martedì 23 dicembre 2014

Autocostruzione e piacere di "fare"






Ho speso tre giorni per farlo: un "banale" circuito a Pi-Greco che utilizzerò per tutti i miei futuri TX a valvole (perché no anche solid state?). Un modulo da collegare in serie e di cui godermi il "servizio".
Nulla di che, un banale circuito: c'è che ci impiega un pomeriggio: io no!

Volevo farlo bene, farlo perché mi durasse e mi piacesse anche "dopo" averlo fatto, nell'uso, quotidiano, e quindi... il tempo che ci è voluto ho impiegato.
Usando la vetronite per fare le staffe, il legno recupearo da ripiani "ex Ikea", e così via, tutti pezzi che avevo e che riutilizzare mi ha dato piacere, divertimento, gioia pura.
Non per il risparmio: affatto! Bensì per il piacere di costruire, di fare con le mie mani, di fare qualcosa che serva a mettermi in contatto coi miei attuali e futuri amici, con altri OM, vicini, lontani, sperduti o dietro l'angolo, le cui note CW arriveranno nel mio RX e mi allieteranno.

Da tempo non gustavo del piacere di "fare", anche se il circuito non è certo smd o programmabile, anche se non si tratta dell'ultima tecnologia, o di qualcosa di originale, eppure... eppure ho avuto il piacere di trascorrere tre pomeriggi di vero divertimento.



Ho testato il circuito, poi, mettendolo in serie alla stazione, tra l'RTX e l'ATU che uso normalmente (la mia antenna di fatto è una "presa calcolata"), e verificando che facesse quel che deve,  e quale gioia è stata nell'usare di nuovo dopo tanti anni un PI-Network come quello che faceva da tramite fra la mia gloriosa e spremuta 807 ed il mio dipolo di allora, fatto di filo di rame ricavato da trasformatori e teso fra due pali TV!
La Radio, per me, è anche questo, è collegare amici, gustare del CW, ma anche saldatore, il piacere di fare con pazienza qualcosa che vorrei vedere già finito, che vorrei usare subito e sforzarmi di farlo bene, accuratamente, per poi, dopo, goderne, anche solo alla vista. Non per sentimi orgoglioso e dire : "l'ho fatto io!", bensì per avere una Radio in cui se si rompe qualsiasi cosa, so come fare e dove mettere le mani e per avere l'impressione che quando collego qualcuno, vicino o lontano che sia, lo faccio anche perché ci ho messo del mio...

Questa è la Radio che ho imparato ad amare e gustare da quel lontano 1972/73 e che ancora oggi mi dà una gioia estrema: che fortuna!

lunedì 1 dicembre 2014

Ma siamo veramente Radio-Amatori?

Ormai oggi, seguendo il cosiddetto "trend", non si realizzano più dei progetti di RTX degni di questo nome, se non sono uP controlled, e nei casi semplici si usa qualcosa rifacentesi ad Arduino & family.
Giustamente.

SE vediamo le cose soltanto dal punto di vista della efficienza vista come rapidità, nell'operare l'apparato, nel cambiare modi e banda, nel passare da RX a TX & via così. Anche se vogliamo vedere ingombri fisici  e facilità meccanica di gestione delle commutazioni.


Senza parlare poi dei vari SDR!

Tutto ottimo e vero per carità, tranne poi non doversi mai trovare nella sfortunata circostanza di "dover" modificare, riparare, aggiustare qualcosa nell'apparato, e così via e non sapere bene come potersi regolare appunto con la sintesi operata a suo tempo.

E passato il tempo degli apparati pieni di manopole grosse ed ingombranti e delle regolazioni varie fatte per esempio al vambio di banda.
 E' passato non soltanto per quelle situaizoni in cui REALMENTE è utile una sintesi dei controlli e delle relative operazioni, bensì si è fatto di tutta l'erba un fascio.
Tranne poi, non sapere bene cosa si fa quando si preme un pulsante o si gira una manopola (raro).

Non siamo più padroni dei nostri RTX!

Assai triste ed anche riduttivo.
Allora assistiamo alla cosiddetta evoluzione del "servizio d'amatore", da quella che una volta era una sperimentazione ad un servizio; una volta si costruiva, si provava in aria, con antenna fatte da noi. Oggi si compra e si trasmette e si svolge "uin servizio" usando apparecchiature fatte da altri, spesso antenne installate da altri.

E poi ci si meraviglia che ci si stanca, ci si demotiva, ci si allontana da un hobby.

Forse sarebbe necessario riflettere su cosa si fa, ul perché e sul modo in cui lo si fa.
Consapevolezza si chiama.

Parola strana e intrigante, ma avulsa dal contesto Ham, almeno da una bella parte di questo, oggi .

Assai triste!

Non per me, io non ci sto e come dice Simone Perotti in altro contesto, io in questo dico ed a voce alta: "Adesso Basta!"


giovedì 20 novembre 2014

Ham Radio, my life!






A friend of mine, Cris IZ3CQI, some days ago wrote this sentence, speaking about Ham radio peoples:

"People that deeply enjoy surfing the shortwaves, that cannot live without hearing 
each day the typical shortwave noise from a loudspeaker..."
and  it fully a truely describes my Radio mood .

