martedì 30 settembre 2014

Il RX "della vita"




Di recente, parlando con un amico OM di vecchia data, di Roma, abbiamo così, scherzosamente, definito il progetto che un po' quasi tutti noi autocostruttori abbiamo nel cuore§: raci un ricevitore come diciamo noi, che sia ottimo e che abbia TUTTo quello che ci serve, e non altro.

E quindi  sto mettendo già qualche idea, anche se ancora devo chiarirmi, ma gradualmente le cose si fanno più nitide.

Parliamo di un RX perché fare un TX è banale, poi penso che il TX se sarà, sarà CW-only (a meno che non cambio idea).

Premetto ancora che ho dei moduli del famoso CDG2000 che a suo tempo stavo inziando a costruire, ma poi per motivi personali dovetti abbandonare, conservando però il materiale.




Cominciamo a dire che partendo dall'antenna: ci vuole un preselettore banda per banda, fisso, dove le varie sezioni siano commutate in automatico al cambio di banda, ma io sto pensando anche ad un preselettore sintonizzabile (tipo Drake R4C), magari da mettere in serie e bypassabile. 
Poi mixer Hmode (eredità del CDG), con filtro roofing a 9 MHz, qui IF e filtri di selettività, se riesco a mettere insieme i KVG. LO del tipo DDS, modulo che ho ereditato da un regalo di I0CG.
AGC sempre del tipo CDG. Ora la parte che io reputo utile, specie in CW: un circuito IF shift/VBT, ma fatta a valvole, perché sembra che la dinamica sia ottima e l'AGC regoli molto bene.
Rivelatore a prodotto, da decidere, ma pare che il MC1496 sia tornato in auge e vada benone )credo che meglio del NE602 di sicuro) e BF di potenza, ma a stato solido, però che fornisca almeno 5/10 W out.
Il dubbio è se fare invece una seconda conversione a 48 kHz, visto che ho due filtri selettivi ex Telettra (sempre eredità di regali e csambi del passato) e l' fare sia un notch sia la rivelazione.

La parte TX, basta che prenda il segnale dal LO DDS e un po' di stadi amplificatori, magari a tubi e una ventina di W si tirano fuori, se poi si mettono un paio di 6146 il gioco è fatto.

Rimane l'alimentatore.

Dato che il modulo misxer/roofing filter ce l'ho, sto pensando di provare a mettere in piedi il DDS e provare questo modulo, uscendo a 9 MHz e provando il risultato su un RX sintonizzato appunto a 9 MHz.


Vediamo via via...

Work in progress :-)





sabato 27 settembre 2014

Il "mio" Ham Spirit





Scrivo così, il “mio” perché è quello che vivo io, nel mio quotidiano essere un Radioamatore; questo Ham Spirit è quello che mi è stato NON insegnato, bensì tramandato dall'esempio e CON l'esempio da tanti OM, quelli per cui la Radio era una Passione e non un passatempo, pur dedicandoci non necessariamente giornate intere, eppure, però, sentendola, la Radio, come qualcosa a cui si sentivano legati, devoti, appassionati, appunto.

Leggo pressoché quotidianamente su quella che è, di fatto, l'unica occasione di dialogo (seppure piuttosto vigilata dai cosiddetti “legionari” dell'ARI di Fidenza), una serie di dibattiti che spesso scadono in diatribe ridicole ed inutili e soprattutto intrise di maleducazione e di scarso rispetto fra gente che usa apparati radio per fare di tutto, ma pochi per essere Radioamatori. Leggo di scontri e scarso rispetto fra chi usa lata potenza e chi la irride, fra chi irride coloro che non sanno fare una saldatura e chi invece irride coloro che non conoscono il CW e così via.
Sono piuttosto scarse le occasioni in cui ci si sente uniti, ci si congratula con chi fa qualcosa di costruttivo, quel che sia sia, ed invece sono molte quelle in cui ci si incensa per le proprie presunte glorie ovvero per il proprio presunto saper fare e si perde di vista altro, quell' Ham Spirit di cui parlavo all'inizio.

