mercoledì 2 maggio 2018

Pensieri sparsi (parte 1)



Di recente mi è capitato di avere contatti seppure informatici con uno dei “nomi” (purtroppo pochi rimasti) del radiantismo italiano: I2SG, Gianfranco Sabatini a proposito di un oggetto che credo abbia poco mercato e che invece io mi sono sbrigato a cercare di accaparrare perché possibile nucleo di una futura realizzazione. 
Non ho mai avuto la ventura (fortunato o meno non potrei mai dirlo) di conoscere di persona I2SG, ma lo conosco, indirettamente, perché per diversi anni abbiamo scritto articoli sulla medesima rivista (RKE).

Spesse volte ho saltato i suoi scritti quando riguardavano le frequenze elevate, argomento a cui si è dedicato proponendo invero una produzione sia teorico-progettuale, sia realmente pratica, notevole. Non che il mio fosse un atto di arrogante superbia, bensì esclusivamente derivato dal mio non interesse per la materia, in quanto sono nato radiantisticamente parlando nelle HF e pare che così ancora vada, dopo oltre 45 anni di Passione, quindi già i 50 MHz per me sono “frequenze elevate”...hi

Ma quel che mi colpì già tempo fa di ciò che scrive/va Gianfranco, erano la sua opinione ed il suo pensiero riguardo quella che è l’essenza dei radio-appassionati nostrani.


Cito e mi soffermo su un paio di frasi:

<< Coloro che impiegano apparecchiature moderne …., appartengono alla folta schiera di 'utenti' per un'attività di svago e divertimento, trovandosi all'ultimo anello di una catena di dipendenza tecnologica e ben lontani da attività di arricchimento culturale. >>
.
<< Riappropriarsi del ruolo ponendo al centro dell'attività radiantistica la propria persona per lo sviluppo ed accrescimento delle capacità intellettuali e manuali >>

(Lo scritto originale è disponibile qui)

Ecco, questo è il pensiero che da molto tempo vado esprimendo anche su queste povere pagine e che trovo pressoché disattese nell’ambiente nostrano, fatto per la gran parte di persone affascinate mentalmente ed essenzialmente da tutto ciò che è moderno ed attuale, ma assai poco dall’aspetto tecnico di ciò con cui hanno a che fare, quanto invece da quello dell’utilizzo (dopo quello dell’acquisto e del possesso).

Al di là del ribadire un pensiero personale, rileggere le parole di Gianfranco mi ha portato a pormi qualche domanda (vivere senza farsi domande e ritenendo solo di avere certezze o vivere bovinamente non lo considero tale, ma un mero soprav-vivere).

La questione che mi sono posto è stata la seguente.
Se un tecnico di esperienza come I2SG dice cose analoghe a quelle che penso io, eppure è persona che mai ha volto le spalle al progresso, alle nuove tecnologie come ai nuovi orizzonti del Radiantismo, vuol dire che non è affatto corretto vedere la questione come una mera contrapposizione fra due “mondi”: quello del tradizionale analogico-vintage-vacuum-simple homebrew” (mi si perdoni il finto neologismo) vs il moderno, frequenze elevate ed elevatissime, microonde per intenderci, con tutto l’annesso, il cosiddetto “futuro” per dirla con termine usato da Gianfranco stesso nelle sue pagine web

La questione è quella che lui cita credo sia ben sintetizzata citando ancora le sue parole:

<< ...oggi in un moderno apparato se per qualsivoglia ragione il sistema operativo è perso , non si è nemmeno in grado di accenderlo e se le chiavi soft risultano corrotte bisogna risalire sino alla sorgente
- sempre a scatola chiusa - senza avere la pur minima conoscenza o semplice percezione delle tecnologie e tecniche coinvolte. >>

