sabato 27 settembre 2014

Radio e Montagna




Tramite una casualità sono venuto a conoscere il blog di un altro “strano” esemplare di quella razza in via di estinzione che sono gli OM, ma quelli che amano la Radio, non che si limitano ad averla come hobby: I3CRW ( http://i3crw.blogspot.it/).

Parlavo proprio oggi e ricordavo quel camping vicino Cortina, dove ho trascorso molte estati e l'ultima (per adesso) vacanza dolomitica, nel 2003, fatta sotto abeti il cui profumo sia col sole che con la pioggia dava una atmosfera diversa ad ogni risveglio, uscendo dalla tenda, in riva ad un torrente il cui scorrere costante faceva da sottofondo ad ogni momento trascorso là. E incocco nel blog di Carlo, un OM che ha passato una vita amando le due cose che amo anch'io La Radio e la Montagna, non in un ordine preciso, bensì in un connubio che solo chi ha provato cose simili intende.

A leggere dei QSO fatti in montagna da Carlo, me ne è tornato in mente uno, forse uno dei pochi, perché agli albori della “mia carriera Ham” poco feci, visto che non avevo altro che un IC202 comprato usato, ma nemmeno una antenna direzionale, bensì solo il suo stilo interno che presto si piegò rischiando di rompersi. Non ricordo se il RTX di cui sopra fornisse 2,5 W, non ne sono sicuro, ma non importa. Importa il ricordo dell'emozione e della felicità quando un pomeriggio salìì dal rifugio Vjolet in cui soggiornavo verso il Rif Principe e mi fermai sul sentiero a provare. Era agosto e in quel momento arrivò una “ventata” di E Sporadico ed una stazione ON chiamava, con il tipico fading di quella modalità: ricordo che lo chiamai e che facemmo QSO con una QSB da paura, ma stemmo in radio per qualche minuto. Io a quel tempo le stazioni ON le conoscevo solo in HF/CW, ma in VHF non credevo potessero ascoltarsi e...collegarsi da parte mia! Ricordo questo stiletto che usciva dall'apparato e che era mezzo acciaccato, perché nello zaino si era piegato (per fortuna non spezzato) e ricordo che portai a termine il QSO fra errori di lingua Inglese e senza sapere bene dove scrivere i dati del QSO, perché nella emozione e imbranataggine non avevo portato foglio e matita. Ricordo che scrissi tutto nella memoria e lo trascrissi , al ritorno, al rifugio, a sera.
Mi l'emozione ancor più mi prese, quando qualche tempo dopo, mi arrivò la cartolina dell'OM belga che chiedeva lui a me, la mia QSL, perché anche io ero stato un buon DX per lui!





Non feci altro quell'estate, perché l'antenna poi si ruppe e anche se giuntata male, non riuscii più a sentire altri segnali: non sapevo delle previsioni della propagazione a quel tempo, era credo il 1977, e non esisteva né Internet né i cellulari. Ma quel QSO rimase una stella per i venti gg che trascorsi fra quelle pareti grigie che ho amato tanto e che oggi amo ancora e ricordo come se ci stessi alla base.
Su quelle stesse pareti, anni dopo, ho scalato, messo e tolto chiodi e poi le ho fissate nella memoria quando ho salito la Torre Delago, il vero sogno nascosto per cui avevo voluto imparare ad arrampicare.
Quelle pareti hanno fatto da testimoni ad un episodio che per chi non ha questa fortuna, di amare la Radio e la Montagna, potrebbe apparire come banale. Quelle pareti come tutte le Dolomiti e come ogni montagna dove ho avuto la fortuna di andare, hanno costruito questa memoria che oggi è un tesoro che serbo preziosamente in me, perché la Radio e la Montagna, come scrive Carlo, sono “tutto questo” ed avere avuto dalla Vita questo dono è moltissimo!


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