domenica 27 dicembre 2015

Eppure si torna sempre lì....



Mi faccio troppe domande lo so, ma non riesco a non farmele. Ci rimetto io sempre, eppure torno a sbagliare, non riesco a fare come incoraggiava il Poeta nel suo Poema: "..non ti curar di loro..."

Mi chiedo il perché di certe nostre maniere di fare e dire, modi di porci e comportarci, pur essendo persone per bene, animate a sani principi e motivi, eppure avverto un senso di "ego" che emerge, o meglio RI-emerge e si fa vivo.
Frustrazioni personali, esperienze infantili che non abbiamo metabolizzato, traumi infantili mai elaborati? Forse un po' di tutto, forse non questo ma altro, ma io non sono uno psicologo, bensì un semplicde uomo che  traversa questa esistenza e non riesce a non farsi domande a voltarsi dall'altra parte.
Anche perché alle volte questi modi di fare colpiscono anche me, come quando avverti una puzza mefitica e vorresti allontanarti, ovvero quando qualcosa di brutto colpisce lo sguardo e vorresti non stare lì davanti.

Così anche cose pulite e belle, cose semplici e direi essenziali, alle volte risentono di questi miasmi, probabilmente senza volere, di certo (spero!) senza malizia, eppure si avverte l'odore, quel qualcosa che non torna.

Credo che l'ego di noi bipedi sia qualcosa di imponderabile, alla faccia di teorie e discorsi lunghi e complessi, ma all'atto pratico credo sia qualcosa con cui ognuno di noi deve fare i conti e a cui spesso ci si sottomette, ci si adatta: l'ego che ci spinge a voler primeggiare, emergere, essere i primi, i meglio, o mal che vada TRA I MIGLIORI!

Ma non basterebbe essere se stessi, valorizzare se stessi e quel che si è e si fa e condividerlo, metterlo come bene comune, offrirlo sul piatto della esperienza e della conoscenza comune e basta?
No, evidentemente c'è dell'altro, abbiamo bisogno di altro,pur senza cattiveria, ma come quando si ha sete si cerca l'acqua a tutti i costi, questo bisogno ci porta a voler per forza metterci su una sorta di piedistallo, pur se attorno abbiamo solo amici, pari a noi: "unum inter pares" .

Allora la scelta sta nell'accettare la "competizione" e adottare anche noi un qualche nostro metodo di competizione personale e scendere nell'arenza del confronto, scendere appunto, abbassarsi, degradarci finanche, pur di alzarci sopra agli altri; oppure fare una scelta oppposta, lasciare il campo, lasciare la vittoria, la scena, il palcoscenico e le luci della rtibalta.
Lasciare campo libero.


Non affatto facile, perché il nostro ego si fa sentire e ci sussurra nel silenzio, ci sobilla, ci aizza.
Ma la saggezza si acquisisce con l'esercizio, Siddharta l'ha cercata per anni, Gesù anche, Confucio altrettanto, gandhi pure, ecc. ecc.

E allora proseguiamo, esercitiamoci, torniamo alle nostre piccole e silenziose lavorazioni artigianali ed alla nostra personale crescita, cercando di limare gradualmente quell'ego che ci inquina, quella necessità di visibilità che sentiamo anche noi e che ci avvelena. 
Ma Mitridate aveva trovato il modo, un po' di veleno ogni giorno, una minima dose quotidiana. 
Forse la chiave sta là, una piccola dose di ego, ricacciata indietro e rimessa a posto.
Forse nel tempo ce la faremo o comunque faremo qualche passo e ci sentiremo liberi e SAREMO liberi, o perlomeno, PIU' LIBERI!

Speriamo!









Ham Radio McGyver


Eh sì perché mi trovo ad autocostruire anche cosette non proprio ovvie e semplici dal punto di vista meccanico (grande cruccio di una vita spesa in costruzioni elettroniche che si sono sempre scontrate poi, alla fine, con l'aspetto meccanico estetico, da cui deriva l'apparire bello o brutto l'intero "lavoro"...hi), ma senza avere la disponibilità di materiali e soprattutto di strumenti di lavoro che ho normalmente.
La QSY costante e permanente in cui vivo mi costringe a far tesoro di quel che ho, riutilizzando molto di ciò che smonto: viti, dadi,. rondelle, staffe, scatolette e quant'altro, si riutilizza tutto, si adatta.


Ma duro (si fa per dire) e lungo, soprattutto, se si vuol fare qualcosa di dignitoso dal punto di vista anche estetico, ma grande insegnamento, grande esperienza sul campo, fatta dopo ltre 40 anni di radio, ma sempre valida e sempre, ogni giorno, frutto di un girare una nuova pagina  e "scoprire" esperienze apparentemente banali eppure così dense di piacere nel viverle!

Così, ora questo "modulo pi-greco" che sta prendendo la luce per abbinarlo a qualsiasi TX homemade e che sto cercando di alloggiare nel contenitore di un ex power supply made by Siemens, adeguatamente ripulito e riadattato: questo modulo sta venendo su, ma assai lentamente e faticosamente: segare con la sega da ferro e nenendo l'oggetto da lavorare con una semplice pinza e non con una morsa, è esperienza che mi riporta a tanti tanti anni fa...ma allora non avevo altro, ora mi brucia avere tutto, ma a distanza..
sigh :(



Eppure, eppure c'è fascino anche in questo: ora ho davanti tutti i mille e mille errori e grossolanità compiute nel tempo ed i risultati peregrini avuti e le conseguenti delusioni e, allora, cerco di rallentare e di imporami la pazienza di lavorarare al meglio e di resistere alla tentazione di vedere subito il lavoro fatto (male) e invece cerco di limare bene, di prendere le misure con cura, ecc. ecc.

E così, anche semplicemente il montare un variabile ad aria, demoltiplicato, può diventare una esperienza solo in apparenza banale: buchi che vanno fatti coincidere e misure prese con la squadra e non col calibro, buchi fatti con il trapano a mano e non a colonna, buchi che sbavano di qualche mm e quindi da riportare a misura, e una staffa smonatat da uno scheletro rimediato, di un vecchio Swan credo, ed ora destinata a sostenere il varaiabile. Ma ovviamente la staffa non è della misura giusta e quindi si sega un pezzo, lo si adatta, si lima con la limetta da 8 cm e non con la mola, ma alla fine il pezzo va, i buchi vanno a posto e le viti a scomparsa entrano e trovano l'impanatura.


Nessun SDR mi darà mai questa esperienza, mi aiuterà mai in questo tipo di crescita, mi consentirà mai il tempo, lo scorrere lento del tempo, di questo tipo di lavoro. Ovvio che non avrò filtri taglienti come rasoi, non avrò menù scintillanti e regolabili in luminosità, ma se cadrà un fulmine nel raggio di 10 km, lo spike di corrente non mi farà saltare niente e seppure qualcosa si romperà, saprò sempre metterci le mani, anche senza analizzatore di spettro e .....

Beh questo mi diverte, almeno a me e questo fa di me un autocostruttore sicuramente esente dal rischio di stancarmi di questa Passione, un annuncio di "cessato interesse" a mia firma, mai ci sarà, grazie al Cielo!


mercoledì 2 dicembre 2015

Ma che significato ha?

Ora appassionarmi a certe apparecchiature, magari valvolari, o del passato? Si tratta di vecchiaia precoce, di incapacità nel presente? o altro...?

Me la sono fatta diverse volte questa domanda ed ho trovato la mia risposta nel dialogo con un caro amico, Cris. IZ3CQI con cui spesso abbiamo scambiato lunghi discorsi sull'argomento.