<< Il radioamatore nei confronti delle apparecchiature moderne si trova quindi all'ultimo anello di una catena di dipendenza tecnologica : a lui è riconosciuta, de facto e solo in parte, una competenza : l'uso.
Il radioamatore quindi è gradualmente evoluto verso la figura di un 'utente' per un'attività di svago e divertimento e poiché la ragione d'essere dell'industria collegata esiste finché gli 'utenti' costituiscono un mercato sufficientemente vasto , questa si è ingegnata per offrire prodotti sempre più appetibili , sempre più automatizzati e 'user-friendly' per abbracciare mercati sempre più vasti. >>

<< Chi invece privilegia il fatto d'ottenere risultati col frutto del proprio lavoro e d'essere in grado in ogni momento di mettere mano all'attrezzatura che ha sul tavolo , tararla , fare opera di manutenzione e riparazione, eseguire confronti con competenza, modificarla o migliorarla, pone in altri valori la sua ragione d'essere OM. >>

Quindi la sostanza non sta nel moderno o meno, ma nel COME si vive ed affronta l’attività radiantistica, quale essenza se ne coglie e quale sostanza ne consegue nel personale esistere che un appassionato di Radio riceve da queste attività.

Quindi alla fine il nocciolo sta sempre là, (qui il discorso esula dal campo radio, e sfocia in quello assai più vasto dell’esistenza umana): quale è il senso di ciò che si vive e fa ? Quale senso dò IO STESSO alla mia esistenza, al mio agire, al mio essere, interagire con altri miei simili, al mio tempo, preso singolarmente istante dopo istante?

Posso sempre scegliere, se essere (seppure umile) attore, libero mentalmente, o perlomeno, abbastanza indipendente, oppure adagiarmi nel branco e nell’ovile, serenamente protetto dalla massa attorno a me e non stare al freddo ed allo scoperto, nella relativa solitudine del lupo.

Concludendo: nulla accade a caso, (Einstein diceva che Dio non gioca a dadi con l’uomo), questo incontro occasionale con questa Figura del nostrano radiantismo, è stata fonte di riflessione costruttiva e di accrescimento personale; mi ha aiutato a chiarire qualche domanda personale e al tempo stesso mi ha rinfocolato convinzioni che avvertivo radicate e ben certe, seppure forse non intendendo bene da dove essere derivassero, (ritenendomi solo un acido e un po’ asociale appartenente a razza in via di estinzione).

martedì 13 marzo 2018

Perché amo "un certo tipo" di Radio-apparecchi

 
...oppure "certi tipi di layout" insomma un certo modo di fare radio.
Per "fare" Radio si può intendere il costruirle e anche l'atto di utilizzarle: quindi "fare Radio" è tutto.
Intendo dire che sia un TNT Hartley , che siano radio a stato solido alla maniera di alla WA7MLH, insomma un "certo modo" di certo non tradizionale, forse anche non eccelso esteticamente, ma DIVERSO.
Questo modo mi piace, anzi, mi entusiasma, mi fa sentire meglio di sempre, meglio ancora di quando avevo 16 anni ed iniziavo, ma non sapevo come e cosa fare, potevo solo stare a guardare col naso attaccato alla vestrina del negozio "Alta Fedeltà" a Corso d'Italia, a Roma, proprietà di Alessandro federici, I0HF, e sognare.

Nelle mie fantasie di vita agreste, io sogno e voglio e desidero, la casa di tronchi, alla Thoreau in "Walden, vita nei boschi" non mi interessano le pareti bianche, lisce e pulite, ma la sostanza la "vita" per me vera, tangibile e forse ruvida. 
Ognuno di noi vuole una certa "sostanza", dalla vita e nella vita, ma non sempre ce se ne rende conto e ne siamo pienamente coscienti.

Quella SOSTANZA è quella che abbiamo dentro, nell'animo e nel cuore, insomma nel nostro profondo e cerchiamo di risuonare con quella esterna, che ci circonda.
La scatola della radio liscia e anche senza pulsanti di un SDR è quanto di meno umano e personale che possa esistere per una radio e per me. Esattamente come spiantare un umano dalla sua terra e mandarlo a lavorare altrove....costringelro a taglire se stesso dalle sue radici, con il miraggio delle migliori opportunità, dei soldi, del moderno, per..progresso (a tutti i costi, senza ragionare se veramente ne valga la pena).

