martedì 23 dicembre 2014

Autocostruzione e piacere di "fare"






Ho speso tre giorni per farlo: un "banale" circuito a Pi-Greco che utilizzerò per tutti i miei futuri TX a valvole (perché no anche solid state?). Un modulo da collegare in serie e di cui godermi il "servizio".
Nulla di che, un banale circuito: c'è che ci impiega un pomeriggio: io no!

Volevo farlo bene, farlo perché mi durasse e mi piacesse anche "dopo" averlo fatto, nell'uso, quotidiano, e quindi... il tempo che ci è voluto ho impiegato.
Usando la vetronite per fare le staffe, il legno recupearo da ripiani "ex Ikea", e così via, tutti pezzi che avevo e che riutilizzare mi ha dato piacere, divertimento, gioia pura.
Non per il risparmio: affatto! Bensì per il piacere di costruire, di fare con le mie mani, di fare qualcosa che serva a mettermi in contatto coi miei attuali e futuri amici, con altri OM, vicini, lontani, sperduti o dietro l'angolo, le cui note CW arriveranno nel mio RX e mi allieteranno.

Da tempo non gustavo del piacere di "fare", anche se il circuito non è certo smd o programmabile, anche se non si tratta dell'ultima tecnologia, o di qualcosa di originale, eppure... eppure ho avuto il piacere di trascorrere tre pomeriggi di vero divertimento.



Ho testato il circuito, poi, mettendolo in serie alla stazione, tra l'RTX e l'ATU che uso normalmente (la mia antenna di fatto è una "presa calcolata"), e verificando che facesse quel che deve,  e quale gioia è stata nell'usare di nuovo dopo tanti anni un PI-Network come quello che faceva da tramite fra la mia gloriosa e spremuta 807 ed il mio dipolo di allora, fatto di filo di rame ricavato da trasformatori e teso fra due pali TV!
La Radio, per me, è anche questo, è collegare amici, gustare del CW, ma anche saldatore, il piacere di fare con pazienza qualcosa che vorrei vedere già finito, che vorrei usare subito e sforzarmi di farlo bene, accuratamente, per poi, dopo, goderne, anche solo alla vista. Non per sentimi orgoglioso e dire : "l'ho fatto io!", bensì per avere una Radio in cui se si rompe qualsiasi cosa, so come fare e dove mettere le mani e per avere l'impressione che quando collego qualcuno, vicino o lontano che sia, lo faccio anche perché ci ho messo del mio...

Questa è la Radio che ho imparato ad amare e gustare da quel lontano 1972/73 e che ancora oggi mi dà una gioia estrema: che fortuna!

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