It's something without any explaination, but it is a deep feeling. Really true.
Thanks to my friends so able to put in words our feeling!

mercoledì 12 novembre 2014

Rocky Tube QRP tx

Got from several circuit and then modified as I did not have components needed.
This is a first attempt to make a simple XTAL rocky TX with low power. Using some xtals on 40 m, and thinking to modify the frequency pulling of the xtals in future as suggests F6HCC in his nice webpage.
The original circuit was taken by an ECL82 single valve QRP TX from  G0UPL & c., but by the way I broke the valve (first time in 40 Ham carrer...:-( ) and so I had to modify as I have not yet any ECL82 for spare (Murphy law alway valid!).
A really good suggestion and link came from my friend Enrico IW3FZQ

So the choice has been for a 6N7 double triode as I have three of this: first is a XTAL Pierce oscillator and the second triode stage is a driver and the PA is made by a 6L6 old fashion tube (what I used on my Geloso VFO G4 102 in 1974 at the beginning).
The schematic are quite all the same and seems a really simpleto put together the component and in a couple of hours to be on the air.
    
Not for me!
     
First of all I don't have a lot of components in my actual lab, as when I moved from old house in Rome I left a lot of them in the boxes in a wharehouse and they are there yet. So I had to carefully choose also resistors I had from an old Oscilloscope I dismounted and also the tube socket was a spare without one pin and so on...
Then all was assembled and oscillator and driver were ok but no so strong signal. I mounted the 6L6 amplifier and so discovered that power was just less than one Watt!

Checked all voltages and circuit no reason to have so QRPpp signal, but after dinner I had an idea to make the signal growing with a resonant LC tank. In fact I remembered a simple "75watter" article on some handbook and between the 12BY7 oscillator and PA was inserted a simple parallel LC circuit.
I made it and connected and magically the power raised a little bit less 5 W!




 The Bird says about 5 W!

 

The complete TX now :-)....  no cosmetic 
(in the middle the new tuning capacitor for the driver stage)

 
So now the TX is functioning althoug is really just a prototype, but it's ok and it's mine and is nice to view in the dark evening with the two tubes lightning and the hot from them and from the dummy load (just a couple of paralleled 100 Ohm 2 W resistor).

PI-Tank


Power supply




Tomorrow I'll do the key circuit on the cathodes and I'll make a try for at least one QSO, but this evening I'll go happy to bed for this my first valve TX in the new Ham era for I5SKK.....hi

The new LC tuning for drive


2nd harmonic at 14 MHz is 32 dB down


Yes, the home construction is really a doping for Hams...hi


"New" next VFO

It's ok!
This morning I received the BC221, without the power supply,  I got from an OM in North Italy and I have here on my shack.


I had in my beginning another BC221 I used it as a frequency meter and then I missed any record about it, I sincerely don't remember anything and it's a pity!
It was a nice VFO I rememeber, but a those times I did not appreciate it in the same manner as I do today and so here I am with another BC221, AH model, in order to use it as a future Master VFO for my tubes station..
I donwloaded the manual and the schematic of course, and I just planned as I'll use it in a big, but not too much box with his so nice tuning knob at the centre and when I'll use ti to tune and spot I'll enjoy more than if a frequency meter that we don't use so much in any staion.

The tubes have a fashion to me now: the lights and the heat I receive from them, and when I look at  the window and I see the clouds behind my house valley, I enjoy to be at home, with hot from tubes and by signals coming from every places in that sound that's the CW peak.

Nice Passion the Radio, so true!


Viaggiare "sulle" Onde....



Non a caso le hanno chiamate “onde”, tanto tempo fa: waves in lingua Inglese, e rendono l'idea.”onde” perché fanno parte di un fenomeno ondulatorio, di sicuro, ma anche perché le onde, del mare, e del vento (se mi si consente questo “traslato”), viaggiano, vagano, senza fine, senza limite e senza possibilità di essere incanalate. Tant'è che l'acqua ogni volta che vien incanalata, prima o poi, come si dice oggi, “esonda”, insomma esce fuori, non ci sta, dove l'uomo vuole ingabbiarla.

E così la nostra anima, il nostro spirito!

Ma cosa c'entra con la Radio? C'entra e me ne sono reso conto ieri sera.
Alla cabina ENEL di fronte casa, era saltato, con gran dovizia di fumo, un trasformatore che serve evidentemente a dare corrente a tutta la zona: luce alle abitazioni e alle strade.
Eravamo al buio, in casa e fuori. Un nero incredibile, raramente vissuto, specie in casa.
Avevo sì la mia luce a LED, ma la sua autonomia è limitata da una batteria, e volevo tenerla, non si sa mai quanto durano questi guasti.
Stavo lavorando al laboratorio: un TX a valvole, roba d'altri tempi; senza corrente alla spina sia il saldatore che l'oscilloscopio erano morti. E così anche il ricevitore fisso su frequenze attorno a 7.025-7.030 kHz.
Poi mi è venuto in mente che ho una batteria da 7 Ah e che uso nell'attività portatile in montagna e quindi l'ho attaccata e mi sono messo alla radio, non distrattamente come quando lavoro, ma con l'intenzione di collegare qualcuno.
1W output la mia potenza che uso in questo periodo, poi se serve uso anche l'hig... ben 5 W, ma voglio provare, giocare, con 1 W in generale.

Su 7.030 kHz c'è un CQ: F6FTB che chiama QRP.
Rispondo, completamente al buio, unica luce quella del display blu dell'apparato.
Chris, così si chiama, usa 4 W, TX homemade, ed un'antenna dipolo, io 1 W ed una windom, caduta in terra da 10 gg sotto l'impeto del vento lunigianese, un bel DX!
Eppure io passo 589, un segnale ben stabile e forte, e ricevo 549/559. Andiamo avanti per 20 minuti! Ci si descrive la stazione, le condizioni del tempo, cosa facciamo col saldatore, insomma chiacchieriamo ed i segnali restano stabili: alla faccia di chi dice che in QRP, e specie in QRPp non si possa far altro che QSO rapidi!