Il frontale della radio con le manopole, fatto ed ideato DA ME, è quanto di più NOSTRO sia fattibile. Non solo realizzato materialmente, ma anche e soprattutto IDEATO, prima pensato e poi realizzato: a misura nostra. 
E' una estensione di noi stessi.
 

Importante non è quindi fare il contest, o i DX, bensì USARE il contest, ovvero quel che sia sia, per coronare un test, una prova, per dialogare con un altro umano, per arrivare a quel risultato che non è dire "ammazza quanto sono bravo a costruire, progettare, realizzareuna radio", bensì sapere e sentire "quanto è bello mettermi in contatto con un altro essere UMANO, specie se è anche affine a quel che sono io".
Per questo non serve una radio BELLA, ma una Radio NOSTRA, sentita, vissuta, lavorata, FATTA a nostra immagine.
Le manopole, gli strumenti di msura, l'occhio magggico, la scala di sintonia, TUTTO è parte di un tutto e a noi quel tutto serve per respirare e vivere, perché se no moriamo, dentro e ...fuori.
Un amico, tal I0KWY da non so quanti decenni ha una radio RTX costituita da una serie di scatolette cablate insieme, e messe sul suo tavolo. Con questa fa Radio, fa DX, vive la "sua Radio". Non si può dire "una bella radio", ma sono convinto che per lui sia "l'unica".

E' chiaro che il progresso esige e comanda:  stato solido, SDR, SMD, DDS, uP, e quanto ancora. Ma mai ci si sofferma a chiedersi se e quanto tutto ciò ci faccia stare bene, essere noi stessi, stare VERAMENTE BENE.
Discorsi stupidi ed inutili se si parla con gente che sa solo contare le QSL o i DX, ma discorsi che a mio parere hanno un senso se solo ci si ferma un attimo. Anche se poi per decidere che è troppo complesso complicarsi la vita e l'hobby.

Per me non è un hobby, è un parte della mia esistenza che mi porto con me stesso da oltre 40 anni e che è me stesso ed in cui io sono me stesso e che mi porterò nella tomba. Non vuol dire che mentre collego una stazione mi faccia mille seghe mentali, ma alle volte mi fermo e rifletto e mi faccio domande, convidisibili o meno, ma sono le mie personali.

E quindi la radio anche brutta, ma fatta da me è l'unica cosa che mi renda in equilibrio e le manopole ne fanno parte. Manopole che abbiano senso, non per regolare il tono dei bassi o degli acuti (ma credo che quelli si regolino solo attraverso dei menù....).
E per stare bene non mi serve collegare un  DX o piazzarmi in un contest a fare un QSO fatto bene, una chiacchierata con un altro essere umano.
Poche semplici cose.


« Lavoravo su un bel fianco di collina coperto di boschi di pini, attraverso i quali potevo scorgere il lago e un campicello aperto in mezzo ai boschi, dove crescevano pini e noci americane. Nel lago, il ghiaccio non s'era ancora disciolto, sebbene ci fossero spazi aperti, e tutto era di colore scuro e saturo d'acqua. Ci furono leggere tempeste di neve, i giorni in cui lavoravo in quei luoghi, ma quando, tornando a casa, uscivo di là e mi dirigevo verso la ferrovia, i gialli monticelli di sabbia si stendevano scintillanti nell'atmosfera un po' nebbiosa e le rotaie rilucevano nel sole primaverile, e allora io udivo l'allodola, il vanello e altri uccelli che erano già venuti a cominciare un altro anno con noi. Erano bei giorni di primavera, nei quali «l'inverno dell'umano scontento» si sgelava come la terra, e la vita — che fino allora aveva torpito — incominciava a risvegliarsi. » 
(H. D.  Thoreau - Walden ovvero vita nei boschi -)












