lunedì 20 ottobre 2014

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Ovviamente questo è il mio personale punto di vista e del mio attuale sentire. Esso deriva e consiste nel risultato di una vita trascorsa fra costruzioni, attività professionali e non, nel settore, e osservazione ed ascolto delle esperienze di altri, direi tanti, per arrivare a questo: non un punto di arrivo, bensì solo ed esclusivamente questo momento, questa mia attuale visione ed opinione, il futuro non so.



A mio giudizio per essere Radioamatore, e meglio sarebbe dire OM, cioè Old Man, nel senso storicamente dato a questa espressione, non basta possedere una Radio (con relative spese associate), usarla studiandone il manuale, e collegare altri analoghi esseri umani.

Questo è semplicemente “usare” un apparecchio radio.



L'essere Radioamatore consiste nel conoscere, se non bene e se non tutto, almeno qualcosa di ciò che si usa, di come funziona, dei vari perché avvengano certi fenomeni, ed eventualmente avere una vaga idea di come usare/affrontare i suddetti fenomeni, e ultima cosa, ma non meno importante, mettere le mani DENTRO.

Mettere la mani dentro” qualcosa, oggi, nei tempi che stiamo vivendo, è assai difficile, ma a mio avviso il volerlo fare è sintomo di uno spirito dentro il soggetto, che testimonia la non passività dello stesso.

Posso avere una tapparella che si rompe e chiamare la persona che sa ripararla; ma posso anche provare a farlo io, o almeno provarci!

Posso comprare una radio, spendere fior di soldi, addirittura fare installare una antenna dalla stessa Ditta da cui ho acquistato la radio e poi attaccare microfono e/o keyer elettronico, (eventuale amplificatore di potenza) e trasmettere, senza nemmeno avere idea di cosa ci sia dietro a tutto ciò.

Ma posso anche fare forse solo la metà di tutto ciò, o meno, ma poi, voler capire, voler costruire qualcosa, o voler almeno fare con le mie mani qualche accessorio, che può anche banalmente essere un dipolo, un alimentatore per servizi ausiliari, e così via.

Il voler fare questo, l'avvertire il bisogno di ciò, questo è il vero sintomo che dentro, o dietro, alla parola radioamatore, c'è uno che la Radio sente di volerla amare!

Vale a dire un Radioamatore (con la “R” maiuscola) !



Oggi il “mettere le mani dentro” mette paura.

Oggi sempre più si cerca di spingere anche il radioamatore ad avere paura di osare fare quello che un tempo era normale: mettere le mani dentro la “sua” Radio! Oggi anche il radioamatore deve essere relegato al ruolo di utente, come per un telefonino, pardon uno smartphone!

E chi si adegua, se incosciente, è destinato fatalmente, dopo un po' a stancarsi e vendere magari tutto, per “cessato interesse”.



Chi invece ha una fiamma dentro al cuore, o sotto al c....., fa altro, cerca di trovare scappatoie a questa che appare una strada obbligata e tracciata da altri.

C'è questo modo di cercare alternative ed è già molto.



Ma a mio avviso manca ancora qualcosa, manca l'anima vera di chi “ama” la Radio. 
 

E questo amore non si costruisce, non si assembla mettendo insieme pezzetti come in un kit. Questo amore lo si scopre dentro se stessi e se ne è piacevolmente preda e ci si lascia andare ad esso, ci si abbandona.

Per essere veramente Radio-amatori manca il “costruire” e non limitarsi (dopo adeguato allenamento mentale per fugare le paure che ci hanno messo dentro) all'alimentatorino del caso. Non ci si può e non ci si deve limitare.

Manca il costruire qualcosa che poi ci serva per comunicare, per poter uscire in aria e mandare la propria voce o nota CW da qualche parte nell'aria e cercare di collegare un altro come noi!

Questa è l'autocostruzione!

Non si deve essere progettisti per forza “up to date” che sanno programmare in assembler, saldare smd e conoscere tutti gli ultimi circuiti sfornati dall'industria elettronica.

Non necessariamente.

Se la vita ci dona questo, ben venga, se ne approfitta.

Ma se la vita ci dona altro, si usa e si accetta, grati, quest'altro, che è forse il nocciolo duro dell'autocostruire: fare qualsiasi cosa, trovare i pezzi, che non è detto siano proprio gli ultimi del mercato, adattarli forse, e fare, costruire, assemblare e provare, riassemblare e riprovare, magari cento volte, fino a trovare, forse, quel che ci soddisfa, magari solo in parte, o magari anche completamente!