Attorno a me il buio resta unico padrone. Nessuno esce di casa dei mie compaesani, nessuno in strada tranne gli operai dell'ENEL al lavoro, io in casa, eppure con l'animo che corre sulle ali delle onde, delle onde della mia Radio, fino in Francia, a Digione.
Un QSO che vale mille DX, una chiacchierata che vale una chat su FB.
Un piacere durato e non flebile, che si esaurisce dietro un sms, o dietro un banale gesto in strada.
Un Essere Umano che ha incrociato la sua strada con la mia.

E quando chiudo, ripenso a tanti altri QSO del genere, fatti con poca potenza, ai miei albori, anni '70/'80, forse 10 W, collegamenti anche esotici, ricordo la prima volta che cercai dov'era “Tuvalu” o quando andavo di corsa a misurare la distanza con la stazione che collegavo, ed ero uno studente, prima di liceo, e poi di università, ma di sicuro senza i soldi necessari per andarci in quei posti lontani.
Eppure mi sentivo e mi sono sentito libero, felice, libero come il Gabbiano Jonathan, felice come forse mai più è stato.

E le stesse sensazioni non le provai quando un amico mi prestò un lineare, Viking modificato, che dava fino a 800/1000 W. Non era la stessa cosa, era come se...fosse troppo facile, non c'era gusto... era come oggi viaggiare vedendo la TV. E difatti durò due o tre mesi, poi tornai alla 807 ed ai suoi quasi 25 W o al VFO Geloso con i suoi forse 3 o 4 W!

Viaggiai e volai, per tanto tempo ed oggi ancora lo ricordo bene e lo rivivo quando appunto, come ieri, ho la fortuna di poter fare certi QSO. Non serve arrivare oltreoceano, basta andare anche da un DJ o da un OK, ma la potenza piccola rende tutto questo, magico, diverso, affascinante, e unico!

Questo è il QRP o anche il QRPp per me, il resto, il DXCC, i contest, o tutte le altre forme di competizione, non mi provocano queste emozioni, passano, vanno via e rimane un ricordo, alle volte, altre nemmeno quello.
Queste emozioni rimangono, stampate col fuoco nell'animo, nella memoria e nel cuore.

Per me, la Radio, la potenza ridotta è questo: viaggiare con le “onde”, o meglio sulle “Onde”



domenica 9 novembre 2014

Back to tubes after a long time

A long time was spent in my Ham life and after beginning when tubes were the only way to be on the air, slowly I left for solid state equipment, as obviously.

My beginning was using a Geloso G4-102 free running VFO and 6L6 tube as a PA, really QRP (2 W I think), and later adding an 807 PA, really a QRO for me.... hi

In the times I left tubes as when I was young and then an electronic engineer the state of the art was about solid state, as it was (and still  it is so) compact, portable and less dangeorus obviously.

But fashion and feeling that you have looking at the red light inside the tube, and the blue light you see in the PA when key is down is something not equal to anything in tech, and so after 40 years, now that I'm living in a countryside I've a little bit time to spend in doing my tubes equipment once again.

So last afternoon I put together the power supply and the the ONE TUBE TX with an EC82 I had in the junk.





The transformer is from a IK0BDO gift and the components are from and old FL101 I dismounted some time ago as it was out of function.

Then it was the time of the tube itself and so the ECL82 found a place on an old pcb I made for a project by IW0BZD, Pino, in the LF reception.
After a while the circuit wa running and a clean note was on the FT817 I use as a monitor and on the spectrum analyzer screen.





But it was just the oscillator part of the double tube, as ECL82 has a triode and a pentode part. SO the amplifier was done accordin various project I found on the web. The main was from Hans Summesr G0UPL.

So at the end I was able to put together the whole TX: oscillator, and PA and PI-Tank using the old FL101 tank and a couple of capacitor I had .
The result is very rugged and so I have to put in a cosmetic form and to do it better, but anyway the first tube TX after a long time was made I this is what I like. Mybe in the winter I'll be able to be in the QRP MAS contest I like so much. Who know...?





 

venerdì 24 ottobre 2014

Una giornata e due QSO particolari


Stamane ero a lavorare mettendo ordine dopo ieri sera in cui ero impazzito per un "presunto" guasto al TS930, poi risulto, ma dopo due ore di impazzimenti.

Avevo il RX acceso sui 7 MHz come spesso e sento una stazione  OK che chiama "cq cq":  gli risponde un IT9....andavo e venivo dalla stanza e non ho preso il call intero, ma la nota, un po' pigolata eppure ben chiara e la manipolazione regolare mi hanno attirato. 
Mi sono fermato ed ho colto IT9UU, doppia lettera, nota così particolare, qualcosa nella mente mi ha acceso una lampadina, ricordando qualcosa letto di recente nel sito/blog di Fabio IK0IXI.

Ho aspettato che finisse il QSO con l'OK e poi ho chiesto gentilmente all'IT9 di andare up, e provare il QSO. Ci siamo collegati: Rino, da Palermo, segnali che andavano e venivano: la propagazione stava andando via e difatti i 15 W di Rino ed i miei 30 alla fine non sono bastati, il segnale di lui è affogato nel noise del mio RX ed a nulla è valso il mio chiamarlo ripetutamente...