giovedì 1 marzo 2018

Autocostruire (per me) è anche un po' un dovere morale ed etico

Non c'è niente da fare il gregge della massa viene guidato entro recinti in cui crede di star bene e quindi ci va dentro contento  e felice, ma non capisce che là si va a far lobomotizzare e castrare.
Progettare o anche solo copiare schemi altrui se proprio ci fa paura  la parola "progettare", oggi , è fattibile e avendo la pazienza e la volontà di cercare componenti e dritte, alla fine si fabbrica una radio come la vogliamo noi e per le nostre esigenze.
Questo lavoro ha come "valore aggiunto", l'esercizio della intelligenza, della mente, dell'inventiva, insomma esercizio mentale che fa solo bene;  poi c'è la soddisfazione di collegare qualcuno con qualcosa di fatto da noi.

MA NON E' L'UNICA COSA IMPORTANTE.

Oggi tutti parlano di "sostenibilità" e di "consapevolezza", ma poi quanti realmente riescono a fare anche solo qualcosina per questi due fini?
La Radio non è fuori dalla politica e dalla vita qutidiana e sociale, a meno che non crediamo alla favola che questo ambiente sia fatto di gnomi e fate e che siamo tutti belli e bravi. 
Macché: basta leggere annunci sul sito italiano di presunto riferimento, dove dei mentecatti chiedono prezzi che sono un insulto all'intelligenza, per apparati di 40 anni, ma "pari al nuovo". Oppure le Riviste tutte sono pregne di pagine di pubblicità per cui fare l'OM oggi è sinonimo di comprare.
Inoltre, per noi Italiani, c'è una situazione tale che stiamo vivendo sulla nostra pelle lo spellamento del nostro tessuto, tutto: Stato ed infrastrutture, stato sociale, e industria, i beni sono espropriati e venduti o s-venduti da politici venduti al denaro e gratifiche che non ci è dato sapere, ma che vendono ciò che in 30 anni circa, dopo la Guerra, era stato costruito e realizzato dai nostri padri, dopo la rovina della Guerra Mondiale.
Essere Radioamatore non vuol dire essere un demente che vive altrove, bensì essere un fortunato che vive purtroppo in questi tempi, ma ha anche una Passione a cui chiedere consolazione e una via di fuga, ogni tanto, da una realtà di certo non rosea, e...anche un modo dove esercitare quel che la coscienza (se ne ha ancora) gli suggerisce.

Comprare, essere un mero e banale consumatore è come essere una bestia da macello, andare al macello contento e illuso di essere esente da..., è lasciare ai figli un mondo in cui la merda dei rifiuti cresce a dismisura e nessuno si crea il problema, di dirsi "ma IO cosa faccio?".
Ci basta che il nostro Comune, cioè chi ci "dirige"...ci molli la "differenziata" e tacitiamo la coscienza.
Ma poi? Che altro si fa? Si continua come nella Roma Imperiale con gli eserciti del Nord alle porte, illudendosi di farla franca, bevendo e brindando o affogando nel sesso.
Il conto arriverà prima o poi e se non a noi a chi ci segue: la coscienza è ancora a posto? Facciamo figli e li mandiamo al macello, o peggio alla rovina?

Non voglio scrivere un trattato perché non è questa la sede, ma dire che anche nell'essere Radioamatore posso fare piccole e banali cose che vadano controcorrente; e se poi vengo ritenuto solo un brontolone, lo scrivo chiaro "STI-CAZZI", faccio i conti con la mia coscienza e non con l'opinione degli altri su di me, meglio brontolone che prova a fare qualcosa piuttosto che silente ed allineato imbecille (sempre parlando di me stesso, poi ognuno si guarda al proprio specchio).