Quando iniziai il mio personale viaggio nel mondo della Radio, provenendo dalla CB, che era allora (anni dal 1971 al 1973) pressoché fuorilegge, eppure gestita da una sorta di codice comportamentale che fu l'anticamera a quello che poi man mano assorbii e che divenne ciò che oggi è la mia normale visione del modo di essere: Radioamatore, o come diconop gli anglosassoni Old Man.
La Radio è una Passione, la vita mi ha donato la possibilità di studiare oltre che materie classiche, anche quelle tecniche e di gustarle e farne un vero divertimento, pur non essendo un tecnico d'avanguardia. Ma oggi come quarantanni fa avverto ancora l'emozione di collegare un Essere Umano dietro un segnale, che è quasi sempre una nota in CW, l'emozione di raggiungere quell'Essere Umano lontano anche tante migliaia di km, di dialogarci, senza domandarmi come la pensi, ma semplicemente guastando della gioia di dialogarci, di scambiarci esperienze tecniche o meno, di raccontarci come stiamo riuscendo entrambi a farci ascoltare dall'altro, e così via.
Per me collegare una stazione W2 è come andarci, a New York; collegare e ricevere un 559 da una stazione OH1 è come andarci lassù al nord dell'Europa, e così via., e quando un segnale in 40 m arriva fote e chiaro da VK3, è come prendere l'aereo della fantasia e fare in un solo attimo le decine di migliaia di km per arrivare in Australia.
Amo il QRP, ma amo anche dialogare in CW e se uso per quest'ultimo caso i 1'00 W dell'apparato, mi esalta e mi entusiasma, collegare magari GM3OXX con un solo W e mi sento altrettanto entusiasta e felice. Ma non mi sono mai confrontato con amici anche cari che usano 1 kW: è illegale in Italia, ma questo è affare loro, io non lo fare e so che sbagliano, ma ahimé non posso cambiarla io questa maniera di fare. Io posso solo dire che non lo farei, oggi, anche se in passato una volta ho fatto anche questo, anche se solo per un mese. Ma in ogni caso non mi sento né più bravo né meno abile, non mi interessa confrontarmi e compararmi, quanto confrontarmi come Uomo, come Persona, e se possibile imparare, acquisire qualcosa che mi renda un po' migliore.
Invece vedo questo continuo cercare di dimostrasi migliori, più bravi, più....

La Radio è bella perché è libera, pur entro ovvie necessarie regole. Posso provare l' EME come il QRP, usare il PC per fare QSO e usare il bug che è stato fatto nel 1924 (cosa che amo molto di più), ma senza la necessità di essere o sentirmi migliore o meno bravo. E se usare la Radio mi permette di imparare, di sperimentare, di fare esperienza che mi arricchisca, che mi renda migliore come tecnico, ma anche come Uomo, sto facendo della Radio uno strumento nobile. Come portare la Radio nello zaino in montagna, e collegare da una cima, magari soltanto un solo altro OM, eppure godendo del luogo, del silenzio del posto, del fruscio del vento, di tutto quello che è la Montagna, senza necessità di sentirmi migliore di chi in montagna non ci va, non ci può andare o non gli interessa di andarci.

Ma, in sintesi, andare poi a perdere tempo a litigare, o scontrarmi su un sito pubblico, con altri di cui conosco a malapena le sigle, non capisco a cosa serve, anzi capisco che è solo dannoso, ridicolo, direi penoso!

E allora, volto pagina, mi spiace vedere certe cose, e rimpiango altri tempi, in cui forse si era tutti più bacchettoni, più bigotti, ma in cui se uno di noi anche a Roma, grande e dispersiva era SK, si andava al funerale, perché era “uno di noi” e si partecipava.

E allora con tristezza capisco che certe cose probabilmente spariranno, forse lentamente, ma saranno assorbite da questo nostro nuovo modo di essere: veloci, nevrotici, efficienti, che badano solo al risultato e non al modo in cui ci si arriva e ringrazio dentro me stesso, per la fortuna immensa di avere avuto questa possibilità, vivere qualcosa di unico e probabilmente irripetibile ed esserne stato cosciente e grato!

La Radio, per me è tutto questo:
TNX Ham Radio, TNX Ham Spirit !


Radio e Montagna




Tramite una casualità sono venuto a conoscere il blog di un altro “strano” esemplare di quella razza in via di estinzione che sono gli OM, ma quelli che amano la Radio, non che si limitano ad averla come hobby: I3CRW ( http://i3crw.blogspot.it/).