Poi sono tornato al sito di Fabio ed ho avuto conferma, era lui
Quell'OM di cui parla Fabio, in un QSO particolare, ed averlo collegato seppure perdendolo poi nel noise, mi aveva dato soddisfazione e una gioia speciale, più di un DX collegato da mettere nel novero del DXCC.

Ma....

...Ma mentre chiamavo ripetutamente Rino, un punto interrogativo fatto indubbiamente da un bug, mi ha fatto allertare: quando ho capito che con Rino era andata via la possibilità, ho chiesto chi fosse e...è uscito fuori un bug di sicuro: TK5MP, Tom da Bonifacio. Ci siamo messi a chiacchierare (si fa per dire), 86 anni, un J36 lui, il mio Vibro del 1924 io, complimenti e scambi di informazioni sulle stazioni. 
Un bel QSO, una bella chiacchierata.

Dopo, sul sito di Lino IZ0DDD, ho scoperto chi è Tom, leggendo, seppure in lingua che capisco ben poco, la storia della vita di questo radiotelegrafista, un uomo con una storia forse normale, eppure, per me particolare.


Scorrendo le pagine dattiloscritte che Lino pubblica ed inviategli appunto, da Tom, vedo le foto, i ricordi di posti, di gente, di momenti che sono unici per ognuno di noi e per tanti sono nulla, se non si ha la fortuna, come è accaduto a me stamane, di incapparci.

Due QSO particolari, due Persone particolari, una mattina che per me vale aver fatto qualcosa che rimane, nel cuore e che con me sparirà, ma è normale e va bene, questa è la Vita e ringrazio che mi sia accaduto di vivere questo.
Grazie anche a questi due OM, questi due particolari e per me speciali QSO con due Persone particolari.

73 ad entrambi

de 

Al I5SKK 



lunedì 20 ottobre 2014

Home Made now




Ovviamente questo è il mio personale punto di vista e del mio attuale sentire. Esso deriva e consiste nel risultato di una vita trascorsa fra costruzioni, attività professionali e non, nel settore, e osservazione ed ascolto delle esperienze di altri, direi tanti, per arrivare a questo: non un punto di arrivo, bensì solo ed esclusivamente questo momento, questa mia attuale visione ed opinione, il futuro non so.



A mio giudizio per essere Radioamatore, e meglio sarebbe dire OM, cioè Old Man, nel senso storicamente dato a questa espressione, non basta possedere una Radio (con relative spese associate), usarla studiandone il manuale, e collegare altri analoghi esseri umani.

Questo è semplicemente “usare” un apparecchio radio.



L'essere Radioamatore consiste nel conoscere, se non bene e se non tutto, almeno qualcosa di ciò che si usa, di come funziona, dei vari perché avvengano certi fenomeni, ed eventualmente avere una vaga idea di come usare/affrontare i suddetti fenomeni, e ultima cosa, ma non meno importante, mettere le mani DENTRO.

Mettere la mani dentro” qualcosa, oggi, nei tempi che stiamo vivendo, è assai difficile, ma a mio avviso il volerlo fare è sintomo di uno spirito dentro il soggetto, che testimonia la non passività dello stesso.

Posso avere una tapparella che si rompe e chiamare la persona che sa ripararla; ma posso anche provare a farlo io, o almeno provarci!

Posso comprare una radio, spendere fior di soldi, addirittura fare installare una antenna dalla stessa Ditta da cui ho acquistato la radio e poi attaccare microfono e/o keyer elettronico, (eventuale amplificatore di potenza) e trasmettere, senza nemmeno avere idea di cosa ci sia dietro a tutto ciò.

Ma posso anche fare forse solo la metà di tutto ciò, o meno, ma poi, voler capire, voler costruire qualcosa, o voler almeno fare con le mie mani qualche accessorio, che può anche banalmente essere un dipolo, un alimentatore per servizi ausiliari, e così via.

Il voler fare questo, l'avvertire il bisogno di ciò, questo è il vero sintomo che dentro, o dietro, alla parola radioamatore, c'è uno che la Radio sente di volerla amare!

Vale a dire un Radioamatore (con la “R” maiuscola) !



Oggi il “mettere le mani dentro” mette paura.

Oggi sempre più si cerca di spingere anche il radioamatore ad avere paura di osare fare quello che un tempo era normale: mettere le mani dentro la “sua” Radio! Oggi anche il radioamatore deve essere relegato al ruolo di utente, come per un telefonino, pardon uno smartphone!

E chi si adegua, se incosciente, è destinato fatalmente, dopo un po' a stancarsi e vendere magari tutto, per “cessato interesse”.



Chi invece ha una fiamma dentro al cuore, o sotto al c....., fa altro, cerca di trovare scappatoie a questa che appare una strada obbligata e tracciata da altri.

C'è questo modo di cercare alternative ed è già molto.



Ma a mio avviso manca ancora qualcosa, manca l'anima vera di chi “ama” la Radio. 
 

E questo amore non si costruisce, non si assembla mettendo insieme pezzetti come in un kit. Questo amore lo si scopre dentro se stessi e se ne è piacevolmente preda e ci si lascia andare ad esso, ci si abbandona.

Per essere veramente Radio-amatori manca il “costruire” e non limitarsi (dopo adeguato allenamento mentale per fugare le paure che ci hanno messo dentro) all'alimentatorino del caso. Non ci si può e non ci si deve limitare.

Manca il costruire qualcosa che poi ci serva per comunicare, per poter uscire in aria e mandare la propria voce o nota CW da qualche parte nell'aria e cercare di collegare un altro come noi!

Questa è l'autocostruzione!