Autocostruire vuol dire togliere il mio contributo a quel filo che lega i consumatori al mondo della produzione di apparecchiature belle, tutte simili fra loro, e di fatto molto omologhe e che come prestazioni non è che poi siano apprezzate realmente. Togliendo la possibilità di variare i toni della modulazione, la possibilità di gestire filtri digitali, alla fine i nostri apparati devono fare i conti con il noise di banda che ora è anche maggiore rispetto a tanti anni fa e quindi digitale o meno, il RX deve avere a che fare con problemi endemici delle frequenze su cui andiamo ad operare, il digitale non le risolve.  
Se andassimo a ricevere o trasmettere fuori dalle fettine di frequenza assegnate agli Ham, troveremmo molto meno noise, perché non c'è quella bagarre normale che è fatta di DX, petulanti richiedenti il QSO-DX, contest & c. varia. se andate a fare ascolto ad esempio su 5.5 MHz il noise è ben diverso che a 7.025 MHz, in quanto c'è meno casino. 
Un ricevitore regen funziona esattamente come una superhet, se ben realizzato e dotato di preselettore, forse anche meglio, ha meno noise intrinseco!
Questo per fare un esempio banale, ma reale.

Allora anche sui 7 MHz, in banda, ieri sera con 4W o poco più, ho fatto 15' di chat con una stazione DL, su mia chiamata...raccontandoci diverse cosette, eppure avevo un TX banalmente fatto di tre stadi a transistor e un ricevitore col Q Multiplier e le 6SK7 come amplificatrici di IF.
Autocostruire significa non aiutare il sistema che vuol farmi credere che se ho l'ultimo RTX vado meglio, sgnifica valorizzare ciò che ho e ciò che posso fare io, significa valorizzare l'individuo umano che sono IO. 
Il Vintage consiste  spesso nell' accumulare apparati, metterli lì per sentirsi belli e bravi per il mero fatto di "possedere", e non è sempre amore per certe cose. Sono piuttosto rari i casi di coloro che "amano" le loro Radio per motivi i più disparati possibili: siamo spesso narcisisti che vogliono solo apparire, mostrare. E quindi costruire, per il mio piccolo iniquo e banale mondo personale, è l'unica via, l'unica maniera che mi consente di avere una coerenza di ciò che faccio  con ciò che sento e provo nel cuore e nell'animo.

Ho famiglia, ho un lavoro e non vivo di Radio, ci ho messo oltre UN mese a fare prototipo e bella copia del TX per tirare fuori 4/5 W out, ma ci sono riuscito e non ho avuto bisogno di pagare un kit. Ho fatto errori, ho passato del tempo anche frustrato da risultati non subito pari alle necessità o alle aspettative, ma l'ho fatto e non perché sia un igegnere, ma perché amo la Radio, questa Radio!

Si può fare, se si vuole. Se no ci si continua a raccontare cazzate sui motivi per cui OGGI non si può. Ma sono solo scemate, sarebbe molto più onesto dire "non mi va". Ma la sincerità è difficile, specie con se stessi, lo so bene. Ne sono una grande vittima.


giovedì 22 febbraio 2018

Che senso ha essere sempre all'avanguardia



Prendo lo spunto da un episodio di qui sono stato testimone e di cui in parte ne ho subito le conseguenze. 
Per sfuggire alla morsa quasi inevitavile del "moderno ed attuale ad ogni costo", di fatto si è chiuso uno spazio di discussione fra pochi amici, che aveva il pregio di consentirci di dialogare di tecnica, se volevamo in tempo reale, ma anche di assistere semplicemente ed apprendere dal mero ascolto. 
Il tutto perché il vero animatore, l'anima e il motore reale del tutto, è andato un po' in crisi dopo essersi reso conto di certe realtà da cui siamo circondati e da cui di fatto non è veramente possibile sfuggire: l'onnipresenza del digitale, dell'informatica e quant'altro il mondo attuale ci "offra" come specchietto delle allodole, e che in realtà serve a costruire lentamente, ma gradualmente, una sorta di gabbia dorata in cui farci esistere/sopravvivere per svolgere la nostra funzione di moderni schiavi: lavorare, consumare, spendere, ma non dare fatsidio.