Parlavo proprio oggi e ricordavo quel camping vicino Cortina, dove ho trascorso molte estati e l'ultima (per adesso) vacanza dolomitica, nel 2003, fatta sotto abeti il cui profumo sia col sole che con la pioggia dava una atmosfera diversa ad ogni risveglio, uscendo dalla tenda, in riva ad un torrente il cui scorrere costante faceva da sottofondo ad ogni momento trascorso là. E incocco nel blog di Carlo, un OM che ha passato una vita amando le due cose che amo anch'io La Radio e la Montagna, non in un ordine preciso, bensì in un connubio che solo chi ha provato cose simili intende.

A leggere dei QSO fatti in montagna da Carlo, me ne è tornato in mente uno, forse uno dei pochi, perché agli albori della “mia carriera Ham” poco feci, visto che non avevo altro che un IC202 comprato usato, ma nemmeno una antenna direzionale, bensì solo il suo stilo interno che presto si piegò rischiando di rompersi. Non ricordo se il RTX di cui sopra fornisse 2,5 W, non ne sono sicuro, ma non importa. Importa il ricordo dell'emozione e della felicità quando un pomeriggio salìì dal rifugio Vjolet in cui soggiornavo verso il Rif Principe e mi fermai sul sentiero a provare. Era agosto e in quel momento arrivò una “ventata” di E Sporadico ed una stazione ON chiamava, con il tipico fading di quella modalità: ricordo che lo chiamai e che facemmo QSO con una QSB da paura, ma stemmo in radio per qualche minuto. Io a quel tempo le stazioni ON le conoscevo solo in HF/CW, ma in VHF non credevo potessero ascoltarsi e...collegarsi da parte mia! Ricordo questo stiletto che usciva dall'apparato e che era mezzo acciaccato, perché nello zaino si era piegato (per fortuna non spezzato) e ricordo che portai a termine il QSO fra errori di lingua Inglese e senza sapere bene dove scrivere i dati del QSO, perché nella emozione e imbranataggine non avevo portato foglio e matita. Ricordo che scrissi tutto nella memoria e lo trascrissi , al ritorno, al rifugio, a sera.
Mi l'emozione ancor più mi prese, quando qualche tempo dopo, mi arrivò la cartolina dell'OM belga che chiedeva lui a me, la mia QSL, perché anche io ero stato un buon DX per lui!





Non feci altro quell'estate, perché l'antenna poi si ruppe e anche se giuntata male, non riuscii più a sentire altri segnali: non sapevo delle previsioni della propagazione a quel tempo, era credo il 1977, e non esisteva né Internet né i cellulari. Ma quel QSO rimase una stella per i venti gg che trascorsi fra quelle pareti grigie che ho amato tanto e che oggi amo ancora e ricordo come se ci stessi alla base.
Su quelle stesse pareti, anni dopo, ho scalato, messo e tolto chiodi e poi le ho fissate nella memoria quando ho salito la Torre Delago, il vero sogno nascosto per cui avevo voluto imparare ad arrampicare.
Quelle pareti hanno fatto da testimoni ad un episodio che per chi non ha questa fortuna, di amare la Radio e la Montagna, potrebbe apparire come banale. Quelle pareti come tutte le Dolomiti e come ogni montagna dove ho avuto la fortuna di andare, hanno costruito questa memoria che oggi è un tesoro che serbo preziosamente in me, perché la Radio e la Montagna, come scrive Carlo, sono “tutto questo” ed avere avuto dalla Vita questo dono è moltissimo!


mercoledì 17 settembre 2014

Monte Giogo









Domenica 14 settembre sono andato al M. Giogo con la Radio.
Nel 2007 ci si svolse un incontro degli allora praticanti del SOTA, un'attività nata dalla Passione per la Montagna unita a quella per la Radio; io non potei partecipare ma Andrea IW0HK mi mandò delle foto e , al suo ritorno, mi raccontò della bella esperienza e del luogo e mi spiacque non aver potuto essere presente.
Lessi anche la relazione che all'ARI di Sanremo scrisse il mio Amico Attilio, I1BAY e da quel periodo non ebbi più modo di andare a vedere cosa poi fosse questo posto.
Domenica ci sono riuscito.
Vivo vicino Pontremoli ed ho realizzato che la distanza non era tanta, una sessantina di km e quindi complice il desiderio di andare a fare una attivazione nuova per il diploma Watt per Miglio, sono andato.
La relazione è sul sito del diploma di cui sopra, ma quello che mi interessa scrivere qui è altro.

