domenica 17 agosto 2014

In onore di I1BAY: un amico



Ho avuto un amico per troppo poco tempo per poter godere di questa amicizia: era Attilio Sacco I1BAY.
Ci siamo conosciuti forse attorno al 2002: per le attività SOTA; ma io lui lo conoscevo già eccome! Lui era famoso, era "il grande I1BAY!" e conoscerlo per me fu come vivere una sorta di sogno. Può sembrare strano a chi non è Radioamatore, e non intendo a chi non ha un nominativo, ma intendo a chi non vive o ha vissuto l'essere Radioamatore in un certo modo: in fondo siamo uomini, che hanno un hobby, quello della Radio!
E invece no!
Forse oggi le cose sono diverse, o appaiono diverse a me, che sono diventato Om da ragazzino, sognandolo e poi riuscendo nella cosa e vivendo ammirando certi personaggi e vedendoli da lontano,  come può fare un adolescente, uno che si sente piccolo di fronte a certi che fanno quelle cose che lui forse sogna o crede impossibili: un Nerio Neri  I4NE, un Piero Moroni I5TDJ, un Marino Miceli I4SN e un Attilio Sacco I1BAY ultimo non per importanza, ma solo per caso.
Qaundo ero ragazzino alle prime armi nella Radio, leggevo questi nominativi, delle loro, per me, imprese e mi sembravano quasi personaggi irraggiungibili: non c'era Internet, tantomeno Twitter o Facebook! Quando poi, crescendo e cominciando ad affacciarmi meno timidamente fra gli OM, mi capitò di incontrarne alcuni di questi "mostri sacri", e scoprire che era possibile addirittura diventarci amici e parlo appunto dell'NE e del BAY, mi sembrò di coronare un sogno, che appunto oggi potrebbe apparire quasi sciocco se non pateticamente ingenuo, eppure per me fu qualcosa di cui tuttoggi conservo il ricordo al caldo del mio cuore.
Di BAY ricordo la normalità e il rispetto che scoprii nutrisse verso di me e quindi la semplicità con cui passammo dall'essere due estranei a diventare due amici, in pochi mesi, mentre duellavamo nelle classifiche SOTA ma non da avversari, bensì da amici che si rispettano e stimano.
Arrivò a lasciarmi in custodia due ricordi a lui cari, delle sue generose giornate donate in soccorso di gente disastrata, nell'allora in fasce CER e un ricevitore Collins con cui aveva vinto mi pare un campionato mondiale in RTTY e questo fu il sugello ad una amicizia che purtoppo la vita mi fece appena assaporare per poi togliermi subitaneamente, restituendo l'Attilio alla pace più profonda.

Ora vivo in una terra vicina a dove viveva il mio amico e ho rimesso a posto la stazione ed in questi giorni si commemorava appunto il Memorial Day dedicato ad Attilio, oltre ad un altro grande OM che però io non ho avuto la fortuna di conoscere, Hermann IN3AFT. 
Mi è sembrato bello onorare per conto mio, dentro me stesso, un qualcosa che porto dentro e che mi arricchisce solo per il fatto di esserci, appunto una amicizia ed un ricordo di un Uomo, partecipando ad una sorta di "tre giorni" in QRP approfittando di un Activity Day indetto dal North America QRP CW Club European Chapter, del Field Day dedicato a I1BAY e del QRP Respect Days. 
Ho collegato molte stazioni QRP, ovviamente solo in CW, e mi sono qualificato discretamente per l'acrivity day oltre che per due challenges del NAQCC. 
Non mi interessano né la classifica né i pezzi di carta, ma interessava fare qualcosa, che appunto, da fuori, appre come un niente, ma che per me è qualcosa che sento ha avuto senso: QRP+CW.
Non so se Attilio queste cose le veda o meno, ma poco importa, importa quel che facciamo per il nostro dentro e che siano cose buone, che abbiano un valore anche solo morale.
Questo è stato il mio Memorial Day per I1BAY!


venerdì 8 agosto 2014

Il Mountain QRP Club


http://mqc.beepworld.it/


L'ho conosciuto qualche anno fa, allora vivevo al mare, a Sud di Roma e i monti erano la mia Chimera e la carota che mi spingeva a trottare e tirare la carretta: sono il Mountain QRP Club, il club che impersona quello che per me è il più bel connubio: Radio e Montagna: i miei due amori!