Questo passa per vari stadi o vari scenari: ad esempio la vaccinazione obbligatoria dei figli: se non li vaccini sei TU pericoloso! Assurdo, se io non mi vaccino sono IO a rischio di ammalarmi e non tu che sei vaccinato: ma non lo dice nessuno!
Altro scenario: la connessione continua e ad oltranza sempre e ovunque: di fatto siamo controllabili fin nelle nostre abitudini personali, ed al bisogno orientabili dove la "corrente di pensiero" decide/rà.

Per far ciò tutto è utile, ma soprattutto mettere a disposizione GRATUITAMENTE (quindi appetibile all'umano medio) una serie di strumenti: Facebook, What'sUp, ecc.ecc (ma possiamo aggiungere, email, connessioni nei luoghi pubblici, memorizzazione dei dati, tipo Dropbox, ecc. ecc. ecc.)
Questo porta al rincoglionimento collettivo, alla atrofizzazione del cervello ed alla perdita di capacità di discernimento e quindi di ragionamento, ergo alla possibilità di essere addomesticati meglio. 
Se il tutto migliora (dal punto di vista della perversione) nel tempo, tra 20/30 anni avremo gente che non vota, ma compra quel che gli si dice di comprare, spende dove altri decidono, e lavora fino alla morte. 
E questo anche negli hobbies.

Tant'è che oramai assemblare un kit è normalmente considerato AUTOCOSTRUIRE. Ma d'altra parte in una società in cui chi raccoglie monnezza viene appellato come operatore ecologico, che non so cosa ci azzecchi con l'Ecologia, possiamo anche considerare che l' ASSEMBLARE un kit venga denominato autocostruzione.
Anche se AUTO-COSTRUIRE non vuol dire ASSEMBLARE, bensì costruire in autonomia e possibilmente anche sperimentando le soluzioni circuitali. Assemblare è, invece, mettere insieme, componenti messi in uno o più sacchetti da altri, su un circuito progettato da altri.

Anche usare un DDS gradualmente ci porta a perdere parte della nostra autonomia. Un DDS non è progettabile da parte di chiunque, non si può sperimentare così tranquillamente, si deve sapere di software, di programmazione di uP. 
Un VFO non comporta ciò.
Ma gradualmente il DDS è diventato il moderno VFO.

E così via.

E quindi ascolto di gente che pensa di fare QRP perché mette un PC a fare i QSO per lui, ma usa pochi W.
Che cretinata: il QRP è tutt'altro! Ma ormai si gioca sul doppio senso di parole e concetti e la maggioranza si beve tutto bovinamente, e guai a dirglielo, si offendono e passi tu da "strano" e se lo dici, sei quello che brontola o forse dà anche un po' fastidio. Questi  hanno famiglia, lavori e tante altre cose da fare, mica possono "perdere tempo" a sperimentare, però fanno i radioamatori, non sia mai gli dici che sono UTENTI!


E noi... ci siamo giocati quello spazio dove tranquillamente si discuteva di soluzioni che potevano essere digitali come NON, di Radiotecnica come di hardware. Perché il tutto poteva essere invadente, o meglio: invasivo. Ed ora una email ogni tanto, senza calcolare che per email non è lo stesso. Tanto vale staccare telefoni o luce elettrica, le candele sono più romantiche e non si rischia di stare davanti alla TV....

Credo che questo dovremmo fare invece: coltivare l'intelligenza, imparare e sforzarci di essre NOI i guidatori dei moderni strumenti, ed essere consapevoli che questi possono, ripeto POSSONO diventare loro i padroni, MA solo se IO glielo consento!
Ma tutto ciò comporta fatica, esattamente come progettare un banale DC receiver, trovando soluzioni hardware e i componenti, provadoli e facendo esperimenti: fatica e tempo! 
Ma l'umano da Dio o da chi si vuol credere, ha avuto questo dono/dovere: comportarsi da umano da essere intelligente, che usa dell'intelletto e del cuore e ne fa buon uso, esattamente come i talenti messi a tesoro dal servo fedele e saggio. Non dobbiamo sotterare i talenti e tenerli buoni per restituirli al padrone quando ce ne chiederà conto, ma farli fruttare e per far ciò si corrono rischi, si fa fatica, si suda.