Questo posto mi ha lasciato qualcosa dentro, complice forse l'esserci stato da solo: le 5 persone che c'erano al mio arrivo, curiosi, ma non OM, sono poi andate via e sono rimasto lassù due ore, senza altra compagnia visibile che quella di alcuni cavalli al pascolo e quella di un cane che si era perso il padrone.

Questo luogo mi aveva colpito fin dalla salita.
La strada militare, ormai in disuso da vent'anni è molto simile alle centinai di altre che ho percorso, realizzate durante la Guerra del 1915-18 sulle Alpi ed in particolare sulle Dolomiti: due fra tutte, quella per salire al M. Piana e quella per salire alla cima Caldiera (all'Ortigara). C'è qualcosa che accomuna le realizzazioni di ingegneria militare, anche a distanza di cent'anni quasi, e a percorrere certi luoghi è come se si percepisse un odore, un aroma che è rimasto attaccato ai posti, alle pietre che fanno da massicciata, o agli scavi nella roccia, non so descrivere bene, ma l'ho sentito molto bene.



Al M. Giogo non ci sono stati combattimenti, non c'è quell'odore di morte che pervade ad esempio l'Ortigara e fa sì che parli quasi sottovoce, come quando sei al cimitero. Nessun ventenne ha immolato la sua adolescenza per un'idea di gloria impressa nella sua mente da chi magari stava ben al riparo o addirittura al sicuro nelle centrali dove si decideva quanti mandare a sacrificarsi.
Eppure.... qualcosa c'è di simile.

E questo qualcosa anche se io non sono affatto un guerrafondaio, affascina, e ho notato che stesso effetto fa ad altri, altrettanto non militaristi, come me.
Ecco perché ci ho fatto attenzione.

Non credo ci sia spiegazione, non almeno logica: quella logica che noi pretendiamo spieghi ogni cosa, non fidandoci dell'istinto, quell'istinto che invece guida gli animali, molto più saggi e sereni nel cuore.

E di animali è l'altra immagine che mi rimane dentro, anzi di UN animale: il cane. Un campanello che normalmente poteva stare al collo di una pecora. Magro, eppure contento di vedermi, lo vedevo dalla coda.




Salendo un signore, piuttosto scontroso mi aveva a chiesto “se avessi per caso visto un cane”, ma no, non lo avevo (ancora) visto.
Poi scendendo, ecco che quel campanaccio che per tutto il giorno mi aveva fatto credere fosse magari dei cavalli, ecco vedere questo bracco, magro da far paura che cercava, che si era perso forse. L'ho accarezzato tanto, gli ho dato acqua, avevo sollo quella con me, ma non aveva sete, gli mancava credo il padrone.
Sono stato tanto a pensare: me lo porto con me e vedo se ritrovo il signore di prima.
Ma vedevo quanto era magro: non poteva esser trattato bene quell'animale, un cane così magro vuol dire che non gli viene dato da mangiare.
Dopo un bel po' ho deciso e l'ho lasciato alla sua libertà, forse per lui non voluta, ma credo sempre meno dura di quella amicizia con l'umano che lo faceva essere pelle e ossa.

Non so se ho fatto male, ma ho pensato al cane ed al mio modo di vedere il suo bene, un animale prima o poi trova il modo di trovare cibo, spero...

Rimane un ricordo, un aria strana che mi è rimasta attaccata addosso, ai vestiti, all'anima, come il fumo del camino ai capelli ed ai vestiti.

Rimane un posto che nel silenzio mi ha dato QSO fatti in CW, ed il CW si sposa col posto, a mio modo di vedere; mi ha dato la vista verso quello che credo sia il mare, all'orizzonte, il Tirreno; mi ha dato il fruscio del vento ed il silenzio delle costruzioni ormai in rovina, dove gente ha trascorso inverni freddi ed estati assolate, nella continua paura di scoprire lanci di missili...nemici... quando loro, i nemici, probabilmente, facevano e provavano lo stesso sentimento, a migliaia di km di distanza, come sempre.