No! Non si tratta di nostalgia del passato o di vecchiaia precoce (Cris ha 15 anni meno di me e non è davvero uno che sta sulla panchina come i vecchietti dei giardini....hi), bensì di rifiuto di un certo modo di vivere la Radio che ha abbandonato i valori e le basi su cui abbiamo fondato la nostra di Passione per la Radio e di rifiuto di un certo modo consumistico di vivere, che nella Radio ha un altro fronte, ma che potrebbe riguardare i consumi in generale, cellulari, elettrodomestici, vita quotidiana, ecc.

Io ho iniziato ad approfondire la mia passione scoperta a 10/11 anni quando entrai in possesso del primo RTX per la CB, ma andando subito a cercare  il modo di diventare Radio Amatore, e quindi all'ARI.
A quel tempo, a Roma, si andava a Piazzale degli Eroi, in una cantina dove abbiamo trascorso bellissimi pomeriggi, prima ai corsi di CW e poi a smistare le QSL o a discutere di schemi di VFO di modulatori bilanciati, & c., ed era PASSIONE, era qualcosa di PULITO.
C'erano apparati commeciali, di certo, ricordo un OM grande DX'er che era un avvocato, eppure sapeva bene come saldare, come mettere le mani e sporcarsele, in un apparato, pur non essendo un tecnico di formazione. Ho conosciuto, nel tempo altri OM non tecnici di formazione, un fra tutti: I4AWX, Luigi, anch'esso avvocato, eppure autocostruttore appassionato.

Insomma c'era una maniera diversa di vivere la Radio.
Io sono stato molto fortunato, non avendo soldi, da studente, sono stato di fatto, costretto a imparare ed usare il CW e costruire da solo le mie apparecchiature.
Alle volte quelle che sembrano difficoltà della Vita, si rivelano, poi grandi doni!


Ed allora, oggi, che sento e vedo e leggo, di gente che nemmeno capisce cosa sia un'antenna, un alimentatore, che usa apparecchiature senza sapere come funzionano, che si preoccupa solo della qualità della modulazione, ovvero di acquistare l'ultimo uscito della Icom o della Yaesu, ecc. 

Leggo post su vari siti e non solo su Ari Fidenza, in cui l'Italiano sembra un'opzione (la parola "scatola" è diventata un sostantivo maschile: "lo scatolo"!...oppure il verbo avere con l'"acca" sembra un lontano ricordo dell'epoca paleolitica, oppure ancora, gli apostrofi, e così via, tutto dimenticato o forse mai conosciuto ?....), oppure ci leggo mille richieste di antenne filari, come se si dovesse costruire una sorta di Shuttle per andare su Marte; leggo di iscussioni inutili e inique o di astio fra gente che usa la radio e si fregia del titolo di radioamatore, e questa Radio NO! non la voglio, non è Radio e quindi la rifiuto.
Ascolto contest ogni giorno della settimana, sento trasmettere su OGNI frequenza, nessun rispetto sulle frequenze QRP, sento usare 500 W per QSO fra due persone che distano 300 km, sento tanta sporcizia e nessun contentuto tecnico, sento una ignoranza e non solo tecnica, imperante: a tutto questo dico che questa non è Radio, non è tecnica, ma non è nemmeno maniera di porsi fra persone che condividono una Passione.

E quindi tornare a rivisitare la Radio con le valvole, approfondendo la parte tecnica, approfondendo non solo il costruire, ma anche lo studio, i progetti, questo mi dà Vita, mi dà ragione di appassionarmi ancor di più e di trovare oggi più di ieri, motivazione per divertirmi, per appassionarmi ed anche di approfondire questo aspetto della Ham Life.

E quindi questo passato non è nostalgia, bensì una nuova alba di una maniera pulita e nuova e diversa di Vivere la Radio! 

E' HAM RADIO, HAM SPIRIT!







Vacuum tube revisiting


When I was young I begun my Ham journey in 1971/72, with tubes (807 was the main diamond of our ham students life...hi) but I did not have any technical basis and so it was just a cut and try life, but anyway it was the root of my actual Passion that grows everyday more and more.

Today I'm finishing to make the good copy of  a try, using just ONE tube, the 6DQ6 a friend of mine gave me as a gift; it's a real MOPA, and oscillator and power amplifier in just one tube and I had about 10/14 W output with xtal controlled (FT243 that are really amazing for me).

The idea was from the website Masteroscillator and the Super Junker TX  I saw there.

It is a very beautiful experience going back to tech roots, with more consciousness: I study the configuration, go deeper in order to understand circuit and component functions and make a lot of test in order to have a good keying note and no frequency shift or ringing.

Indeed it's a really nice experience and a true new way to Ham Spirit and technical aspect f this very nice Passion, the Radio-Passion

I did not believe it was so nice and exciting to go once more in my vacuum tube beginning of Ham.

Nice, really nice a great fortune for me!

lunedì 30 novembre 2015

La "mia" Radio e il freddo




UA1CEG/p dal sito Club 72 QRP

Due immagini dal sito a cui spesso vado a dare un'occhiata, fondato dal grande Oleg Borodin RV3GM che diverso tempo fa ha avuto la semp,icissima idea di raccogliere alcune stazioni che si distinguono nel'attività QRP e dato che i "72" sono i saluti in QRP, invece dei soliti 73, lo ha denominato così.



OK1IN dal sito Club 72 QRP

Ma queste immagini o comunque l'abbinamento fra Radio e freddo mi evocano ricordi lontani eppure così presenti nel mio animo, così ancora vivi ed emozionanti che non è nostalgia, è solo un tesoro prezioso che mi è stato affidato in dono dalla Vita e che io conservo gelosamente nel forziere del cuore....
Era forse l'inverno 1971 o 72 e mi era stato fatto il regalo del mio primo RTX, era la CB ed era il Field Master 16M, con soli TRE canali quarzati, un'antenna a stilo collegata con ben 10 m di filo NON coassiale, bensì piattina normale, di quella smontata da due walkie talkie a filo appunto, che avevo già cannibalizzato (già si intuiva come sarebbe andata a finire la mia vita tecnica....hi)e trasmettevo sul terrazzo di casa, perché l'antenna era su una basetta di compensato, in terra e se stavo fuori i segnali (ma va?...) arrivavano meglio che se stavo in casa, al caldo.
Quindi io stavo fuori, col cappotto, fermo ovviamente, al freddo, eppure...eppure il cuore si scaldava col calore di quelle voci lontane (il quartiere accanto, ma per me era lontano come le isole dei tropici), si scaldava con l'emozione di sentire e forse...forse riuscire a farmi sentire...ovviamente con 5 W un'antenna lunga 1 m caricata e 10 m di piattina non schermata, altro che QRPp.....
eppure stavo bene, ero emozionato, ero felice... era la mia prima vera esperienza in Radio con emissioni mie....
Dopo anni di ascolto di Onde Corte di Radio Budapest e Radio Mosca.

Poi seguirono anni in cui l'evoluzione si fece strada e passai ad un RX Geloso G4-220 (!!!!) con TX homemade con VFO geloso e 807 finale, ben 30/40 W, modulata di griglia schermo da un ampli di BF con ECC83 ed EL84 e lunghissimi QSO o meglio lunghissimi pomeriggi in cui mentre studiavo avevo la radio accesa e ci si scambiava saluti con due amici che stavano sui Colli Albani e con cui ci si scambiavano idee di modifiche, circuiti, descritti a parole, e sogni: il Mosley CM1, un RX che a miei occhi sembrava una sorta di Collins.

Quella è stata una stagione di fantastici sogni e di illusioni radiantistiche fatte di molto fumo, eppure che mi hanno forgiato la base, il nucleo, il nocciolo della mia Passione per la Radio.

Uniti ai QSO fatti al mattino, prima di studiare o mentre studiavo le materie universitarie (Analisi 1, Fisica1 e ", ecc.) con stazioni russe UA9 ed UA0, Valdivostok che era come dire arrivare su Giove....segnali flebili e echeggianti, via short e long path e QSO fatti con qualche W ed un dipolo, eppure fatti, goduti, vissuti intensamente.