Non si deve essere progettisti per forza “up to date” che sanno programmare in assembler, saldare smd e conoscere tutti gli ultimi circuiti sfornati dall'industria elettronica.

Non necessariamente.

Se la vita ci dona questo, ben venga, se ne approfitta.

Ma se la vita ci dona altro, si usa e si accetta, grati, quest'altro, che è forse il nocciolo duro dell'autocostruire: fare qualsiasi cosa, trovare i pezzi, che non è detto siano proprio gli ultimi del mercato, adattarli forse, e fare, costruire, assemblare e provare, riassemblare e riprovare, magari cento volte, fino a trovare, forse, quel che ci soddisfa, magari solo in parte, o magari anche completamente!



E' facile e parlo per mia personale esperienza, prendere una lista di componenti, magari farcela procurare da altri, da chi ha modo di farlo più rapidamente di noi stessi, e poi costruire, saldare, mettere in una scatola, e magari anche sentirci autocostruttori.

E' facile ed alle volte forse è la cosa più ragionevole.

Non ci si può costruire l'oscilloscopio o l'analizzatore di spettro, visti i prezzi di quel che si trova in giro e poi quanto ci impiegheremmo di tempo? Se vogliamo giocare con le antenna è ragionevole costruirci così un VNA; se vogliamo farlo nel settore dei filtri, un LC-metro, e così via.



Ma altro è la Radio, quell'insieme di pezzi di vario tipo, teso a portare lontano il nostro messaggio, sia in fonia, sia in telegrafia!

La Radio, costruirsi qualcosa di questa parte della nostra attività, è quello che rende il tutto un qualcosa che ha un senso: possiamo anche avere una stazione già realizzata e farci accanto la nostra, possiamo avere un RX di grande qualità e farci da soli un piccolo TX in CW, possiamo realizzare il RTX dei nostri sogni, possiamo tutto, ma importante è avere il desiderio, la spinta, l'afflato, sentire dentro di noi questo qualcosa di diverso.



E autocostruire oggi, forse più di ieri, può essere e forse ha molto più senso, il cercare di riutilizzare componenti messi nel cosiddetto “cassetto” da anni, accessori smontati da altri apparecchi e tenuti là per decenni, in attesa, e così via. Questo spirito quasi pionieristico, che a prima vista, forse, più apparire fuori tempo, fuori luogo, sorpassato, è la nostra vera memoria, del “saper fare”, del “voler fare” e quindi dell'essere Radioamatori e non meri utenti di radioapparecchi.

Ma questo non significa per forza, adeguarsi a realizzare e poi usare apparecchi di prestazioni ridotte, accettando implicitamente che quello che si fa da soli è inferiore e mai potrà raggiungere le prestazioni di ciò che il “mercato” offre.

Assolutamente no!

Posso benissimo costruire un RTX che in fatto di sensibilità e IMD rivaleggi con apparati pieni di menù ed ammenicoli vari; posso realizzare antenne per qualsiasi fettina di frequenze, e progettarle e realizzarle in modo da farle ben superiori ad altre di fattura commerciale, posso fare qualsiasi cosa fatta come la voglio io stesso!

Posso fare qualsiasi cosa, come anche un RTX semplice, usando componenti di altri tempi, perché mi piace e mi soddisfa.

Posso, importante è sentirlo dentro, saperlo d'istinto!



Importante è che io individuo rimanga al centro, rimanga colui che pensa, decide, agisce, e non un oggetto di una catena esattamente duale a quella consumistica in cui siamo immersi ogni giorno fra pubblicità TV (per chi la vuol vedere), banchi stracolmi di qualsiasi cosa, nei super/iper mercati, e strade ammantate di cartelloni per fortuna ancora muti, ma tra poco tempo, simili a quelli di città ben più “avanzate” in questo settore della manipolazione umana, come ad esempio Tokyo, Singapore, New York, Hong Kong & simili.



Importante è non soccombere, o come disse un famoso Signore in altro contesto “resistere”; ma io aggiungo, anche, importante è fare oltre, contrattaccare, costruire e non soltanto materialmente, ma mentalmente, emozionalmente, come Uomini.



Autocostruire, può significare essere addirittura rivoluzionari, rispetto ad una tendenza di massa tesa ad appiattire, a far morire gli intelletti.

Autocostruire dà un senso, ma anche e forse soprattutto, dà sapore e gusto, come il sale o le erbe aromatiche, ad un cibo che se appiattito vero il tutto uguale, poi, alla fine annoia e perde di gusto.



Essere Radioamatore, oggi, a mio parere, è questo.

Senza nulla togliere al QSO, anche al contest, o al DX, e così via, ma se manca una base del genere, che io ho solo delineato a mio modo di vedere, se manca del tutto questa piattaforma, rimane solo l'utilizzo della radio, ed allora meglio stare dietro ad una tastiera ed uno schermo, su Internet, in un qualche social network del momento e chattare...si fatica di meno e si rimane veramente a basso profilo, senza alcun problema di qualsiasi tipo.



A me non basta, mi spiace.


martedì 30 settembre 2014

Il RX "della vita"




Di recente, parlando con un amico OM di vecchia data, di Roma, abbiamo così, scherzosamente, definito il progetto che un po' quasi tutti noi autocostruttori abbiamo nel cuore§: raci un ricevitore come diciamo noi, che sia ottimo e che abbia TUTTo quello che ci serve, e non altro.

E quindi  sto mettendo già qualche idea, anche se ancora devo chiarirmi, ma gradualmente le cose si fanno più nitide.