Ma così va il mondo e quindi si accetta, si sopporta, esattamente come quando cade la pioggia. Quando queste cose accadono: si osserva, bonariamente, si vuol bene ai soggetti che fanno tali alzate di cresta e saggiamente, si continua a fare, saldare, progettare, condividendo in modo intelligente, cercando di discernere il modo meno sbagliato, facendo errori, umanamente, ma cercando di crescere ed onorare i doni/talenti.
Lasciando al tempo il compito di far capire e addolcire e limare spigoli e rugosità e sperando nella saggezza che torni. Sperando che prima o poi i soggetti imparino anche ad ascoltare.

Altrimenti?    
Si accenderà la candela, tanto è romantica e fa luce,; ci penseranno altri a reinventare la ruota e la lampadina e noi moriremo illusi di avere fermato il mondo.

(un DDS ogni tanto non fa male, è il credere che SOLO il DDS sia un VFO che è cretino ed è da cretini...)


 

domenica 11 febbraio 2018

Idee di aucostruzione e non di kit

Nulla di polemico, solo sincerità e franchezza: a me i kit fanno venire l'itterizia! 
(specie quando sento parlare di kit a oltranza).
E quando vengono spacciati come autocostruzione, mentre dovrebbero essere un ponte VERSO l'autocostruzione, un ausilio. 
Invece oggi viene dichiarato e considerato un kit come prodotto "homemade". 
L'Elecraft è stata una grande responsabile di ciò, vendendo (e quindi guadagnandoci sopra) il K2: un RTX direi mitico, e spacciato come "autocostruito". 
Ma si sa, l'onestà intellettuale pecca a molti e essere sinceri con se stessi è difficile: io ho posseduto e goduto del possesso e dell'uso dell'Elecraft K2, ma non mi sono mai sentito minimamente orgoglioso di averlo realizzato da me stesso, anzi, alla fine l'ho dato via proprio per quello. 
Ma si sa, io ragiono a modo mio, di certo non in modo consumistico.

Però, ora mi è venuta voglia di vedere quali sarebbero i problemi, i tempi per uno che lavora ed ha famiglia e quindi non vive di radio (per certi questo basta a giustificare l'acquisto del kit, ma si è già detto...) e le difficoltà di realizzare un semplice apparato QRP in CW da usare in /p, magari in montagna o in qualche bosco, a mo' di spyradio.
Poi l'appetito vien mangiando e le letture hanno il loro peso "depravante": G0KJK scrive che lui DA CASA opera cion 2 W e un'antenna lunga circa 3 metri, tesa sul muro, fra un paio di quadri del salotto...e un RX regen, e quindi piano piano le cose si evolvono ed uno sogna.

Per rimanere, per ora, al tema di inizio, ho deciso di realizzare un RTX fatto di un RX ed un TX separati, e messin coppia, in passo cioè; quindi un RTX fittizio, (come facevano molti apparati spy, appunto, tempo fa), a stato solido e con poca potenza. Purtroppo la difficoltà sta nel volerlo fare  multibanda e le complicazioni aumentano, ma per ora mi limito ad un funzionamento che vada bene (con debiti aggiustaggi e compromessi) tra 3 e 10 MHz, ma mi accontenterei anche dei soli 3-7 MHz con intento di migliorare in futuro.