Mai più quelle medesime emozioni, poi gli apparati sono diventati migliori, le stazioni meno raffazzonate e più affidabili, eppure quell'imprinting è rimasto e l'emozine che tuttoggi provo a ripensare a quei momenti, sono UNICHE.

Le foto del Club 72 mi portano indietro, sulle onde non della malinconia, ma di una memoria a cui devo la base che oggi godfo, la Passione per una Radio vera, pura, pulita e alle volte spartana, ma intensa come credo nessun SDR, almeno a me, possa dare.

Di tutto questo TNX!










giovedì 26 novembre 2015

E' fatta, è andato


...l'FT817 è andato!

Il compagno di molte avventure, di Radio-Avventura, è andato via, e con lui un periodo della mia storia in radio. 
Ci ho messo del tempo a decidermi definitivamente, a mettere in pratica un proposito coraggioso, lo riconosco: non ho più apparati commerciali se non tre RX ma che hanno oltre 70 anni ognuno. Quando si intraprende una strada si deve andare avanti e ogni ripensamento non serve. 
Importante è non fare le cose sull'onda della moda, della rabbia, delle emozioni in genere, bensì farle ragionandoci ed ascoltando se stessi nel profondo.

Per me la Radio commerciale ha fatto la sua epoca, nel MIO modo di fare Radio. 
Non ha più senso, se non quello di farmi sentire in un certo modo, ma non è quello che mi soddisfa e che mi dà soddisfazione intima, non come ego, bensì come RadioAmatore...perché io mi sento e desidero ESSERE un RadioAmatore e non un utente.

L'FT817 è servito, a gioire del connubbio fra i due amori materiali della mia vita: la Radio e la Montagna; è servito a vivere quella stagione straordinaria che mai più si ripeterà e che rimane nella storia (quella sì) della radio con l'etichetta di "Radioavventura". 
Ora tutto quello è finito, nessuno può resuscitare Lazzaro, nessuno può illudersi di far rivivere qualcosa che aveva senso ed ha avuto un valore immenso per chi ha avuto la fortuna di viverla: ora si deve fare largo e darsi da fare ad altro, a crescere in altro modo.

La Radio e la Montagna sono un connubio per chi ama entrambi, non sono fatti per mettere in mostra call in cima a classifiche, o imprese alpinistiche che hanno senso solo in UN ambito. Ci sono call che sono durati UNA stagione, gente che poi visto che non prendeva premi o non poteva essere sempre prima si è disamorata, stancata...
Ma come ci si può stancare di una Passione?

Il sedicente rappresentante italico del sota vuole essere unico, vuole stare lui in cima, non accetta altri sullo stesso spazio della cima; altri hanno velleità alpinistiche e di Radio, e come risultato ci si è divisi, inutilmente. 
Bell'esempio di Ham Spirit, ora portiamolo nel CD ARI questo modo di fare...hi

La Monatga deve unire, la Radio a maggior ragione anch'essam, deve unire, ma quando si parla solo di comprare e urlare in un mcirofono o battere forsennatamente su un keyer, cosa si unisce?
Ma si sa, l'arroganza di tanti sotterra la Passione di pochi e quindi chiudo con questo tipo di attività, che di radiantistico non ha NULLA, ha solo a che fare con l'invidualismo mascherato da aggregazione.
L'817 ha avuto un senso, molto, ma è andato, via, finito!
Per me.


Ora c'è altro, c'è spazio per autocostruire magari robette piccole da portare sui monti, o tra i boschi, buttare un filo e trasmettere come quando durante la WWII facevano rischiando molto, coloro che usavano un Paraset, oppure provare a fare un monotubo e vedere se con quello faccio quel che facevo con 5 BJT, fregandomene dell'SWR....o ancora altro... riprendere concetti tecnici abbandonati perché...il progresso esigeva di andare oltre, risturdiarli e sperimentare per limare e vedere se realmente si era raggiunto qualche  top, oppure non si era semplicemente messo da parte qualcosa che prometteva...

Ora qui c'è altro: Rohde & Schwartz ha fatto un RX tanti anni fa, Carlo I2AMC lo aveva rimesso a punto, come uno Stardivari e lo Stradivari non ha età; ora questo particolare violino è qui passato per IZ2CQI, e mi allieta e non rimpiango il piccolo, portatile 817, sono due cose ben diverse, solo io sono sempre lo stesso e oggi più che un tempo sento di voler vivere l'essere OM e ringrazio di poterlo fare, finché posso :)



mercoledì 25 novembre 2015

Il QRP in Italia



Ripartirà l'I QRP Club tra poco: ne ha dato ufficialmente annuncio su Ari Fidenza I3EME e di questo non posso che conglatularmi con chi si sta dando da fare in questa direzione.

Ma rimango sempre meravigliato (nulla di più, affatto addolorato, ...ma pur sempre un po' interdetto) sul perché mai si racconti TUTTA la storia del QRP in Italia.

Io lessi di Nino Paglialonga, allora I7ZCZ (ed oggi IZ7DJR), su RR del 1973, quando nessuno, e ripeto NESSUNO parlava di QRP in Italia: ne scrisse Silvano I4ZSQ nella rubrica DX su Radio Rivista, appunto descrivendo l'attività del Nino nazionale, che poi venne intervistato da Marino Miceli I4SN che scrisse sul numero di aprile  del 1974 sulla rivista CQ Elettronica, sempre a proposito della sua attività con poca potenza e RTX autocostruito.

Per me fu un fulmine e mi innamorai della bassa potenza e di certa autocostruzione e tuttora soffro di tale "sindorme".

Ripeto era il 1972/4: poi venne il Club QRP Italia fondato sotto l'egida dell'ARI il cui congresso di fondazione si tenne a Trani su organizzazione della locale sezione ARI e di Felice Carbonara I7CCF  & c. e qualche tempo dopo (forse due anni più tardi) a Bologna a Villa Griffone, con la sponsorizzazione e l'aiuto anche della Rivista RKE.

Parliamo del periodo che inizia nel 1972 e va con il suo apice al 1979, 1980, 1981 anni in cui addirittura su RR io a l'amico Giancarlo I0XXR scrivevamo di QRP con regolarità, mi pare bimestrale.

Non mi interessa alcun riconoscimento, questi sono per i poveri di spirito, ma mi chiedo sempre perché la storia si racconta sempre a metà, mah....e se certe cose le ricordo io che ho quasi 60 anni, perché altri le dimenticano?

I fatti rimangono, ma certo fanno più "notizia" quelli risalenti al massimo a 15 anni fa...

Peccato, si è persa un'occasione per essere corretti.

Per fortuna la radio ed il QRP rimangono altrove e fuori da ciò.





domenica 1 novembre 2015

Qual'è il senso di un contest/activity day?



Lo spunto me lo dà il recente Contest Leonessa d'Italia, indetto per stazioni le QRP e gemellato dal Mountain QRP Club in onore dell'amico Attilio I1BAY a cui io ho partecipato solo per il tempo consentitomi dalle apparecchiature ancora provvisorie che mi sto autocostruendo per emettere segnali in CW nell'etere, dopo le mie scelte di campo di cui ho già scritto.

Mi sto chiedendo quale cosa vorrei (ovvio io personalmente, io per la mia umile e misera opinione, niente altro...) leggere e cosa vorrei "ricevere" dal leggere l'eventuale elenco di partecipanti e LE LORO IMPRESSIONI: vorrei sapere, conoscere e capire, cosa hanno usato, apparati, potenze, antenne, e quant'altro, per capire cosa si possa fare e come, imparare, riflettere dal punto di vista tecnico e magari poi fare tesoro dell'esperienza comune.

