in comune, la conoscenza acquisita, l'esperienza maturata e quant'altro, con amici, colleghi, persone degne quanto noi.
Non significa mettersi in mostra.
Invece lentamente, inesorabilmente e con la complicità ed il silenzio di tutti noi, è diventato un mettere se stessi in vetrina, su un alcoscenico, a ricevere il plauso, l'ovazione e solleticare e soddisfare l'ego.

NO!

Allora va recuperato questo senso, e per farlo ci vogliono consapevolezza ed intelligenza, e riflettere e ragionare; non serve il vivere di reazione a stimoli consumistici ed esterni, bensì il  Vivere in proprio, di quel che capiamo essere un senso vero di esistere. 
Questo vale nella vita sociale di ogni giorno, nel QRL, nella famiglia, specie con chi ci segue nel cammino di vita, e vale NELLA RADIO.

Se questo volesse anche dire perdere adepti, molti dei cosiddetti membri di un gregge virtuale , ci sarebbe poco da perdere, ma ci sarebbe da recuparere e godere di un senso prezioso di una attività e di un "modo di essere" che è stato prezioso ed apprezzabile, unico forse, sicuramente molto molto importante e gratificante dell'animo di chi ha avuto la fortuna di viverlo: quell'Ham Spirit di cuisi legge tuttora su certe riviste un po' datate.

Non è un canto nostalgico di creatura agonizzante, il mio, bensì anelito e speranza e preghiera di chi vorrebbe usare del progresso che tutti abbiamo guadagnato nella nostra esistenza, per migliorarci come Esseri Umani e come Creature degne di tal nome e non come saccheggiatori di esistenze degli altri simili.

E se a tutto questo è funzionale l'utilizzo anche di tecnologia che solo all'apparenza può essere obsoleta (non credo che a caso l'ex URSS mettesse a bordo dei suoi Mig 29 apparati NON a stato solido!), ben venga e mi spiace per chi pensa che tutto ciò non abbia senso.

A me l'annuncio divendita per "cessato interesse" non uscirà mai di bocca o di penna, e se dopo oltre 40 anni ho entusiasmo maggiore che nel 1973, beh, posso stare abbastanza tranquillo.... :)

Dimenticavo: l'uso del legno che forse dieci anni fa anche io stesso avrei disdegnato, oggi non mi pare affatto fuori luogo, in aria non andiamo a discernere se il segnale deriva da un DDS o da un MOPA a tubi o da un mono-transistor ovvero da un apparato commerciale.... 
e allora?....... hi




mercoledì 14 ottobre 2015

La Radio in Montagna

Non credo affatto nel caso, tuttaltro: ritengo dalla mia esperienza di vita che le cose arrivino quando è il momento giusto, anche quando a me umano, quel "momento" non piace per nulla.
Qualcosa è arrivata stamani, dopo aver letto il breve racconto di un amico sulla sua escursione con la radio al seguito sul Pasubio.
Già da giorni riflettevo su quale fosse il vero senso di andarsene per monti con la radio, di adarsene per cime magari scomode a trasmettere e cosa ce ne derivasse nell'animo, dal collegare da lassù, magari in situazioni non proprio agiate, qualcuno che tranquillamente avremmo potuto collegare da casa.
Questo scritto che segue mi ha dato quella chiarezza che cercavo e lo pongo integralmente:

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Riflessioni di un montanaro. (dal Blog di Carlo Signorini)