Parliamo di un RX perché fare un TX è banale, poi penso che il TX se sarà, sarà CW-only (a meno che non cambio idea).

Premetto ancora che ho dei moduli del famoso CDG2000 che a suo tempo stavo inziando a costruire, ma poi per motivi personali dovetti abbandonare, conservando però il materiale.




Cominciamo a dire che partendo dall'antenna: ci vuole un preselettore banda per banda, fisso, dove le varie sezioni siano commutate in automatico al cambio di banda, ma io sto pensando anche ad un preselettore sintonizzabile (tipo Drake R4C), magari da mettere in serie e bypassabile. 
Poi mixer Hmode (eredità del CDG), con filtro roofing a 9 MHz, qui IF e filtri di selettività, se riesco a mettere insieme i KVG. LO del tipo DDS, modulo che ho ereditato da un regalo di I0CG.
AGC sempre del tipo CDG. Ora la parte che io reputo utile, specie in CW: un circuito IF shift/VBT, ma fatta a valvole, perché sembra che la dinamica sia ottima e l'AGC regoli molto bene.
Rivelatore a prodotto, da decidere, ma pare che il MC1496 sia tornato in auge e vada benone )credo che meglio del NE602 di sicuro) e BF di potenza, ma a stato solido, però che fornisca almeno 5/10 W out.
Il dubbio è se fare invece una seconda conversione a 48 kHz, visto che ho due filtri selettivi ex Telettra (sempre eredità di regali e csambi del passato) e l' fare sia un notch sia la rivelazione.

La parte TX, basta che prenda il segnale dal LO DDS e un po' di stadi amplificatori, magari a tubi e una ventina di W si tirano fuori, se poi si mettono un paio di 6146 il gioco è fatto.

Rimane l'alimentatore.

Dato che il modulo misxer/roofing filter ce l'ho, sto pensando di provare a mettere in piedi il DDS e provare questo modulo, uscendo a 9 MHz e provando il risultato su un RX sintonizzato appunto a 9 MHz.


Vediamo via via...

Work in progress :-)





sabato 27 settembre 2014

Il "mio" Ham Spirit





Scrivo così, il “mio” perché è quello che vivo io, nel mio quotidiano essere un Radioamatore; questo Ham Spirit è quello che mi è stato NON insegnato, bensì tramandato dall'esempio e CON l'esempio da tanti OM, quelli per cui la Radio era una Passione e non un passatempo, pur dedicandoci non necessariamente giornate intere, eppure, però, sentendola, la Radio, come qualcosa a cui si sentivano legati, devoti, appassionati, appunto.

Leggo pressoché quotidianamente su quella che è, di fatto, l'unica occasione di dialogo (seppure piuttosto vigilata dai cosiddetti “legionari” dell'ARI di Fidenza), una serie di dibattiti che spesso scadono in diatribe ridicole ed inutili e soprattutto intrise di maleducazione e di scarso rispetto fra gente che usa apparati radio per fare di tutto, ma pochi per essere Radioamatori. Leggo di scontri e scarso rispetto fra chi usa lata potenza e chi la irride, fra chi irride coloro che non sanno fare una saldatura e chi invece irride coloro che non conoscono il CW e così via.
Sono piuttosto scarse le occasioni in cui ci si sente uniti, ci si congratula con chi fa qualcosa di costruttivo, quel che sia sia, ed invece sono molte quelle in cui ci si incensa per le proprie presunte glorie ovvero per il proprio presunto saper fare e si perde di vista altro, quell' Ham Spirit di cui parlavo all'inizio.

Quando iniziai il mio personale viaggio nel mondo della Radio, provenendo dalla CB, che era allora (anni dal 1971 al 1973) pressoché fuorilegge, eppure gestita da una sorta di codice comportamentale che fu l'anticamera a quello che poi man mano assorbii e che divenne ciò che oggi è la mia normale visione del modo di essere: Radioamatore, o come diconop gli anglosassoni Old Man.
La Radio è una Passione, la vita mi ha donato la possibilità di studiare oltre che materie classiche, anche quelle tecniche e di gustarle e farne un vero divertimento, pur non essendo un tecnico d'avanguardia. Ma oggi come quarantanni fa avverto ancora l'emozione di collegare un Essere Umano dietro un segnale, che è quasi sempre una nota in CW, l'emozione di raggiungere quell'Essere Umano lontano anche tante migliaia di km, di dialogarci, senza domandarmi come la pensi, ma semplicemente guastando della gioia di dialogarci, di scambiarci esperienze tecniche o meno, di raccontarci come stiamo riuscendo entrambi a farci ascoltare dall'altro, e così via.
Per me collegare una stazione W2 è come andarci, a New York; collegare e ricevere un 559 da una stazione OH1 è come andarci lassù al nord dell'Europa, e così via., e quando un segnale in 40 m arriva fote e chiaro da VK3, è come prendere l'aereo della fantasia e fare in un solo attimo le decine di migliaia di km per arrivare in Australia.
Amo il QRP, ma amo anche dialogare in CW e se uso per quest'ultimo caso i 1'00 W dell'apparato, mi esalta e mi entusiasma, collegare magari GM3OXX con un solo W e mi sento altrettanto entusiasta e felice. Ma non mi sono mai confrontato con amici anche cari che usano 1 kW: è illegale in Italia, ma questo è affare loro, io non lo fare e so che sbagliano, ma ahimé non posso cambiarla io questa maniera di fare. Io posso solo dire che non lo farei, oggi, anche se in passato una volta ho fatto anche questo, anche se solo per un mese. Ma in ogni caso non mi sento né più bravo né meno abile, non mi interessa confrontarmi e compararmi, quanto confrontarmi come Uomo, come Persona, e se possibile imparare, acquisire qualcosa che mi renda un po' migliore.
Invece vedo questo continuo cercare di dimostrasi migliori, più bravi, più....