Ovvio che per la stragrande maggioranza di coloro che partecipano ad un contest queste risultino delle grossolane idiozie, ma per un activity day, come ad esempio accade per il NRR (Novice Rig Roundup), credo che, messa da parte ogni velleità competitiva, quello che conti sia, appunto, capire cosa usino gli altri, come abbiano messo insieme la loro stazione, quali schemi e configurazioni, ecc.

Allora, come mio solito ultimamente, rimpiango "quei tempi" in cui non che tutto fosse più bello, ma almeno c'era meno cattiveria, meno meschinità (fra utenti della radio), e meno stupidità fatta passare per abilità. 
Forse avere meno, forse essere meno ricchi di tutto, come siamo ora, ci permetteva di avvertire il sapore, il profumo, e quel qualcosa in più che fa parte del tutto, anche della Radio e del suo mondo.
Non si torna indietro, questo è chiaro, ma anche il dimenticare e/o scartare con la scritta "obsoleto" quel che in passato si è fatto, è  altrettanto stupido e indice di idiozia, ma soprattutto fa danno a noi stessi, TUTTI.

Ma anche continuare ad alimentare questa competizione (che solo chi non ha cervello può continuare a definire "sana", quando è evidente ad un cieco che tale non è più da molto tempo) e questo gareggiare contro, cercare di superare  gli altri, di sovrastarli, a quel punto con ogni mezzo, è altrettanto colpevole se non di più.

Poi ci si lamenta che ...."non c'è più la mezza stagione"....eppure continuiamo a gettare rifiuti dovunque.
Allora a che pro lamentarci che tra gli "utenti" di radio non ci sia più lo spirito Ham se poi non facciamo niente di diverso da quello che si è fatto negli ultimi 50 anni?

Una mano sulla coscienza, una specchiata verso se stessi, un po' di tempo a riflettere se veramente possiamo essere meno complici di tale degrado, non farebbe male.

Ma forse come dice il protagonista di "La valle di Elah", << ...tutto rimane uguale ed è meglio così...>>, è la quasi scontata conclusione.


Non lo dico, come potrebbe apparire, con malinconia, bensì di sicuro come constatazione di quel che osservo attorno a me.

"Così va il mondo cara Signora Marple....."


mercoledì 21 ottobre 2015

Autocostruzione



Parlavo giorni fa con un caro amico, poi con altri: insomma, ci si confronta e si riflette, si impara, si pensa, si cresce, come esseri pensanti dovrebbero fare, forse...
Riflettevo sul fatto che un amico mi ha detto "tu hai molta roba vintage", dopo che avevo io spiegato che cerco componenti che ormai sul mercato non si trovano più (ad esempio i supporti di ceramica per bobine, ovvero le medie frequenze, trasformatori per HV, ecc.) così facilmente o a prezzi onesti, ovvero che scelgo di usare radio in cui posso, all'occorrenza mettere le mani, e che rifiuto ormai quasi in toto, l'essere passivamente asservito all'oggetto Radio, nel senso che lui è là, misteriorso e intangibile, difficile anche da aprire, di sicuro con ernome difficioltà nel capire quali componenti e dove, possano danneggiarsi, non dico, poi se parliamo del software.

Sono e mi sento un RadioAmatore e non un radio-utente, da sempre ho amato il mettere le mani dentro, l'aggeggiare ed eventualmente anche di modificare a mio piacere o necessità gli oggetti che uso nella mia Passione. Ora il tempo e i suoi cambiamenti, non sono gestibili dal singolo, lo so bene, adoperare radio per cui se malauguratamente ho un guasto qualsiasi, un malfunzionamento, debba essere soggetto ai vari "service" che non sempre sono affidabili, e di sicuro non economici, mi dà profondamente fastidio.
Inoltre come ben scrive l'amico Fabio IK0IXI, "le radio per radioamatori sono dei compromessi", non mi si venga a dire che sono oggetti studiati per eccellere (a parte le pubblicità e i report pilotati ad hoc, validi solo per i creduloni), e quindi se desidero prestazioni serie non ho altra scelta: fare da me stesso.
Ridurre le dimensioni, miniaturizzare, forse non riesco a farlo bene da solo, ma quanto REALMENTE, della miniaturizzazione, del cosiddetto "progresso tecnologico", migliora e semplifica la mia attività Ham?
Oppure, è una apparenza, che mi fa apparire come miglioramento il fatto di avere certe "utility"? 
Ad ognuno scegliere, ma per scegliere si deve avere modo di ragionare, si deve avere un cervello che funzioni e gli elementi di giudizio: gli antichi credevano che il fulmine fosse un egno divino di malumore, per ignoranza; si riteneva (credo che alcuni lo pensino ancor oggi...ahinoi) che certe malattie epocali fossero altresì delle punizioni, e tutto per ignoranza.

Quanto una modulazione HiFi mi migliora la mia attività di Radioamatore? O migliora soltanto quella di persona che chatta in radio? Esattamente come una "tastiera ergonomica" di un PC....!

Allora, se il commerciale, il "già fatto" mi porta a soccombere, a dover soggiacere a certi diktat, io posso solo agire per me stesso: costruire in proprio, fare forse meno QSO, forse penare più tempo per arrivare ad avere una buona manipolazione (ma a questo può invece servire la conoscenza tecnica, lo studio, l'applicazione, anche la documentazione, quella anche di Internet che non è, però, il perdere tempo dietro ad una tastiera o su FB a osservare quel che altri fanno o scrivono, bensì un crescere come individuo pensante), forse pagare un prezzo apparentemente maggiore delle varie migliaia di euro che paga chi ad esempio acquista (magari per rivendere dopo poco) un KX3, ma un prezzo che è niente, se messo in conto con la gioia, l'entusiasmo e la soddisfazione provati nel fare anche UN SOLO QSO, ma con le forze mie, con il risultato del mio costruire, del mio assemblare.

Allora quella roba vintage che ad uno sguardo superficiale sembra una accozzaglia di vecchiume, a me dona una serenità assai maggiore di quel che sempre a me stesso, ha donato il conseguire un piazzamento in cuna qualsiasi classifica di diploma, o il vedere pubblicata una foto di una mia operazione.

Dobbiamo fare MOLTA attenzione: pubblicare resoconti, schemi, foto e quant'altro ha avuto senso ed HA SENSO VERO, anche OGGI, se serve a CONDIVIDERE: condividere vuol dire OFFRIRE, anche gratuitamente, per mettere in comune, la conoscenza acquisita, l'esperienza maturata e quant'altro, con amici, colleghi, persone degne quanto noi.
Non significa mettersi in mostra.
Invece lentamente, inesorabilmente e con la complicità ed il silenzio di tutti noi, è diventato un mettere se stessi in vetrina, su un alcoscenico, a ricevere il plauso, l'ovazione e solleticare e soddisfare l'ego.

NO!

Allora va recuperato questo senso, e per farlo ci vogliono consapevolezza ed intelligenza, e riflettere e ragionare; non serve il vivere di reazione a stimoli consumistici ed esterni, bensì il  Vivere in proprio, di quel che capiamo essere un senso vero di esistere. 
Questo vale nella vita sociale di ogni giorno, nel QRL, nella famiglia, specie con chi ci segue nel cammino di vita, e vale NELLA RADIO.

Se questo volesse anche dire perdere adepti, molti dei cosiddetti membri di un gregge virtuale , ci sarebbe poco da perdere, ma ci sarebbe da recuparere e godere di un senso prezioso di una attività e di un "modo di essere" che è stato prezioso ed apprezzabile, unico forse, sicuramente molto molto importante e gratificante dell'animo di chi ha avuto la fortuna di viverlo: quell'Ham Spirit di cuisi legge tuttora su certe riviste un po' datate.

Non è un canto nostalgico di creatura agonizzante, il mio, bensì anelito e speranza e preghiera di chi vorrebbe usare del progresso che tutti abbiamo guadagnato nella nostra esistenza, per migliorarci come Esseri Umani e come Creature degne di tal nome e non come saccheggiatori di esistenze degli altri simili.