MONTAGNE


Fin da tempi immemorabili, la montagna è stata luogo d’espressione di spiritualità e di collegamenti divini. E’ stata anche posto di marce, escursioni, digiuni, sacrifici, di tentazioni e di paure. E’ stata espressione di ignoto, luogo inaccessibile agli esseri umani, dove il mistero si materializzava in pietra, diventando tangibile e concreto.
Gli uomini antichi avevano un grande rispetto nei confronti degli alti massicci. Consideravano che lo spirito della montagna fosse altrettanto poderoso delle sue rocce, delle acque, delle nevi perenni e prima di salirvi, innalzavano una invocazione, una preghiera, un dono, un rito; importanti gesti per rapportarsi con lo Spirito che vi anima.
Nei tempi passati, l’incanto della sua magia esprimeva ricchezza più pura rispetto a oggi che è diventata pista da scii per legioni consumistiche.
Quanto è diverso il rapporto della gente moderna nei confronti della montagna.
Non ci si rapporta più con essa, non si lascia alcuna offerta, non esiste alcuna sacralità nelle azioni quotidiane.
Questo è luogo in cui dovrebbe regnare il Sacro Silenzio, invece a colpi di esplosivo si squassa la roccia. Grosse macchine di ferro, munite di potenti martelli battenti e larghe pale, spaccano e spianano le pietre. Convogliano i liberi corsi d'acqua, che sono il canto e la vita del monte, lasciando dietro di sé paurose ferite, tangibili testimonianze d’ignoranza e presunzione.
Tutto questo è fatto in nome del denaro.
Solo una cultura malata può pensare la montagna come qualche cosa da riempire per portare tanti turisti, sottomettendola alle futili esigenze di consumo. Attraverso il momentaneo godimento di piaceri indotti dal profitto, gli esseri umani stanno perdendo l’occasione di esplorare, per mezzo delle grandi montagne di pietra, quelle inviolate vette interiori che ognuno porta dentro di sé e che sono in grado di innalzare lo spirito verso nuovi ampi spazi.
Le alte cime di pietra non rappresentano solamente un punto materiale d’arrivo ma segnano l’indefinito confine tra terra e cielo, reale e non reale o meglio, tra realtà e mistero, guidando l’attenzione sempre verso alti orizzonti. 

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Per tanti hanni ho scalato molte montagne, la M0ntagna è stata la mia ragione di vita e divertimento, accanto alla Radio. Quando verso il 2002, se non ricordo male, IK2NBU ebbe l'idea di mettere in piedi il sito e il gruppo di Radioavventura, mi parve di toccare il cielo con un dito: potevo andare per monti con la Radio e coniugare le mie due Passioni. 

Io stesso fui preso un po' dalla smania di fare e fare e fare ancora, spinto dalla competizione (che brutta bestia la competizione, questa invenzione materialista che premia chi emerge e umilia chi perde!), ma fui fortunato: conobbi Attilio I1BAY e per rispetto ed amicizia verso di lui, ebbi la fortuna di fermarmi e per amicizia e cavalleria, di cedere il passo a chi sentivo avere più diritti di me, più spessore, e questo mi diede modo di vedere le cose come dovevano essere, come avrebbero dovuto andare.

Il QRX forzato che dovetti subire per diversi anni ha contribuito a purificarmi l'animo e quando sono rientrato in montagna con la Radio, circa due anni fa, nel Mountain QRP Club, credevo di poter riprendere il discorso dal punto stesso che avevo lasciato.

E così non è stato possibile.

Intanto ho trovato una sorta di linea del Piave
Il Mountain QRP Club, e quel SOTA che era diventato Sotaitalia, nelle mani di qualcuno che a leggerlo si presenta spesso come piuttosto astioso e stizzoso.

Nel MQC ho scoperto e conosciuto persone degne e amanti dei Monti forse più di me, ho scoperto un piccolo manipolo di appassionati, che a dispetto di punzecchiamenti da parte "avversa", hanno dedicato tempo e passione alla Radio ed alla Montagna. 

Ma ho anche potuto/dovuto constatare come sia cambiato in soli dieci anni, lo spirito e forse anche in certuni (molti) le finalità, con cui si va per monti con la radio.

Ormai è ben diffuso l'ansioso desiderio, quasi un bisogno di mostrare quanto si è bravi, di riconoscimento, di gratificazione data dall'applauso virtuale della platea. Tant'è che a riconoscimento mancato per dimenticanza o disorganizzazione dei vari Clubs, ho visto scomparire personaggi che all'inizio si erano mostrati come pimpanti e ripieni di entusiasmo.