La Radio è bella perché è libera, pur entro ovvie necessarie regole. Posso provare l' EME come il QRP, usare il PC per fare QSO e usare il bug che è stato fatto nel 1924 (cosa che amo molto di più), ma senza la necessità di essere o sentirmi migliore o meno bravo. E se usare la Radio mi permette di imparare, di sperimentare, di fare esperienza che mi arricchisca, che mi renda migliore come tecnico, ma anche come Uomo, sto facendo della Radio uno strumento nobile. Come portare la Radio nello zaino in montagna, e collegare da una cima, magari soltanto un solo altro OM, eppure godendo del luogo, del silenzio del posto, del fruscio del vento, di tutto quello che è la Montagna, senza necessità di sentirmi migliore di chi in montagna non ci va, non ci può andare o non gli interessa di andarci.

Ma, in sintesi, andare poi a perdere tempo a litigare, o scontrarmi su un sito pubblico, con altri di cui conosco a malapena le sigle, non capisco a cosa serve, anzi capisco che è solo dannoso, ridicolo, direi penoso!

E allora, volto pagina, mi spiace vedere certe cose, e rimpiango altri tempi, in cui forse si era tutti più bacchettoni, più bigotti, ma in cui se uno di noi anche a Roma, grande e dispersiva era SK, si andava al funerale, perché era “uno di noi” e si partecipava.

E allora con tristezza capisco che certe cose probabilmente spariranno, forse lentamente, ma saranno assorbite da questo nostro nuovo modo di essere: veloci, nevrotici, efficienti, che badano solo al risultato e non al modo in cui ci si arriva e ringrazio dentro me stesso, per la fortuna immensa di avere avuto questa possibilità, vivere qualcosa di unico e probabilmente irripetibile ed esserne stato cosciente e grato!

La Radio, per me è tutto questo:
TNX Ham Radio, TNX Ham Spirit !


Radio e Montagna




Tramite una casualità sono venuto a conoscere il blog di un altro “strano” esemplare di quella razza in via di estinzione che sono gli OM, ma quelli che amano la Radio, non che si limitano ad averla come hobby: I3CRW ( http://i3crw.blogspot.it/).

Parlavo proprio oggi e ricordavo quel camping vicino Cortina, dove ho trascorso molte estati e l'ultima (per adesso) vacanza dolomitica, nel 2003, fatta sotto abeti il cui profumo sia col sole che con la pioggia dava una atmosfera diversa ad ogni risveglio, uscendo dalla tenda, in riva ad un torrente il cui scorrere costante faceva da sottofondo ad ogni momento trascorso là. E incocco nel blog di Carlo, un OM che ha passato una vita amando le due cose che amo anch'io La Radio e la Montagna, non in un ordine preciso, bensì in un connubio che solo chi ha provato cose simili intende.

A leggere dei QSO fatti in montagna da Carlo, me ne è tornato in mente uno, forse uno dei pochi, perché agli albori della “mia carriera Ham” poco feci, visto che non avevo altro che un IC202 comprato usato, ma nemmeno una antenna direzionale, bensì solo il suo stilo interno che presto si piegò rischiando di rompersi. Non ricordo se il RTX di cui sopra fornisse 2,5 W, non ne sono sicuro, ma non importa. Importa il ricordo dell'emozione e della felicità quando un pomeriggio salìì dal rifugio Vjolet in cui soggiornavo verso il Rif Principe e mi fermai sul sentiero a provare. Era agosto e in quel momento arrivò una “ventata” di E Sporadico ed una stazione ON chiamava, con il tipico fading di quella modalità: ricordo che lo chiamai e che facemmo QSO con una QSB da paura, ma stemmo in radio per qualche minuto. Io a quel tempo le stazioni ON le conoscevo solo in HF/CW, ma in VHF non credevo potessero ascoltarsi e...collegarsi da parte mia! Ricordo questo stiletto che usciva dall'apparato e che era mezzo acciaccato, perché nello zaino si era piegato (per fortuna non spezzato) e ricordo che portai a termine il QSO fra errori di lingua Inglese e senza sapere bene dove scrivere i dati del QSO, perché nella emozione e imbranataggine non avevo portato foglio e matita. Ricordo che scrissi tutto nella memoria e lo trascrissi , al ritorno, al rifugio, a sera.
Mi l'emozione ancor più mi prese, quando qualche tempo dopo, mi arrivò la cartolina dell'OM belga che chiedeva lui a me, la mia QSL, perché anche io ero stato un buon DX per lui!