Allora mi ci sono iscritto senza grandi programmi e senza nemmeno badarci troppo, lo riconosco. Ma mi ci sono iscritto perché per me la Montagna come la Radio sono come le gambe per un animale: servono a muoversi, nella vita.

Poi, quest'inverno mi hanno coinvolto nel gruppo che tira la “carretta” del Club, ma senza quell'idea di fatica a cui la parola “tirare” potrebbe far pensare; tutt'altro, a parte una certa propensione a badare abbastanza ai diplomi ed alle gare, che direi del tutto normale e non essere un problema, mi piace sentire che specie il gruppo IN3, è composto di “AMICI” che sono anche OM e che amano la Montagna.

E questo si sente!

Forse sbaglio, ma lasciatemi sbagliare e nel caso illudermi: li sento avere fra loro una qual relazione di amicizia che è difficile avvertire facilmente in altri ambienti e che credo derivi anche dal frequentare le montagne, e magari in cordata, condividendo qualche pericolo, situazioni non sempre solo banali e un amore per quell'ambiente che mi manca così tanto: le rocce!



Glielo invidio questo sì, questo ambiente e quelle atmosfere, quel sentire che mi era così normale fino a pochi anni fa ed a cui non ho affatto rinunciato, ma che oggi, devo attendere di poter rivivere. Ma gli invidio anche questo essere direi uniti, amici, appunto, in due campi così affascinanti, perché sono campi che possono unire, affratellare e pare che loro ci stiano riuscendo.



Gli invidio che escono di casa e vedono le pareti che di sera diventano rosa e rosse, le Dolomiti; gli invidio la grappa bevuta con amici magari dopo aver faticato per arrivare al rifugio, gli invidio questo divertirsi insieme.

Non si ha sempre tutto, non si può sempre, non è un dolore. Ma dire ciò che penso è alla base di questo blog e questo lo penso e lo dico senza invidia malevola, ovviamente.

Essere un membro del MQC mi piace, mi diverte e mi onora.... e man mano ci prendo sempre più gusto.



Vale la pena, ne valeva allora come oggi!

Il QRP senza CW è fatica




Parlo dell'attività Radio in HF.
Lo so che non sempre è così semplice impararlo il CW, e lo dico perché la prima volta, agli esami (allora si faceva l'esame di CW, quando presi la licenza io, nel 1973/74) fui bocciato proprio in CW.
Poi “mi ci misi di tigna”, come si dice a Roma (perché anche se ho il prefisso I5 sono di Roma e quello è un timbro indelebile...hi) ed il CW me lo imparai.
Nel tempo non sono mai stato un grafista espertissimo, di quelli da alta velocità, anzi...però il CW mi è entrato oltre che in testa, nel cuore. Mi rimane sempre assai romantico e suggestivo sentire un segnale basso nel fruscio, riuscire a tirare fuori proprio dal noise quel segnalino, e pensare alla stazioncina lontana, magari che ha pochi W, quello rimane uno dei motivi per cui amo la Radio.

Ed in QRP usare la SSB, a meno che non sia una vera idiosincrasia, un problema grave di apprendimento, ecc., ma se uno non vuol nemmeno provare a fare quel gesto, quello sforzo, provare con calma e metodo ad imparare, seppure a velocità non elevate, la telegrafia, a mio avviso si tratta di masochismo congenito e conclamato!
Scherzi a parte, io ho provato ad usare la SSB, in poche occasione devo dire, ma anche su segnali forti, i miei 5 W venivano poco ascoltati e spesso sommersi. Un amico, tal IK0CPS usava partecipare spesso al CQ WW DX contest di ottobre nella categoria QRP SSB. Stava sui colli attorno Roma a circa 300 m credo di altezza, quindi aveva di fatto, un traliccio naturale, ma so che lui ogni volta, in due giorni, la sua 50-ina di QSO in QRP SSB anche in 80 m se li faceva sempre! Però ne usciva senza voce: ma a lui piaceva e non interessava imparare il CW.
Io reputo che il CW sia più efficiente, permetta di trasmettere anche in ambiente ostile (intendo se la XYL vede la TV o se si sta in un rifugio in montagna dove tutti dormono e non si può urlare nel microfono, ecc.), ma soprattutto sia più efficacie nel riuscire a farsi udire nelle eventuali mischie in aria come anche nel noise che spesso anche se non ce ne rendiamo conto, affligge gli RX dei corrispondenti.