Rimano il ricordo di tutto e questo è quello che conta. Tornerò, credo, e spero di poter riascoltare quel silenzio.













mercoledì 3 settembre 2014

Chas I0XXR



Ho conosciuto Giancarlo quando ancora non era I0XXR, ma tornava alla Radio dopo tanti anni: si era fra la fine del 1978 e i primi del 1979.

Attendeva il “suo” nuovo call e nel frattempo mi ha fatto da II operatore...

Non sapevo ancora che grande Persona era Giancarlo, l'avrei scoperto nel tempo.

Ero fresco di licenza io, l'avevo da pochi anni, ero uno studente ancora e avevo pochi soldi e trasmettevo poco: un VFO Geloso G4-102, una 807 finale e un RX Geloso G4-220: lui comprò di lì a poco un FT101 e con quello riprese a trasmettere.

Conobbi tramite lui il famoso BUG della Vibroplex che aveva riesumato dalla scatola in cui gelosamente lo aveva conservato per anni e lentamente riprese e si ritagliò un posto di eccellenza nel mondo Ham e specie in quello degli amanti del CW.

Per me è stato una sorta di padre putativo, anche se lui non lo ha mai saputo, mai c'è stato modo di dirsi certe cose, ma la Radio fa anche questo e al di là dei QSO, quello che regala è un insieme di Persone, tra cui alle volte troviamo Amici e/o anche qualcosa di oltre, di più.... per me Giancarlo è stato questo “oltre”.

Ci siamo frequentati e anche allontanati perché la vita questo porta, ma sempre risentendoci, tornava quella confidenza che ci aveva uniti nei suoi “primi” anni da “neo-OM” come scherzosamente dicevamo fra noi.

Ricordo anche che scrivemmo a quattro mani un articolo per Radio Rivista e oggi capisco che grande onore sia stato quell'episodio.

Ci sono stati il montaggio di diverse antenne (la famosa “Zepp” come lui soleva dire, la tre elementi Hi Gain, e così via) una vita costellata di quegli episodi che solo fra OM Old Men) e non fra meri amanti della radio come hobby esistono e cementano un rapporto, una Vita e c'è stata anche la vita fuori dalla Radio, i figli, la moglie Piera, sempre gentile con me a cui dava del lei.... mia mamma che conobbe questo mitico Giancarlo, c'è stata una vera esistenza di due persone.



Mi sono anche allontanato da Roma, ma ogni volta che per telefono cercavo Giancarlo, tornavamo come se ci si fosse salutati il giorno prima.



Dovevo andarlo a trovare, lo avevo sentito indebolito poco tempo fa, lui che anche a quando aveva 80 anni passati andava da Roma a Monterotondo in auto per lavoro, il suo lavoro che aveva a che fare con la grafica, lui che era tutto: un tecnico, un grande fotografo, un bravo pubblicista, un vero OM! 
Ma  non ho fatto a tempo!



Ho sognato per anni, prima dell'avvento di ebay, quel tasto, quel bug, quel nero strano oggetto che nel tempo mi ha portato ad amare il bug. 
Oggi ne ho uno anche io, del medesimo periodo di cui era quello di Gian, e lo uso quotidianamente e mentre batto sulle sue manopole che hanno 90 anni, di questo oggetto che Gian (o Chas come abbreviava il suo nome "in aria") mi ha insegnato ad amare, penso a lui, fugacemente, ma costantemente.



Da orra lo farò in suo onore, perché come dice Al Pacino nel film “Uomini d'onore”, “finché qualcuno fa il nostro nome, noi continuiamo a vivere” ed io onoro un vero amico un quasi-padre un Radioamatore che è un vero Old Man con questo piccolo, banale e personale gesto, mentre dentro me sento un vento fresco eppure vivo e mi piace pensare che Gian sorride osservandomi e seduto alla “sua” Radio ascolta la mia nota “on the air”.



HPE CU AGN DR GIAN

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de

Al I5SKK ex I0SKK