E se a tutto questo è funzionale l'utilizzo anche di tecnologia che solo all'apparenza può essere obsoleta (non credo che a caso l'ex URSS mettesse a bordo dei suoi Mig 29 apparati NON a stato solido!), ben venga e mi spiace per chi pensa che tutto ciò non abbia senso.

A me l'annuncio divendita per "cessato interesse" non uscirà mai di bocca o di penna, e se dopo oltre 40 anni ho entusiasmo maggiore che nel 1973, beh, posso stare abbastanza tranquillo.... :)

Dimenticavo: l'uso del legno che forse dieci anni fa anche io stesso avrei disdegnato, oggi non mi pare affatto fuori luogo, in aria non andiamo a discernere se il segnale deriva da un DDS o da un MOPA a tubi o da un mono-transistor ovvero da un apparato commerciale.... 
e allora?....... hi




mercoledì 14 ottobre 2015

La Radio in Montagna

Non credo affatto nel caso, tuttaltro: ritengo dalla mia esperienza di vita che le cose arrivino quando è il momento giusto, anche quando a me umano, quel "momento" non piace per nulla.
Qualcosa è arrivata stamani, dopo aver letto il breve racconto di un amico sulla sua escursione con la radio al seguito sul Pasubio.
Già da giorni riflettevo su quale fosse il vero senso di andarsene per monti con la radio, di adarsene per cime magari scomode a trasmettere e cosa ce ne derivasse nell'animo, dal collegare da lassù, magari in situazioni non proprio agiate, qualcuno che tranquillamente avremmo potuto collegare da casa.
Questo scritto che segue mi ha dato quella chiarezza che cercavo e lo pongo integralmente:

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Riflessioni di un montanaro. (dal Blog di Carlo Signorini)

MONTAGNE


Fin da tempi immemorabili, la montagna è stata luogo d’espressione di spiritualità e di collegamenti divini. E’ stata anche posto di marce, escursioni, digiuni, sacrifici, di tentazioni e di paure. E’ stata espressione di ignoto, luogo inaccessibile agli esseri umani, dove il mistero si materializzava in pietra, diventando tangibile e concreto.
Gli uomini antichi avevano un grande rispetto nei confronti degli alti massicci. Consideravano che lo spirito della montagna fosse altrettanto poderoso delle sue rocce, delle acque, delle nevi perenni e prima di salirvi, innalzavano una invocazione, una preghiera, un dono, un rito; importanti gesti per rapportarsi con lo Spirito che vi anima.
Nei tempi passati, l’incanto della sua magia esprimeva ricchezza più pura rispetto a oggi che è diventata pista da scii per legioni consumistiche.
Quanto è diverso il rapporto della gente moderna nei confronti della montagna.
Non ci si rapporta più con essa, non si lascia alcuna offerta, non esiste alcuna sacralità nelle azioni quotidiane.
Questo è luogo in cui dovrebbe regnare il Sacro Silenzio, invece a colpi di esplosivo si squassa la roccia. Grosse macchine di ferro, munite di potenti martelli battenti e larghe pale, spaccano e spianano le pietre. Convogliano i liberi corsi d'acqua, che sono il canto e la vita del monte, lasciando dietro di sé paurose ferite, tangibili testimonianze d’ignoranza e presunzione.
Tutto questo è fatto in nome del denaro.
Solo una cultura malata può pensare la montagna come qualche cosa da riempire per portare tanti turisti, sottomettendola alle futili esigenze di consumo. Attraverso il momentaneo godimento di piaceri indotti dal profitto, gli esseri umani stanno perdendo l’occasione di esplorare, per mezzo delle grandi montagne di pietra, quelle inviolate vette interiori che ognuno porta dentro di sé e che sono in grado di innalzare lo spirito verso nuovi ampi spazi.
Le alte cime di pietra non rappresentano solamente un punto materiale d’arrivo ma segnano l’indefinito confine tra terra e cielo, reale e non reale o meglio, tra realtà e mistero, guidando l’attenzione sempre verso alti orizzonti. 

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Per tanti hanni ho scalato molte montagne, la M0ntagna è stata la mia ragione di vita e divertimento, accanto alla Radio. Quando verso il 2002, se non ricordo male, IK2NBU ebbe l'idea di mettere in piedi il sito e il gruppo di Radioavventura, mi parve di toccare il cielo con un dito: potevo andare per monti con la Radio e coniugare le mie due Passioni. 

Io stesso fui preso un po' dalla smania di fare e fare e fare ancora, spinto dalla competizione (che brutta bestia la competizione, questa invenzione materialista che premia chi emerge e umilia chi perde!), ma fui fortunato: conobbi Attilio I1BAY e per rispetto ed amicizia verso di lui, ebbi la fortuna di fermarmi e per amicizia e cavalleria, di cedere il passo a chi sentivo avere più diritti di me, più spessore, e questo mi diede modo di vedere le cose come dovevano essere, come avrebbero dovuto andare.

Il QRX forzato che dovetti subire per diversi anni ha contribuito a purificarmi l'animo e quando sono rientrato in montagna con la Radio, circa due anni fa, nel Mountain QRP Club, credevo di poter riprendere il discorso dal punto stesso che avevo lasciato.

E così non è stato possibile.

Intanto ho trovato una sorta di linea del Piave
Il Mountain QRP Club, e quel SOTA che era diventato Sotaitalia, nelle mani di qualcuno che a leggerlo si presenta spesso come piuttosto astioso e stizzoso.

Nel MQC ho scoperto e conosciuto persone degne e amanti dei Monti forse più di me, ho scoperto un piccolo manipolo di appassionati, che a dispetto di punzecchiamenti da parte "avversa", hanno dedicato tempo e passione alla Radio ed alla Montagna. 

Ma ho anche potuto/dovuto constatare come sia cambiato in soli dieci anni, lo spirito e forse anche in certuni (molti) le finalità, con cui si va per monti con la radio.

Ormai è ben diffuso l'ansioso desiderio, quasi un bisogno di mostrare quanto si è bravi, di riconoscimento, di gratificazione data dall'applauso virtuale della platea. Tant'è che a riconoscimento mancato per dimenticanza o disorganizzazione dei vari Clubs, ho visto scomparire personaggi che all'inizio si erano mostrati come pimpanti e ripieni di entusiasmo.

Ma quale entusiasmo e passione hanno bisogno di applausi? 
Qui si parla e si tratta di ego e se realmente "  la montagna è stata luogo d’espressione di spiritualità e di collegamenti divini....pur se spesso senza consapevolezza, a cosa servono gli applausi e se senza di essi, senza vedere il proprio nome/call in cima ad una classifica, o se non si riceve la tanto agognata targa/medaglia/attestato, quella passione si affloscia, allora, chiedo io, dove sta la Passione: nell'animo oppure nella forma che mostriamo al "pubblico".

E questo cosa c'entra con la Monatagna?

NIENTE!


Ma "o tempora o mores" ,  non pretendo affatto di cambiare il mondo, giammai; bensì posso decidere io di astrarmi e di ritagliarmi un mio spazio ed un mio piccolo regno circondato anche di filo spinato per evitare incursioni indesiderate.
Rimane un po' di tristezza e malinconia nell'osservare quel che accade, le lotte, le diatribe, i duelli e quella che in tanti ritengono RadioPassione, ma che a mio parere è mera apparenza e ipocrita recita di ruoli.

La Passione, il Cuore, sono ben altro e sono decisamente altrove sono sulle cime, lassù dove esse sfiorano il Cielo....















venerdì 9 ottobre 2015

Il radio - "fanciullino"


No non scrivo di letteratura, ma lo studio regresso ha lasciato le sue tracce e per fortuna.....lo studio serve per provare a capire qualcosa in più, per usare gli stimoli e farne qualcosa di "nostro" e forse...provare a crescere un po'.

