domenica 28 giugno 2015

Il QRP in Italia da dove viene....

Può darsi quello che scriverò possa anche dare un briciolo di fastidio a qualcuno (confido nell'intelligenza di chi legge perché ciò non avvenga), ma è mia intenzione soltanto raccontare cose accadute e non darne alcuna interpretazione, quella la lascio a chi legge (quei pochissimi sparuti coraggiosi e incauti...hi).

Il QRP in Italia ha radici che risalgono ad oltre 40 anni fa e forse possiamo farle risalire, almeno in forma ufficiale, alla prima vera e propria "impresa" in tempi assolutamente non propizi, quando nessuno o quasi, si sognava di fare QSO con qualche W, non ce n'era bisogno e nemmeno l'idea direi. 
Parlo del 1972, come testimoniato da questa QSL ricevuta dall'amico Nino Paglialonga, allora I7ZCZ che collegò una base russa in Antartide usando i circa 2 W out del VFO Geloso che adoperava come TX, ed un'antenna dipolo sui 14 MHz, ovviamente in CW.
Ne diede notizia su Radio Rivista, mi pare del 1973 (forse marzo se non sbaglio), Silvano I4ZSQ che al tempo curava la rubrica "Com'è il DX" e descrivendo le condizioni operative di Nino (il RX era qualcosa di affascinante con un BC312 come media ed il gruppo Geloso come sintonizzatore, se ben ricordo).




Ricordo bene questa cosa perché quella pagina di RR si è scolpita nella mia mente e nella memoria e mi fece decidere dentro il mio animo, che quella sarebbe stata la mia strada nell'ambito Ham: il QRP!!
Presi contatto con Nino e da quel primo contatto (via lettera cartacea: non esisteva, ovviamente  né email né altro in forma digitale), ne scaturì una amicizia che dura tuttoggi a oltre 40 anni di distanza, invariata e forse di molto rafforzata, perché abbiamo constatato come la vita che ci ha dato le rispettive strade, mai ci ha allontanati come Amici e come filosofia seguita nel condurre i rispettivi cammini dell'Ham Radio. 
Ma di questo e della filosofia che c'è dietro al QRP e che non è affatto un FT817 o un KX3 ovvero qualsiasi altro RTX che abbia "soltanto" 5 W, bensì tutto un altro modo di vedere e VIVERE la radio, di questo voglio parlare in altra occasionoe.

Torniamo al QRP in Italia.


Qualche tempo dopo, sempre su RR il grande Marino Miceli, I4SN cominciò a parlarne e poi seguito se non sbaglio anche dal Nerio Neri I4NE che poi traslò il discorso anche sulla rivista da lui fondata, Radio Kit Elettronica. Ma parliamo di anni dal 1974 in poi diciamo nel periodo che va dal '74 al 1978/80 all'incirca, anche ad opera del sottoscritto che nel frattempo (credo nel 1975 se non ricordo male) si era iscritto al G QRP Club, che era il vero riferimento per il QRP mondiale, seguito di lì a poco dall'ARCI QRP Club USA.

Da tutto questo agitarsi ne scaturì un intenso, proficuo e costruttivo scambio di idee e di progetti tra Nino I7ZCZ, il sottoscritto, e Felice Carbonara I7CCF che coinvolse la sezione ARI di Trani nelle pèrsone dei vari dirigenti e affini di cui oggi (mi scuso di ciò) dimentico i nomi ed i calls.
Da tutto questo si concordò di provare a fondare un Club QRP Italiano, dopo avere sondato e verificato come fare per poter inviare una sorta di newsletter (ricordo non esisteva email di sorta, si pagavano i francobolli e..le copie cartacee stampate o fotocopiate e scritte a macchina!). Questo avveniva verso il 1978/80 o giù di lì e la cosa si concretizzò in un Convegno QRP tenutosi a Trani mi sembra nel 1978, e seguito qualche anno più tardi quando eravamo già abbastanza consolidati, in quello tenuto a Bologna con il sostegno della sezione ARI di Bologna e soprattutto del contributo di Alfredo Stori I4 UYN.

Purtroppo io nel 1982 dovetti partire a militare e passai il testimone (appunto ad Alfredo I4UYN) e fui doverosamente assente per un anno .
Durante questo periodo la rivista Radio Kit Elettronica ci diede spazio e supporto sulle sue pagine  e devo dire che furono messe le basi per uno sviluppo che poi si verificò e concretizzò nel decennio successivo ad opera di diverse altre persone.
Questa avventura si arenò per mancanza, a quel tempo, di ricambi umani nel tirare la carretta, ma anche per stanchezza di coloro che per quattro/cinque anni fecero molto e ripeto con mezzi assolutamente inimmaginabili per stampare inviare a tutti le newsletter, procurare componenti a basso costo per aiutare l'homemade (I0VBR Vittorio Bruni fu uno dei nostri fornitori a titolo quasi hobbistico) e mantenere i contatti anche con gli analoghi club esteri.
Ma fu un ottimo esempio di entusiamo e di Ham Spirit e fu il vero inizio del QRP in Italia.

Più tardi ad altri venne l'idea di mettere in piedi,  nuovamente, qualcosa di buono per il QRP e nacque l'I QRP Club che tuttora esiste anche se come brace dormiente e mi auguro pronta a riprendere fuoco.


Questa la Storia così come si è svolta!


In sintesi, quindi, non intendo affatto rivendicare nulla: non credo sia il caso, visto che parliamo di cose ridotte a poche centinaia di Radioamatori, ma solo per puntalizzare qualcosa che vedo dimenticato (sicuramente per caso) e mai citato da chicchessia su qualsiasi pagina web relativa al QRP in Italia.

Non ci sono copyrights né soldi in ballo e per fortuna, ma a mio modestissimo modo di vedere c'è la schiettezza, la correttezza, e la semplice verità. Poi ognuno è libero di pensarla come vuole, ma ai fatti non si può obiettare, mentre alle opinioni certamente.

In sintesi, il QRP in Italia ha oltre 40 anni e direi che è qualcosa di molto ben chiaro e non sono affatto i 5 W tassativi, bensì tutt'altro di cui voglio scrivere in altro post. In ogni caso il QRP in Italia è stato glorioso, ha dato a noi che lo abbiamo vissuto nella prima e seconda "era", belle emozioni e grandi soddisfazioni, insegnandoci molto ed a questo credo dobbiamo una bella parte della Passione che a diversi di noi, tuttoggi prende lo stomaco ed emoziona, come e più di 40 anni fa.

Questo rimane e questo è bellissimo!


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