sabato 29 agosto 2015

Agli inizi era tutto recupero...oggi anche...

Oggi  chiacchieravo  con il mio amico/radio-fratello Radioman (con cui spesso condivido pressoché in toto il modo di vedere la Radio, malgrado apparteniamo a generazioni diffenti) scambiandoci pensieri  e considerazioni varie ed una frase mi ha colpito, sintetizzando l'intero discorso:
"Agli inizi tutto era ncessariamente recuperato, il primo tx in AM...  l'ho fatto con pezzi di radio casalinga  e TV: un calvario, ma quanta soddisfazione!"
 
Ecco: la SODDISFAZIONE
Quella la inseguiamo, credo, un po' tutti, e noi quando eravamo meno dotati di pecunia, ma eravamo ricchissimi di un entusiasmo tale da spostare le montagne, ne provavamo tanta. 
Vivevevamo di soddisfazione!

Nella giornata di oggi mi sono spostato di QTH perché il QRL mi impone certe variazioni logistiche ed ho provveduto a fare "scorta" di componenti vari per le realizzazioni che ho in animo per l'inverno. A parte manciate di quarzi, i componenti non li ho presi dalle cassettine, bensì dalla sorgente: un po' come prendere l'oro dalla miniera, direttamente la parete di roccia da cui estrarne quel che serve...
E mi sono caricato in macchina (grazie al Cielo ho il posto) la carcassa di un vecchio Swan da cui posso estrarre moltissimo.
In tempi in cui i negozi hanno abbondanza di stato solido dedicato ad Arduno, ma non hanno le resistenze o i compensatori, si deve supplire così. 
Sembra assurdo e faticoso e sembra anche un passo indietro.

Invece per me è un passo in avanti, una fortunata  opportunità di vivere oggi, coi mezzi anche tecnici di cui dispongo, dopo una bella parte della mai vita passata nella Radiofrequenza e nell'Elettronica, l'entusiasmo e l'eccitazione, letteralmente eccitazione e voglia e gioia di fare come per l'adolescente CB del 1971/2, ma con la consapevolezza e la maturità tecnica ed umana che posso aver accumulato in questi ..anta anni.


Pensare ora a quelle bobine da recuperare che diventeranno quelle di tuning di un futuro TX full spectrum e assaporarle esattamente come immagino faccia un leone di fronte alla preda che sta per aggredire e catturare, per me è entusiasmante, direi in modo ingenuamente puro eppure fantastico!

Il mio alimentatore autocostruito da laboratorio, che funziona ininterrottamente dal 1975, ha al suo interno un trasformatore estratto da un apparecchio TV che raccolsi dal bidone della spazzatura sotto casa ( ovviamente con orrore della mamma!) ed eroga al bisogno 15 V e 5 A senza avere mai dato alcun segno di stanchezza e soportando anche i cortocircuiti provocati dallo scrivente.

Osservare con "appetito" la miriade di componenti che giacciono nella carcassa del vecchio Swan e fantasticare su cosa farci, sognare QSO fatti usando "QUEI" componenti, assemblati secondo il "MIO" progetto, è qualcosa che alimenta e rende sempre più che vivo, quell'entusasmo che MAI si è placato.
 

Mai ho avuto quel "cessato interesse" di cui leggo spesso su diversi annunci di vendita  su Ari Fidenza, mai mi ha neppure sfiorato, nemmeno nel periodo che per forza maggiore mi allontanai dalla Radio on the Air, ma rimanendo sempre entusiasta come e più che a 13/14 anni.

Allora tornando al discorso con l'amico Radioman, oggi molti QSO sono "mordi e fuggi", fatti per incamerare il QSO, il prefisso, il call, i punti, o per routine, ma spesso manca quel piacere di comunicare, di scambiarci come si trasmette, cosa si usa, come si è assiemata la stazione, quelli che dovrebbero essere i principi del PERCHE' si sia Radiodilettanti.
Oggi si è pervasi di diplomi, di risultati da inseguire ed ottenere, dalla visibilità da avere perché si vuole essere qualcuno, anche nel mondo della Radio, ma il tutto facendolo di fretta, senza badare spesso al come, alla qualità, non dico poi all'umanità!
Ho visto con i miei occhi gente demotivata perché non aveva più quella visibilità di cui sopra in qualche competizione, non riceveva il premio, seppure meritato, non aveva più la pacca sulla spalla1
Che pena!

Non ritengo affatto di essere migliore né superiore a questi esemplari umani, ma di sicuro sono diverso e di sicuro sono fortunato. Ho gioito anche delle gare a suo tempo, pur se spesso fatte pressoché con mezzi spartani (il mio primo CQ WWDX CW fu fatto con VFO Geloso G4/102 e ricevitore G4/220 a copertura generale) ed altresì con il medesimo assieme ho fatto i primi DX con stazioni USA o JA, ma sempre con 2/3 W; ma poi ho intuito che non era quello il modo che mi dava entusiasmo. Non era la caccia smodata al DX od al piazzamento (che poi con 2 W sai che piazzamenti e che file di DX!) quanto il costruire, il provare e poi verificare, magari confrontandomi con altri.

Di qui  anche che il QRP non è stato un giocare e provare a vedere se, come fanno tanti oggi ahimé, che si vantano del KX3 che posseggono accanto al lineare che usano se non hanno soddisfazione o se nel pileup non passano dopo 5 ' di chiamate, oppure sotto alla beam che amplifica e riprende quei W che all'apparenza hanno eliminato....
Il QRP o la potenza ridotta (che poi sia esattamente sotto i 5 W o siano 7 poco conta a questo punto) fatto anche e addirittura con l'antenna filare, è una scelta filosofica, di cui addirittura il ridurre la potenza sotto al W (QRPp quindi) può divenire la conseguenza logica; parlo di una scelta di modo di fare Radio, in cui posso tranquillamente anche usare 20 W, ma perché la unica 6DQ6 regalatami dal mio amico eroga quella potenza nel circuito mono-tubo. 
Ma la scelta è ben altra, è una scelta nel modo di vedere e vivere la radio, di andare a cercare il "perché" e questo risiede profondo nell'animo di un essere umano e sta non nel mostrarsi, nel bisogno di superare altri o di competere, di schiacciare il vicino, di passargli avanti.

La gara ha un senso se fatta per giocare, ma come sempre l'umano la trasforma nella sublimazione delle proprie frustrazioni e la Radio ahimé rispecchia anche questo!

Tutto questo, questo snaturare qualcosa che ha una sua ragione nell'animo dell'umano, è un peccato e lo rovina, ma io non mi dispero, io posso continuare a vivere il mio modo e trovo anche altri come me e non solo l'amico Radioaman, bensì diversi altri, direi tanti: non serve farne un club o una associazione, serve solo "ESSERE" e vivere quell'entusiasmo, e conoscere e cercare quella soddisfazione di cui ho già detto.

Queste parole sono incise su pergamene virtuali, che in futuro forse, saranno lette e chi sa se porteranno qualcuno a dirsi, "mah...proviamo",  oppure "riflettiamo....".
Queste parole sono lasciate scorrere nella "corrente del mare del web", nella bottiglia lasciata andare via: se porteranno qualcosa sarà bene, se no, sarà segno che la bottiglia si è rotta, contro qualche scogliera

Ma l'entusiasmo nostro quello ce lo porteremo appresso dovunque si vada, nei cieli stellati e nelle galassie di Alfa Centauri o nel profondo dello spazio più remoto del tempo, e continuerà a lasciar cadere i semi della polvere di stelle e....

chi sa.... ?




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