Ora questo mio fanciullino, in me, con la Radio ha spesso sfogo e manifesta la sua presenza in modoanche dirompente, come ieri sera.
Ieri sera ho finalmente messo a punto il link sulla bobina del tank di placca del MOPA homemade e finalmente ho potuto proivare a vedere se qualche particella di potenza usciva in antenna.



Non ho alcun problema a confessare che mi aspettavo (speravo) qualcosa sui 200/400 mW) perché la 6L6 alimentata con soli 180 V sotto carico, credevo fornisse pochissimo, invece, quando ho messo tutto a punto, fili e cavetti volanti e quindi da starci attenti non poco, per evitare rischi di elettro-emozioni, ho visto la lancetta del Wattmetro schizzare sulla scala 5 W max, a ben 1 W!

Ovviamente non c'è adattamento di antenna e quindi potrebbe anche darsi che la letura si di molto sballata, ma quello che è stato emozionante, e lo dico apertamente, esattamente e più che oltre 40 anni fa, quando emisi i primi vagiti in radio in banda 27 MHz con la rete del letto per antenna, è stato un misto di emozione, di commozione, di entusiasmo, dovuti a vedere qualcosa di fatto da me, emettere in aria un segnale, vederlo inviare in aria e pensare: funziona, ci sono riuscito, l'ho fatto e va.

Potrei pensare che sia anche questa una forma di ego, ma di sicuro non mi sento, né mi sono sentito più bravo di altri, più abile di...., mi sono sentito come un bambino entusiasta di un qualcosa che gli è stato regalato dalla Vita.

Il "fanciullino" si è manifestato! E per fortuna!

Questo credo che renda la nostra Passione unica, o comunque eccezionale 
e il poter realizzare anche apparecchiature semplici, o forse proprio perché semplici, ma pur funzionali e che permettono esattamente quello che permettono altre molto più costose, rende soddisfatti, felici, entusiasti, se......

....SE  si ha la fortuna di meravigliarsi ancora per le cose semplici, per cose che per tanti sono anche sciocche, se si ha la fortuna di godere del piacere di cose così, questo  è godere della Radio, del profondo di questa Passione, e questo è un grande unico eccezionale DONO!









martedì 8 settembre 2015

CO2KK Arnie Coro




Questa mattina ho letto sul "reflector" del gruppo "glowbugs.net", il post di un radioamatore cubano, CO2KK, un certo Arnie Coro, il quale scrtive cose che a mio modestissimo vedere sono "sublimi". Consideriamo si tratta di una persona che ha fondamenta tecniche ben solide ed un curriculum di tutto rispetto, specie poi tenendo conto che è vissuto in un Paese che ha sofferto la mancanza di un "mercato" come lo concepiamo noi occidentali, dimenticando spesso che non dovunque è così o lo è sempre stato.
Ho fatto una ricerca su questo Personaggio ed ho trovato dei passi che cito testualmente, tratti da un blog dedicato e che  sento come una sorta di lezione:


“Yes amigos, it is very easy for people having access to the money and the possibility of buying factory built radios or even well designed kits with full instructions and each and every part required… even washers , to just sign a check or complete and electronic transaction that will bring to  their homes a nice piece of equipment… 

But that is not the case for many of us, that do enjoy very much the amateur radio hobby, and think not only about ourselves, but also about those that may benefit from also well designed, easy to assembly and to adjust radios that can be built using locally available parts. 

Try to find even the lowest cost ceramic filter for building a single sideband rig in no less than 130 countries around the world and you will meet with the fact that they are impossible to locate, and the same goes for ferrite and powdered iron toroids, IF transformers, RF power transistors, small relays , RF connectors, resistors and capacitors, not to mention quartz crystals and integrated circuits !”

L'autore del blog definisce Arnie  a "SolderSmoke named Arnie ‘Homebrew Hero" e credo che mai definizione sia stata più azzeccata.
Oh...dimenticavo, Arnie, al secolo Arnaldo Coro, è anche professore...ma non mi sembra che se ne faccia un vanto.
I grandi uomini sono questi! 





mercoledì 2 settembre 2015

Perché?







Qualche giorno fa l'amico Fabio IK0IXI ha inserito su Ari Fidenza un suo annuncio di vendita per un glorioso RX della JRC, un NRD92 che vende ad ottimo ed onesto prezzo e quindi molto accattivante.
Sinceramente l'annuncio mi ha tentato, quell'RX era uno di quelli che quando ero giovane era impensabile anche solo da considerare nell'acquisto, ma oggi vederlo offerto a qualche centinaia di Euro, era veramente una grande tentazione.

Poi riflettendo ho rinunciato, perché sto facendo una scelta di campo e di etica radiantistica forse eccessiva e drastica a vedersi dall'esterno, ma molto ragionevole, dal mio punto di vista: si tratta di scegliere avere a che fare con apparati dove se serve, possa intervenire senza diventare matto, tenendo anche conto delle progressive limitazioni/menomazioni che posso subire (ci vedo di meno!...ahimé), pur scegliendo soltanto apparati seri, non da radioutenti, bensì da Utenti che esigando alcune prestazioni serie e non giocattolini, ma anche la scelta di avere a che fare, se possibile, con poco stato solido e non con componenti spesso introvabili.
Quindi il JRC di Fabio pur rimanendo un ricevitore di lusso, a mio avviso, alla fine non rientrava nei criteri che mi sto lentamente dando. Ed ho rinunciato.

Ma quel RX ancora a vederlo sia sul sito Web di Fabio, ben recensito, sia sull'annuncio che al momento vedo ancora presente su Ari F., rimane una bella e piacevole tentazione, esattamente come quando si ammira una bella Donna che non desideriamo fisicamente, ma che comunque ci dà piacere anche solo nell'ammirarla..

Ma a parte questo, mi sono chiesto perché! Perché questi apparati che trent'anni fa ed oltre erano inavvicinabili, oggi mi tentano e pur possedendone un paio (da riparare, in generale non compro roba funzionante...hi) sento ancora il fascino di questi come lo vedo avvertono il medesimo fascino altri OM amici, non necessariamente coetanei. Cosa c'è dietro questo canto delle sirene a cui non resistiamo molto?
Lo stesso accade anche a certa strumentazione come ad esempio un generatore RF della HP, il famoso tuttora, HP 8640 o a qualche analizzatore di spettro, e così via.

Cosa c'è e cosa accade dentro di me?
Non riesco a vivere senza farmi domande, eredità dell'Università con tutte le dimostrazioni in cui mi si chiedeva a qualsiasi affermazione: "Perché?"

Proviamo a pensarci.
 
Credo ci siano vari fattori che concorrano.

Prima cosa trent'anni fa ero un novello studente di università appassionato di Radio, ma da bravo studente ero squattrinato! Seppure affascinato ero senza denaro in tasca. Scrivevo di elettronica per mantenermi l'hobby che poi sarebbe diventata Passione, ma dovevo amministrarmi e con cautela.
Apparati "seri" o "carri armati" come li definisce Fabio (raccomdnao caldamente di leggere la sua recensione)  erano di prezzo talmente elevato per persone di reddito medio basso com'era uno studente, che era proprio inconcepibile anche solo pensarci: allora li ammiravo sulle pagine delle riviste, sulla pubblicità, li ammiravo ma nemmeno pensavo alla possibilità di toccarli.

Per secondo fattore ritengo che il mondo elettronico delle TLC moderno e soprattutto quello consumistico-amatoriale, abbia puntato essenzialmente sul consumo, appunto, sulla apparenza, sulla forma e non sulla sostanza. 
Un vero progresso di sostanza nelle prestazioni,dei RX  anche se Sherwood si dà sempre molto da fare a fare misure e tabelle comparative e guarda caso escono vincenti gli SDR, specie della Flex Radio, non c'è stato. Dimostrazione ne è il fatto che il mercato non ha optato decisamente per RTX di tipo moderno (appunto SDR) per rimanere ancorato a questi scatolotti bellissimi e pieni di specchietti per le allodole, che però nella sostanza non hanno affatto surclassato apparati che hanno 30 e più anni di età.
C'è molto gadget, c'è molto "extra" aggiunto agli apparati, ma le prestazioni, sono in sostanza simili, anche se menù ed opzioni si sprecano.