Non feci altro quell'estate, perché l'antenna poi si ruppe e anche se giuntata male, non riuscii più a sentire altri segnali: non sapevo delle previsioni della propagazione a quel tempo, era credo il 1977, e non esisteva né Internet né i cellulari. Ma quel QSO rimase una stella per i venti gg che trascorsi fra quelle pareti grigie che ho amato tanto e che oggi amo ancora e ricordo come se ci stessi alla base.
Su quelle stesse pareti, anni dopo, ho scalato, messo e tolto chiodi e poi le ho fissate nella memoria quando ho salito la Torre Delago, il vero sogno nascosto per cui avevo voluto imparare ad arrampicare.
Quelle pareti hanno fatto da testimoni ad un episodio che per chi non ha questa fortuna, di amare la Radio e la Montagna, potrebbe apparire come banale. Quelle pareti come tutte le Dolomiti e come ogni montagna dove ho avuto la fortuna di andare, hanno costruito questa memoria che oggi è un tesoro che serbo preziosamente in me, perché la Radio e la Montagna, come scrive Carlo, sono “tutto questo” ed avere avuto dalla Vita questo dono è moltissimo!


mercoledì 17 settembre 2014

Monte Giogo









Domenica 14 settembre sono andato al M. Giogo con la Radio.
Nel 2007 ci si svolse un incontro degli allora praticanti del SOTA, un'attività nata dalla Passione per la Montagna unita a quella per la Radio; io non potei partecipare ma Andrea IW0HK mi mandò delle foto e , al suo ritorno, mi raccontò della bella esperienza e del luogo e mi spiacque non aver potuto essere presente.
Lessi anche la relazione che all'ARI di Sanremo scrisse il mio Amico Attilio, I1BAY e da quel periodo non ebbi più modo di andare a vedere cosa poi fosse questo posto.
Domenica ci sono riuscito.
Vivo vicino Pontremoli ed ho realizzato che la distanza non era tanta, una sessantina di km e quindi complice il desiderio di andare a fare una attivazione nuova per il diploma Watt per Miglio, sono andato.
La relazione è sul sito del diploma di cui sopra, ma quello che mi interessa scrivere qui è altro.

Questo posto mi ha lasciato qualcosa dentro, complice forse l'esserci stato da solo: le 5 persone che c'erano al mio arrivo, curiosi, ma non OM, sono poi andate via e sono rimasto lassù due ore, senza altra compagnia visibile che quella di alcuni cavalli al pascolo e quella di un cane che si era perso il padrone.

Questo luogo mi aveva colpito fin dalla salita.
La strada militare, ormai in disuso da vent'anni è molto simile alle centinai di altre che ho percorso, realizzate durante la Guerra del 1915-18 sulle Alpi ed in particolare sulle Dolomiti: due fra tutte, quella per salire al M. Piana e quella per salire alla cima Caldiera (all'Ortigara). C'è qualcosa che accomuna le realizzazioni di ingegneria militare, anche a distanza di cent'anni quasi, e a percorrere certi luoghi è come se si percepisse un odore, un aroma che è rimasto attaccato ai posti, alle pietre che fanno da massicciata, o agli scavi nella roccia, non so descrivere bene, ma l'ho sentito molto bene.



Al M. Giogo non ci sono stati combattimenti, non c'è quell'odore di morte che pervade ad esempio l'Ortigara e fa sì che parli quasi sottovoce, come quando sei al cimitero. Nessun ventenne ha immolato la sua adolescenza per un'idea di gloria impressa nella sua mente da chi magari stava ben al riparo o addirittura al sicuro nelle centrali dove si decideva quanti mandare a sacrificarsi.
Eppure.... qualcosa c'è di simile.

E questo qualcosa anche se io non sono affatto un guerrafondaio, affascina, e ho notato che stesso effetto fa ad altri, altrettanto non militaristi, come me.
Ecco perché ci ho fatto attenzione.

Non credo ci sia spiegazione, non almeno logica: quella logica che noi pretendiamo spieghi ogni cosa, non fidandoci dell'istinto, quell'istinto che invece guida gli animali, molto più saggi e sereni nel cuore.

E di animali è l'altra immagine che mi rimane dentro, anzi di UN animale: il cane. Un campanello che normalmente poteva stare al collo di una pecora. Magro, eppure contento di vedermi, lo vedevo dalla coda.




Salendo un signore, piuttosto scontroso mi aveva a chiesto “se avessi per caso visto un cane”, ma no, non lo avevo (ancora) visto.
Poi scendendo, ecco che quel campanaccio che per tutto il giorno mi aveva fatto credere fosse magari dei cavalli, ecco vedere questo bracco, magro da far paura che cercava, che si era perso forse. L'ho accarezzato tanto, gli ho dato acqua, avevo sollo quella con me, ma non aveva sete, gli mancava credo il padrone.
Sono stato tanto a pensare: me lo porto con me e vedo se ritrovo il signore di prima.
Ma vedevo quanto era magro: non poteva esser trattato bene quell'animale, un cane così magro vuol dire che non gli viene dato da mangiare.
Dopo un bel po' ho deciso e l'ho lasciato alla sua libertà, forse per lui non voluta, ma credo sempre meno dura di quella amicizia con l'umano che lo faceva essere pelle e ossa.

Non so se ho fatto male, ma ho pensato al cane ed al mio modo di vedere il suo bene, un animale prima o poi trova il modo di trovare cibo, spero...

Rimane un ricordo, un aria strana che mi è rimasta attaccata addosso, ai vestiti, all'anima, come il fumo del camino ai capelli ed ai vestiti.

Rimane un posto che nel silenzio mi ha dato QSO fatti in CW, ed il CW si sposa col posto, a mio modo di vedere; mi ha dato la vista verso quello che credo sia il mare, all'orizzonte, il Tirreno; mi ha dato il fruscio del vento ed il silenzio delle costruzioni ormai in rovina, dove gente ha trascorso inverni freddi ed estati assolate, nella continua paura di scoprire lanci di missili...nemici... quando loro, i nemici, probabilmente, facevano e provavano lo stesso sentimento, a migliaia di km di distanza, come sempre.



Rimano il ricordo di tutto e questo è quello che conta. Tornerò, credo, e spero di poter riascoltare quel silenzio.