Spesso ho fatto attivazioni SOTA, fino al 2005 ed oggi ho ripreso anche se non a ritmo serrato: ho visto che io senza fare cose difficili e con minor sforzo dei vari concorrenti, in CW ho fatto molti più punti/km, pagando dazio solo a chi sua i modi digitali, ma quello si deve portare un PC o un tablet appresso, quindi tra il mio key ed il suo tablet ce la battiamo.

Insomma, senza voler essere dei virtuosi, io credo che valga la pena imparare, fare uno sforzo, sistematico, serio, e l'attività QRP potrà dirsi seria altrettanto. Sarò odioso e antipatico lo so, ma altrimenti manca un pezzo, non c'è niente da fare.
Se parliamo di VHF le cose possono essere meno estreme, tenendo conto che spesso in VHF il CW sembra un simpatico ed anziano quasi sconosciuto.

Ma nell'attività EME, come mai anche chi mi ha detto che lo ha usato a fatica e senza tanto divertimento, il CW l'ha fatta da padrone ed è soppiantato, oggi, solo dai modi digitali? Sarà un caso?

E quindi, perdonatemi se voglio avere la mia persona opinione (ovviamente senza pretendere che sia la verità assoluta, ma rivendicando il fatto che: “scusate, ma io la penso così!”): fare QRP senza CW, come fare Radio senza autocostruire, è come mangiare la pasta senza condimento: ci si riempie, ma non si gusta ne ci si sfama!

Non è politically correct, lo so, ma tanto qui leggo io e pochissimi altri, se ancora resistono, quindi nessun danno e poi forse è meglio essere politically incorrect ma sinceramente se stessi, pur rispettando gli altri e le loro incorrettezze....


Di sole parole si può morire, se non si mette mano al saldatore


Ne ho visti tanti in questi ormai “40 anni di Radio”: di amici OM che hanno cominciato ed anche continuato, entusiasti quanto non si poteva immaginare e...sopportare, vivere di Radio, vivere per la Radio, e poi, dopo un po', lentamente, gradualmente, ma inesorabilmente, sgonfiarsi, in modo irreversibile per poi sentirli dire: “si è esaurita la spinta, la voglia, la passione....”

Sono di parte, non sono obbiettivo affatto, lo so bene.
Sono uno che ha sempre (per mia fortuna) costruito qualcosa, prima per mancanza di soldi, poi per abitudine e passione, poi ancora, quasi per principio. Forse in realtà, specie oggi, perché so che da questo costruire si alimenta tutto: il fuoco, la brace, la passione, la spinta, insomma il mio amare la Radio non in quanto hobby, bensì proprio in quanto Passione e, direi anche, come parte della mia esistenza, con i suoi alti e bassi, ma mai nulli!

Il solo parlare (altresì posso dirlo del “battere” sul tasto per indicare la manipolazione in CW, come sulla tastiera per i moderni “modi digitali”), dopo un po', a mio parere, stanca, esaurisce, stufa per dirla sinteticamente.
A parte pochissimi e rarissimi casi di OM che amano e vivono del parlare al microfono per sfogare forse loro vuoti interiori; l'intera umanità di OM che ho conosciuto io, in questi anni di mia frequentazione dell'ambiente Ham, è stata composta anche di OM parlatori, specie quelli della generazione precedente alla mia, (intendendo con ciò famosi e blasonati Dxer, dotati di una miriade di diplomi super prestigiosi, fra cui almeno l'Honor Roll), ma pur sempre disposti e capaci di usare il saldatore (magari non sempre da soli, magari anche assistiti dall'amico OM esperto di turno), e mai riottosi a farlo.