Infine terzo fattore: apparati di un certo livello hanno un loro fascino anche estetico.UN RX professionale come il JRC NRD92/93 o come il Telefunken 1500,  o ancora come un Racal 1772, hanno uno trano fascino, di sicuro irrazionale, visto che sono ingombranti, eppure...eppure affascinano, come forse affascinava Marlene Dietrich nell'Angelo Azzurro...hi

Questi fattori a cui di sicuro ne possiamo aggiungere altri meno macroscopici e che ora dimentico, uniti in azione comune ed aggiunti ad una maggiore disponibilità economica in quegli studenti di allora che  oggi sono diventati un po' meno poveri (seoppure c'è crisi vedo spendere bei soldini nell'hobby di molti...hi), questi fattori, dicevo, forse rendono assai tentatrici delle occasioni che vediamo sul mercato, almeno, per me, tali sono.

C'è chi si lascia appassionare dai cellulari (!!!).... (stamane davanti a me un signore sui 55 e passa diceva al negoziante a cui voleva dare in conto vendita ben SEI cellulari del tipo iphone/smartphone che lui è appasisonato e che li compra e poi si stufa e li rivende pressoché nuovi)  e chi si lascia affascinare da apparati Radio.

Fatt'è che se si ha posto si valutano certi acquisti, se no si passa oltre. ma certo il mio amico che possiede diversi esemplari del R&S EK07, forse è in pole position...hi 

Importante, a mio avviso, è non fare una statica collezione, che poi rimane a sé stant,e esattamente come per i quadri, che si sfiorano, con lo sgurado o si esibiscono con malcelato orgoglio, per poi mostrare cosa? la potenza individuale del "possesso"....ma di cui quasi mai se ne gode realmente la bellezza.
No le Radio, per me,  vanno usate, accese, adoperate, ascoltate, messe in campo. 
E se si usurano e si rompono, allora ecco che si pensa come sto facendo io "preferisco qualcosa dove posso metterci le mani".



 

Manifesto/aim di questo blog




L'occasione me l'ha data un caro amico che ha scritto letteralmente (eccetto gli omissis):
"...Mi chiedo perche' tante riflessioni,...  espresse per iscritto da Ale, debbano restare li', nella penombra, o magari destinazione dei pochi che lo hanno scoperto e ogni tanto vanno a visitarlo" e quindi approfitto e scrivo una volta per tutte qualcosa che forse era necessario specificare all'inizio, ma meglio tardi che mai.

Questo Blog è nato così, per caso e per diletto: mi piace e mi diverte scrivere, qualcuno mi dice che lo faccio in modo decente, ma a me non importa questo, non debbo partecipare ad alcun concorso, né debbo basare la mia vita, il mio benessere e la mia serenità sul giudizio e sull'approvazione di chi legge, per fortuna... 
Scrivo perché alle volte non posso non farlo, non posso non dire ciò che penso. 
Ma non mi interessa né affermare il MIO pensiero, né tantomeno la MIA opinione. 
Questo modo è quello di chi soffre di egocentrismo, io sto bene, grazie al Cielo, con me stesso e mi basto.

Io scrivo perché voglio dire ciò che penso e...BASTA! 
Ma voglio dirlo in modo sincero, chiaro, senza pormi la domanda "si offenderanno?" oppure "ci rimarranno male?"
Data per scontata una base di rispetto, dovuto a qualsiasi essere, però se vedo uno fare una cosa che a mio modo di vedere è sciocca o cretina, voglio anche poterlo dire. Ne ho tutto il diritto.
Tanto quello che si comporta da cretino, del mio parere se ne frega, ma almeno io mi sono levato un sassolino dalla scarpa e sono potuto essere sincero.

Ad esempio il Direttore di Radio Rivista, non ha questa libertà, ma nemmeno chi scrive su una rubrica qualsiasi della Rivista; beh...non dovrebbe.. poi c'è anche chi di quello spazio se ne approfitta e proprio poco tempo fa e proprio su RR se ne sono lette le gesta, di quel "paladino dell'idiozia"...ma questo è ben altro discorso.
Lo stesso vale per chi scrive su Radio Kit, ed io l'ho fatto per anni, deve comunque tenere conto del lettore, deve tenere in conto anche esigenze..."editoriali" (detto chiaramente, vuol dire che se urti la suscettibilità di troppi lettori, quelli, poi, non ti comprano il giornale e tu chiudi: logica del commercio....hi).
Ma lo stesso accadrebbe se scrivessi su qualsiasi Bollettino di qualsiasi Club: devo sempre tenere conto delle esigenze "editoriali", vale a dire del pubblico. E così di fatto, chi meglio e chi peggio, si scende al compromesso, ci si vende un po', ci si prosituisce.
Parole forse esagerate per qualcuno, ma quando una cosa è quella perché volerla chiamare in altra maniera?
Mario Monicelli o Silvano Agosti sono stati due esempi di questa sincerità e noi invece continuiamo a chiamare in altro modo certe cose a girarci attorno: vendersi è vendersi, che poi sia al soldo vero o al consenso, poco differsice, è sempre un vendersi. 
Il cosiddetto politically correct è un altro  sinonimo di "ipocrisia".

Altro poi sarebbe valutare le situazioni via via. Ma quando non si può scrivere e dire ciò che si pensa per tema di perdere "consenso", si scade nell'atto di  vendersi....
Almeno, io la vedo così....

Ecco io non voglio questo, non mi serve il consenso. 
Sarei ipocrita a negare che mi possa fare piacere, ma non perché così mi senta migliore, non serve questo alla mia autostima. 
Mi fa piacere se qualcuno mi dice che è d'accordo con me perché mi dico: "beh non sei proprio solo, non sei proprio un lupo solitario, sei almeno in un branco", ma per il resto, se i lettori di questo blog sono due (la mia YL ed io) o dieci o quello che sono, a me fa lo stesso. 
Posso solo essere veramente contento se le mie parole portano del bene, portano una qualsiasi riflessione, purché sia puramente e realmente personale e non indotta, se ne derivi del bene per quel mondo Ham oggi infangato dalla ricerca del guadagno, del facile, del "tutto e subito e poi noia", e che sta perdendo proprio i motivi della sua peculiarità per cui è nato e vissuto e ha esercitato il suo fascino su giovani come siamo stati noi, giovani nel pieno del loro spirito anche ribelle, eppure attratti, affascinati, innamorati, della Radio e del suo mondo.

Oggi questo accade meno e sempre meno, ma so che non morità, non soccomberà alla mondezza imperante e dilagante; magari si ridurrà ad una nicchia, ma ci saranno sempre spiriti puliti e intelligenti che saranno diversi, perché non potranno essere altrimenti.