E' facile e parlo per mia personale esperienza, prendere una lista di componenti, magari farcela procurare da altri, da chi ha modo di farlo più rapidamente di noi stessi, e poi costruire, saldare, mettere in una scatola, e magari anche sentirci autocostruttori.

E' facile ed alle volte forse è la cosa più ragionevole.

Non ci si può costruire l'oscilloscopio o l'analizzatore di spettro, visti i prezzi di quel che si trova in giro e poi quanto ci impiegheremmo di tempo? Se vogliamo giocare con le antenna è ragionevole costruirci così un VNA; se vogliamo farlo nel settore dei filtri, un LC-metro, e così via.



Ma altro è la Radio, quell'insieme di pezzi di vario tipo, teso a portare lontano il nostro messaggio, sia in fonia, sia in telegrafia!

La Radio, costruirsi qualcosa di questa parte della nostra attività, è quello che rende il tutto un qualcosa che ha un senso: possiamo anche avere una stazione già realizzata e farci accanto la nostra, possiamo avere un RX di grande qualità e farci da soli un piccolo TX in CW, possiamo realizzare il RTX dei nostri sogni, possiamo tutto, ma importante è avere il desiderio, la spinta, l'afflato, sentire dentro di noi questo qualcosa di diverso.



E autocostruire oggi, forse più di ieri, può essere e forse ha molto più senso, il cercare di riutilizzare componenti messi nel cosiddetto “cassetto” da anni, accessori smontati da altri apparecchi e tenuti là per decenni, in attesa, e così via. Questo spirito quasi pionieristico, che a prima vista, forse, più apparire fuori tempo, fuori luogo, sorpassato, è la nostra vera memoria, del “saper fare”, del “voler fare” e quindi dell'essere Radioamatori e non meri utenti di radioapparecchi.

Ma questo non significa per forza, adeguarsi a realizzare e poi usare apparecchi di prestazioni ridotte, accettando implicitamente che quello che si fa da soli è inferiore e mai potrà raggiungere le prestazioni di ciò che il “mercato” offre.

Assolutamente no!

Posso benissimo costruire un RTX che in fatto di sensibilità e IMD rivaleggi con apparati pieni di menù ed ammenicoli vari; posso realizzare antenne per qualsiasi fettina di frequenze, e progettarle e realizzarle in modo da farle ben superiori ad altre di fattura commerciale, posso fare qualsiasi cosa fatta come la voglio io stesso!

Posso fare qualsiasi cosa, come anche un RTX semplice, usando componenti di altri tempi, perché mi piace e mi soddisfa.

Posso, importante è sentirlo dentro, saperlo d'istinto!



Importante è che io individuo rimanga al centro, rimanga colui che pensa, decide, agisce, e non un oggetto di una catena esattamente duale a quella consumistica in cui siamo immersi ogni giorno fra pubblicità TV (per chi la vuol vedere), banchi stracolmi di qualsiasi cosa, nei super/iper mercati, e strade ammantate di cartelloni per fortuna ancora muti, ma tra poco tempo, simili a quelli di città ben più “avanzate” in questo settore della manipolazione umana, come ad esempio Tokyo, Singapore, New York, Hong Kong & simili.



Importante è non soccombere, o come disse un famoso Signore in altro contesto “resistere”; ma io aggiungo, anche, importante è fare oltre, contrattaccare, costruire e non soltanto materialmente, ma mentalmente, emozionalmente, come Uomini.



Autocostruire, può significare essere addirittura rivoluzionari, rispetto ad una tendenza di massa tesa ad appiattire, a far morire gli intelletti.

Autocostruire dà un senso, ma anche e forse soprattutto, dà sapore e gusto, come il sale o le erbe aromatiche, ad un cibo che se appiattito vero il tutto uguale, poi, alla fine annoia e perde di gusto.



Essere Radioamatore, oggi, a mio parere, è questo.

Senza nulla togliere al QSO, anche al contest, o al DX, e così via, ma se manca una base del genere, che io ho solo delineato a mio modo di vedere, se manca del tutto questa piattaforma, rimane solo l'utilizzo della radio, ed allora meglio stare dietro ad una tastiera ed uno schermo, su Internet, in un qualche social network del momento e chattare...si fatica di meno e si rimane veramente a basso profilo, senza alcun problema di qualsiasi tipo.



A me non basta, mi spiace.


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