venerdì 8 agosto 2014

Di sole parole si può morire, se non si mette mano al saldatore


Ne ho visti tanti in questi ormai “40 anni di Radio”: di amici OM che hanno cominciato ed anche continuato, entusiasti quanto non si poteva immaginare e...sopportare, vivere di Radio, vivere per la Radio, e poi, dopo un po', lentamente, gradualmente, ma inesorabilmente, sgonfiarsi, in modo irreversibile per poi sentirli dire: “si è esaurita la spinta, la voglia, la passione....”

Sono di parte, non sono obbiettivo affatto, lo so bene.
Sono uno che ha sempre (per mia fortuna) costruito qualcosa, prima per mancanza di soldi, poi per abitudine e passione, poi ancora, quasi per principio. Forse in realtà, specie oggi, perché so che da questo costruire si alimenta tutto: il fuoco, la brace, la passione, la spinta, insomma il mio amare la Radio non in quanto hobby, bensì proprio in quanto Passione e, direi anche, come parte della mia esistenza, con i suoi alti e bassi, ma mai nulli!

Il solo parlare (altresì posso dirlo del “battere” sul tasto per indicare la manipolazione in CW, come sulla tastiera per i moderni “modi digitali”), dopo un po', a mio parere, stanca, esaurisce, stufa per dirla sinteticamente.
A parte pochissimi e rarissimi casi di OM che amano e vivono del parlare al microfono per sfogare forse loro vuoti interiori; l'intera umanità di OM che ho conosciuto io, in questi anni di mia frequentazione dell'ambiente Ham, è stata composta anche di OM parlatori, specie quelli della generazione precedente alla mia, (intendendo con ciò famosi e blasonati Dxer, dotati di una miriade di diplomi super prestigiosi, fra cui almeno l'Honor Roll), ma pur sempre disposti e capaci di usare il saldatore (magari non sempre da soli, magari anche assistiti dall'amico OM esperto di turno), e mai riottosi a farlo.

Agli inizi della mia carriera, quando ancora non avevo nemmeno capito cos'era un OM rispetto ad un CB, conobbi un Radioamatore che abitava vicino casa mia: aveva una stazione eccezionale ai miei occhi: RX Geloso, TX autocostruito, PA sempre autocostruito, e così via, tutto fatto.... dal figlio, che era un tecnico dell'aereoporto di Roma.
Questo OM non era molto capace, ma.... assisteva il figlio nel realizzare le sue apparecchiature; pur non essendo lui stesso un tecnico, tuttavia sapeva bene cosa volesse dire realizzare la bobina di uno stadio a pi-greco, o come fare un dipolo usando banale filo elettrico. Insomma voglio dire che fino a un po' di tempo fa, anche il meno tecnico sapeva molto più di tanti OM oggi, esperti soltanto delle regolazioni audio di modulazione dei loro sofisticatissimi e costosissimi RTX. L'OM di cui sopra è stato Radioamatore fino alla morte, non se l'è mai sognato di esaurire la sua passione, che per lui era una via di mezzo, appunto fra Passione (con la “P” maiuscola) ed hobby.
Oggi sento e vedo parecchia gente che va in giro facendo attivazioni DX (o anche in QRP in montagna ahimé), o nei vari castelli o altri posti particolari e “speciali” da cui forse ci si vuol illudere/sperare di essere speciali, diversi, un po' ricercati. Costoro, dopo qualche anno di furiosa attività attivatoria, come altresì quelli che stanno a casa a cercare di “beccarli” on the air, dicevo questi, dopo qualche anno, diverse e non poche volte, si stancano, esauriscono la spinta e man mano lasciano perdere, si allontanano e poi li senti lamentarsi “ sai non ho più quella passione di un tempo” accampando motivazioni le più disparate e inverosimili: dai figli piccoli al trasloco, all'impossibilità di mettere antenne alla comunità di OM che non è più “quella di una volta”, al tempo meteo che... “non ci sono più le mezze stagioni”.

E dico fra me e me: anche io ho passato momenti assai duri della mia vita, e questi momenti sono durati anni, eppure avevo una “crisi di astinenza” da Radio che solo io so cosa voglia dire.
Mi mancava non tanto il microfono, o il tasto, bensì il saldatore!
Grazie al cielo il QRL mi forniva un modo di sopperire ai minimi di sopravvivenza, con le saldature minime che oggi puoi fare se decidi di insegnare una materia tecnica in modo perlomeno decente (però soltanto secondo gli standard i vent'anni fa, perché secondo quelli di oggi, dovresti usare solo il computer!)
Come ho potuto rimettere le mani sul mio saldatore e sul mio tavolo da laboratorio mi sono sentito rinascere.
Osservo fra i conoscenti OM gente che anche se oggi ha magari qualche difficoltà dovuta ad acciacchi vari, un tempo era assai attiva appunto, col saldatore, oltre che con il microfono, tuttora agguerriti e pieni di programmi, di buoni propositi, di entusiasmo per questa Passione che è la Radio.


E allora.....

Conclusione: fare il Radioamatore (e intendo Radio Amatore: colui che ama bazzicare con la Radio, anche in tempi in cui sembra che esista solo Internet!) vuol dire anche costruire, saldare, costruire meccanicamente, insomma aggeggiare con tutto quel mondo fatto di bocchettoni, fili, & c. e non solo mettere in piedi una stazione comprata per poi cercare soltanto di fare quanti più QSO è possibile....
Chi oggi pensa che questo sia fare Radio, a mio modo di vedere, sbaglia e prima o poi paga, gli si spegne la spinta e rimane là, impantanato, nella noia e nel non saper cosa fare. Fosse anche solo nel realizzarsi una antenna, un accordatore, una interfaccia per sistemi digitali, ecc., ma se si pensa che fare Radio sia solo fare QSO, fare contest, inanellare Countries, o diplomi, a mio modo di vedere, ha sbagliato hobby, ha sbagliato mira.
Ad oggi la mia esperienza questo mi dice: non dico che sia la verità assoluta, se questa poi esiste, è soltanto un punto di vista, pur se supportato da una esperienza: la mia!


E meno male che ora il mio saldatore è sempre attaccato e che se se serve posso sedermi al tavolo e...”giocare”....





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