Ma quale entusiasmo e passione hanno bisogno di applausi? 
Qui si parla e si tratta di ego e se realmente "  la montagna è stata luogo d’espressione di spiritualità e di collegamenti divini....pur se spesso senza consapevolezza, a cosa servono gli applausi e se senza di essi, senza vedere il proprio nome/call in cima ad una classifica, o se non si riceve la tanto agognata targa/medaglia/attestato, quella passione si affloscia, allora, chiedo io, dove sta la Passione: nell'animo oppure nella forma che mostriamo al "pubblico".

E questo cosa c'entra con la Monatagna?

NIENTE!


Ma "o tempora o mores" ,  non pretendo affatto di cambiare il mondo, giammai; bensì posso decidere io di astrarmi e di ritagliarmi un mio spazio ed un mio piccolo regno circondato anche di filo spinato per evitare incursioni indesiderate.
Rimane un po' di tristezza e malinconia nell'osservare quel che accade, le lotte, le diatribe, i duelli e quella che in tanti ritengono RadioPassione, ma che a mio parere è mera apparenza e ipocrita recita di ruoli.

La Passione, il Cuore, sono ben altro e sono decisamente altrove sono sulle cime, lassù dove esse sfiorano il Cielo....















venerdì 9 ottobre 2015

Il radio - "fanciullino"


No non scrivo di letteratura, ma lo studio regresso ha lasciato le sue tracce e per fortuna.....lo studio serve per provare a capire qualcosa in più, per usare gli stimoli e farne qualcosa di "nostro" e forse...provare a crescere un po'.

Ora questo mio fanciullino, in me, con la Radio ha spesso sfogo e manifesta la sua presenza in modoanche dirompente, come ieri sera.
Ieri sera ho finalmente messo a punto il link sulla bobina del tank di placca del MOPA homemade e finalmente ho potuto proivare a vedere se qualche particella di potenza usciva in antenna.



Non ho alcun problema a confessare che mi aspettavo (speravo) qualcosa sui 200/400 mW) perché la 6L6 alimentata con soli 180 V sotto carico, credevo fornisse pochissimo, invece, quando ho messo tutto a punto, fili e cavetti volanti e quindi da starci attenti non poco, per evitare rischi di elettro-emozioni, ho visto la lancetta del Wattmetro schizzare sulla scala 5 W max, a ben 1 W!

Ovviamente non c'è adattamento di antenna e quindi potrebbe anche darsi che la letura si di molto sballata, ma quello che è stato emozionante, e lo dico apertamente, esattamente e più che oltre 40 anni fa, quando emisi i primi vagiti in radio in banda 27 MHz con la rete del letto per antenna, è stato un misto di emozione, di commozione, di entusiasmo, dovuti a vedere qualcosa di fatto da me, emettere in aria un segnale, vederlo inviare in aria e pensare: funziona, ci sono riuscito, l'ho fatto e va.

Potrei pensare che sia anche questa una forma di ego, ma di sicuro non mi sento, né mi sono sentito più bravo di altri, più abile di...., mi sono sentito come un bambino entusiasta di un qualcosa che gli è stato regalato dalla Vita.

Il "fanciullino" si è manifestato! E per fortuna!

Questo credo che renda la nostra Passione unica, o comunque eccezionale 
e il poter realizzare anche apparecchiature semplici, o forse proprio perché semplici, ma pur funzionali e che permettono esattamente quello che permettono altre molto più costose, rende soddisfatti, felici, entusiasti, se......

....SE  si ha la fortuna di meravigliarsi ancora per le cose semplici, per cose che per tanti sono anche sciocche, se si ha la fortuna di godere del piacere di cose così, questo  è godere della Radio, del profondo di questa Passione, e questo è un grande unico eccezionale DONO!