Agli inizi della mia carriera, quando ancora non avevo nemmeno capito cos'era un OM rispetto ad un CB, conobbi un Radioamatore che abitava vicino casa mia: aveva una stazione eccezionale ai miei occhi: RX Geloso, TX autocostruito, PA sempre autocostruito, e così via, tutto fatto.... dal figlio, che era un tecnico dell'aereoporto di Roma.
Questo OM non era molto capace, ma.... assisteva il figlio nel realizzare le sue apparecchiature; pur non essendo lui stesso un tecnico, tuttavia sapeva bene cosa volesse dire realizzare la bobina di uno stadio a pi-greco, o come fare un dipolo usando banale filo elettrico. Insomma voglio dire che fino a un po' di tempo fa, anche il meno tecnico sapeva molto più di tanti OM oggi, esperti soltanto delle regolazioni audio di modulazione dei loro sofisticatissimi e costosissimi RTX. L'OM di cui sopra è stato Radioamatore fino alla morte, non se l'è mai sognato di esaurire la sua passione, che per lui era una via di mezzo, appunto fra Passione (con la “P” maiuscola) ed hobby.
Oggi sento e vedo parecchia gente che va in giro facendo attivazioni DX (o anche in QRP in montagna ahimé), o nei vari castelli o altri posti particolari e “speciali” da cui forse ci si vuol illudere/sperare di essere speciali, diversi, un po' ricercati. Costoro, dopo qualche anno di furiosa attività attivatoria, come altresì quelli che stanno a casa a cercare di “beccarli” on the air, dicevo questi, dopo qualche anno, diverse e non poche volte, si stancano, esauriscono la spinta e man mano lasciano perdere, si allontanano e poi li senti lamentarsi “ sai non ho più quella passione di un tempo” accampando motivazioni le più disparate e inverosimili: dai figli piccoli al trasloco, all'impossibilità di mettere antenne alla comunità di OM che non è più “quella di una volta”, al tempo meteo che... “non ci sono più le mezze stagioni”.

E dico fra me e me: anche io ho passato momenti assai duri della mia vita, e questi momenti sono durati anni, eppure avevo una “crisi di astinenza” da Radio che solo io so cosa voglia dire.
Mi mancava non tanto il microfono, o il tasto, bensì il saldatore!
Grazie al cielo il QRL mi forniva un modo di sopperire ai minimi di sopravvivenza, con le saldature minime che oggi puoi fare se decidi di insegnare una materia tecnica in modo perlomeno decente (però soltanto secondo gli standard i vent'anni fa, perché secondo quelli di oggi, dovresti usare solo il computer!)
Come ho potuto rimettere le mani sul mio saldatore e sul mio tavolo da laboratorio mi sono sentito rinascere.
Osservo fra i conoscenti OM gente che anche se oggi ha magari qualche difficoltà dovuta ad acciacchi vari, un tempo era assai attiva appunto, col saldatore, oltre che con il microfono, tuttora agguerriti e pieni di programmi, di buoni propositi, di entusiasmo per questa Passione che è la Radio.


E allora.....

Conclusione: fare il Radioamatore (e intendo Radio Amatore: colui che ama bazzicare con la Radio, anche in tempi in cui sembra che esista solo Internet!) vuol dire anche costruire, saldare, costruire meccanicamente, insomma aggeggiare con tutto quel mondo fatto di bocchettoni, fili, & c. e non solo mettere in piedi una stazione comprata per poi cercare soltanto di fare quanti più QSO è possibile....
Chi oggi pensa che questo sia fare Radio, a mio modo di vedere, sbaglia e prima o poi paga, gli si spegne la spinta e rimane là, impantanato, nella noia e nel non saper cosa fare. Fosse anche solo nel realizzarsi una antenna, un accordatore, una interfaccia per sistemi digitali, ecc., ma se si pensa che fare Radio sia solo fare QSO, fare contest, inanellare Countries, o diplomi, a mio modo di vedere, ha sbagliato hobby, ha sbagliato mira.
Ad oggi la mia esperienza questo mi dice: non dico che sia la verità assoluta, se questa poi esiste, è soltanto un punto di vista, pur se supportato da una esperienza: la mia!


E meno male che ora il mio saldatore è sempre attaccato e che se se serve posso sedermi al tavolo e...”giocare”....





mercoledì 6 agosto 2014

From the beginning





Pensieri, sproloqui, riflessioni, idee, ecc, sugli argomenti del campo Ham Radio che mi appassionano e che mi tengono vivo almeno in questo settore della mia vita.
Pensieri non sempre seri, talvolta anche irriverenti forse per qualcuno, o altre volte molto seri e profondi, insomma, pensieri di chi sono io: un OM, un uomo, un solitario (abbastanza), un lupo, appassionato di tante cose (troppe), ma pur sempre io: Alessandro Santucci, o meglio aleSKK, attualmente  I5SKK e fino al settembre 2013 I0SKK.

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aleSKK