Per concludere: se qualcuno, come il mio amico, leggendo le mie povere righe, si sente pervaso di malinconia o tristezza e magari si rattrista per il tempo andato, posso testimoniare a lui come ad altri, e dire a piena voce, che non deve sentirsi così. 
Il tempo andato è andato, quell'albero secolare che stava là, forse è caduto, ma cadendo ha fecondato con l'humus che è derivato dalla sua corteccia, tutta la zona a lui circostante. Quell'humus a fatto nascere altre piante, altri alberi, altrettanto solidi e robusti, che un giorno cadranno anch'essi, ma che continuano e continueranno  quell'opera di semina e fertilizzazione, che si chiama "cerchio della vita e delle idee".
Posso affermarlo molto forte: io frequento amici, tra cui anche diversi più giovani di me e non di pochi anni, che la pensano come e forse più decisamente di me, e con cui scambio idee, esperienze, schemi, tecnica, teoria, pratica, battute, vita, basata su un comune interesse: l'Ham Spirit e la Radio e fondata su basi solide: il rispetto a qualsiasi costo.
Questo gruppo non ha regole altre che il rispetto reciproco, non regolamenti, non clausole, se non l'essere composto di Persone e non di utenti, si espande, forse anche all'estero, ma se non si espande, a noi va anche bene. 
A noi interessa scambiarci quel che ci si può scambiare, parlare, ascoltare, avere la consapevolezza che si esiste, ma poi basta; si è quel che si è: Radioamatori, talvolta qanche utenti, ma essenzialmente e prima di tutto Radio Amatori e Sperimentatori: gente che usa il saldatore, per quel che la affascina. Prima di tutto  siamo, esistiamo, siamo vivi!


E quindi sursum corda, la Radio, quella che ha la "R"maiuscola, non è affatto morta, ce lo vogliono forse far credere. 

Che poi intorno ci sia tanto marrone...pazienza, ci si tura il naso; ma quando accendo e ascolto quel fruscio, quando nel fruscio sento la nota o la voce lontana e avverto una particolare emozione, sono vivo / siamo vivi!

Grazie Vita!

73 + 51

domenica 30 agosto 2015

La CB, una delle mie scuole di Ham Spirit


Esattamente! 

La CB è stata una delle mie opportunità di imparare, non a parole e nemmeno in modo cosciente e consapevole, l'Ham Spirit!
Altre sono stati magari dei gesti e dei comportamenti di OM attorno a me, come Fab I0HCJ che ad esempio andava ai funerali degli OM romani deceduti e che conosceva anche non molto, ma che essendo OM facevano parte della "famiglia"...Oppure Roberto I0BLA che riparava le apparecchiature e non voleva niente in cambio, solo una stretta di mano...e riparava e capiva tutto!

Ma torniamo alla CB!

Vi entrai tramite un apparato quarzato, il Field Master TR16m, ancora lo ricordo, dopo oltre 40 anni; con soli tre canali forniti di cristalli, perché tra costo dell'RTX e dei quarzi avevo esaurito il budget stabilito da mia mamma (avevo credo 14/15 anni).
In relatà il vero primo impatto lo avevo avuto tramite un Walkie-Talkie prestatomi da un amico geometra e che lo usava per i suoi rilievi, e con cui io per mero caso (ma il caso in realtà non esiste, esistono invisibili fili che collegano fasi diverse, episodi diversi e vari Esseri, fra loro) avevo collegato un CB mai più ritrovato, una sorta di Angelo Custode, che mi aveva fulminato con quel breve QSO (manco sapevo che si chiamava così), mettendo in me quel seme che avrebbe germinato per decenni, fino ad oggi ancora molto fertilmente...

Ma la CB canalizzata e delle chiacchiere si esaurì in pochi mesi, dopo avere sperimentato cose assurde: prima ed emblematica fu, ad esempio, l'antenna fatta con la rete del letto,..... di cui avevo letto e che mi intrigava e che fu solo capace a..far saltare il finale del PA....


Dopo qualche mese mediante amicizie varie, riuscii a venire in possesso di un VFO Geloso 4/102 e di un RX Geloso 4/220, che aveva la copertura generale dei 30 MHz delle HF.


Con questo sistema radio ed un dipolo ricavato da un pezzo di 2,73 m di RG58, in cui la calza fungeva da un ramo ed il centrale dall'altro, con questo sistema, o se vogliamo dirlo alla maniera moderna questo setup....iniziai ad andare "fuori frequenza", ossia fueri dai 23 canali canonici, su frequenze più alte dei  27. 250 kHz, verso 27.400 kHz; iniziaia fare QSO prima occasionali e poi regolari con tre amici
Uno di essi era Carlo, colui che mi aveva fatto conoscere I0YBL che mi abitava a 50 m da casa e che aveva una stazione non costruita da me, ma che per me era come Cape Canaveral e che mi faceva sognare di notte e che fu la vera  causa della mia voglia di divenire OM:  (Con Carlo poi facemmo gli esami da OM e li superamnmo brillantemente e diventammo appunto OM, ma questa è altra storia. )
Altri due erano due ragazzi poco più grandi di me, (forse sui 23/25 anni), abbastanza più grandi da apparirmi come  giganteschi..a me adolescente, quei due che parlavano di elettronica o meglio di Radiotecnica, sembravano ingegneri della NASA....
Con loro iniziò una lenta e progressiva marcia verso la conoscenza del piacere di costruire
Divenne una abitudine accendere e sentirsi e chiacchierare anche durante la fase dei compiti (ero studente di Liceo Classico...io...), scambiando poche battute, perché si doveva PRIMA assolvere ai propri doveri.
Ma pian piano, si imparò a descrivere gli schemi elettrici a voce, fatti di valvole e componenti affini; si imparò a descrivere tutto, tutto a voce, non c'erano immagini, non MMS, non JPEG...solo la voce.

Imparai ed assaporai il piacere e l'entusiasmo di costruire e provare, modificare fare prove e chiedere rapporti, e modificare in tempo reale, ecc.; imparai il piacere di condividere i risultati e di gioire di quelli altrui, accanto anche al piacere di parlare di tutto. Era una chat, certo, ma non c'erano né i "mi piace", né le "amicizie", né il resto di FB, c'era sostanza, c'era umanità, c'erano Persone.

Mai sottrassi il tempo allo studio, lo studio però era allietato e reso meno tedioso dal sapere che poi, avevo l'appuntamento con la mia "round table". Imparai a modulare di placca e griglia schermo la 807, imparai la portante controllata, imparai anche il CW anche se quello lo imparai meglio poi in Ari e  nelle HF quando finalmente divenni OM.


Questa, la "mia CB",  fu una palestra tecnica ed emozionale che ha lasciato una impronta indelebile e direi eterna nel mio animo e nel mio cuore.

Ho amato quelle chiacchierate a qualsiasi ora, fuori frequenza, ho amato tutto e se oggi provo emozione e piacere nel raccogliere pezzi usati e farci delle radio e provare e modificare, lo devo a quel periodo, a quelle persone, a tutto quel contesto.

Per me la CB è stata questo!


Chi condanna "tout court"la CB o chi ne fa parte, compie l'ennesimo atto di imbecillità, perché come sempre classifica e divide: buoni e cattivi (come se a 7070 kHz ci fosse l'eccellenza del mondo Ham!); esattamente come chi condanna tout court chi usa fare prove anche su QRG non nelle bande OM.
Classificare, dividere con l'accetta, classificare dividendo è sempre e da sempre indice di scarsa intelligenza: i nazisti e gli ebrei, i nordisti e i sudisti, i cristiani e i pagani, i romanisti ed i laziali, quelli del paese di sopra e quelli del paese di sotto....classificare e dividere senza capire e senza ascoltare, è imbecille e stupido, ma paga;  paga in termini di demagogia e dà sicurezza: crea quella area di conforto in cui crediamo non esista il male, non ci siano errori, non esista niente di sbagliato.  Tranne poi accorgercene di botto, magari dopo, come fecero i tedeschi quando scoprirono che il nazismo li aveva usati, o i tifosi del Milan quando Pirlo per i soldi andò alla Juve... ecc. ecc....

La sostanza, la realtà vera, è altrove e ben altra e serve avere ed USARE un cervello per discernere, specie oggi in tempi in cui sembra di sapere tanto e tutto...
La CB, QUELLA CB, quel modo di stare in CB, per me è stata la scuola dove ho imparato rispetto, etica, correttezza, elettronica, radiotecnica, forma, lealtà in radio, e così via e questo, grazie al Cielo, me lo porto appresso nello zaino della vita.



Lucky man, very fortunate!