Quindi: 
RX a conversione diretta, basato su NE602 che non ho mai usato a tale scopo, ma soltantoo come rivelatore a prodotto in un RX che era il clone dell'Elecraft K2 tanti anni fa. 
La BF non in cuffia (odio DOVER ricevere per forza in cuffia o con auricolare, se voglio riposare le orecchie voglio poter avere a disposizione anche, eventualmente, un altoparlante, pur se  piccolo, ma non attaccato al padiglione auricolare)
TX di bassa potenza da 2 a 5 W max, CW only con 3 stadi massimi e funzionamento a xtal o VXO (in seguito).
Nessun keyer, nessuna sintonia digitale (il quarzo non ne ha bisogno), nessun DDS, nessun AGC, al massimo un circuito T/R switch attivato dalla chiusura del contatto del key. 
PORTATILE, ma usabile anche da fisso, su un tavolo.


L'idea e lo schema del progetto della parte RX è stata proposta su un forum dove ci sono potenziali oltre 300 utenti dediti al QRP ed all'attività in /p. 
Le risposte sono state di pochissimi, la maggior parte o aspetta o pensa al kit o non prevede questo aspetto nella sua attività amatoriale, l'apparato lo compra e lo sua bell'e fatto.
Ma si sa, il G QRP Club fatto di vecchi e giovani è un club del pianeta  Marte non della terra. 
Noi italici siamo gli eredi dei Romani, che conquistarono il mondo, peccato che di quel sangue manco una goccia ne è sopravvissuta. Così pare. 
Però ci si affanna a capire ed usare l'FT8 (che all'inizio credevo fosse un nuovo RX della Yaesu, visto che era un "FT...")


Il TX ora funziona e metterne a punto il prototipo mi ha dato modo di verificare alcune cosette utili. Il bello è che con due amici usiamo la tecnologia (What's Up) non per concordare QSO, ma per discutere, QRL permettendo, proprio di 'sta roba, insomma di AUTOCOSTRUZIONE, visto che sui forum dedicati o ci sono i polemici, o gli attivatori che si scocciano per chi usa il saldatore, o non c'è anima viva.

Allora tre stadi: oscillatore con 2N3553, driver con 2N3866 e finale con un 2SC.... finale CB da 5 W medi.
La cosa MOLTO INTERESSANTE è che l'oscillatore con questo tipo di componente attivo riesce ad oscillare con TUTTI i tipi di xtal più diffusi in giro: HC25, HC6, FT243. Quest'ultimo tipo di quarzi è interessante perché permette di usare molte frequenze, di pensare ad eventuali moltiplicazioni di frequenza e di allargare le QRG usabili a seconda di ciò che abbiamo.
Questi quarzi, concepiti originariamente per uso con valvole, sono abbastanza "duri" e riuscire a farli andare bene anche a stato solido con potenze dignitose è interessante ed utile.
Ho sperimentato molti BJT specie nel  circuito oscillatore, il BFY51 era uno dei migliori, ma non riusciva a far andare i quarzi FT243 e quindi ho scelto alla fine il 2N3553.
In questo momento il circuito è solo un prototipo e quindi non in bella copia, come evidente dalla foto, ma per sperimentare le modifiche e le prove sono d'obbligo. Ora lo schema è assodato e stabile, le polarizzazioni varie sono direi ottimali e quindi il prossimo passo sarà la bella copia messa anche in contenitore di legno per /p.

Attualmente ottengo circa 2,2 W a 12 V di alimentazione e circa 3,4 W con 15 V di Vcc a 7 MHz.


La cosa che ho scelto di fare è oscillatore e drive NON sintonizzati per poterli usare appunto da 3 a 10 MHz senza commutazioni e accettando le differenti prestazioni. Il PA non usa pi-greco ma un circuito LC tunable (che quindi adatta l'antenna al PA stesso oltre che filtrare il segnale) e la pulizia dell'uscita pare buona. 
Non ho usato analizzatore di spettro, ma di sicuro la sinusoide all'oscilloscopio è dignitosa.

La cosa è stata molto interessante, per le prove, per ciò che si impara via via e l'esperienza che se ne ricava. Questo il bello.

La famiglia è sopravvissuta, ho anche visto la TV alla sera e il lavoro non mi ha richiesto ferie: quindi...se po' fa'....

Ognuno poi decide come vivere e di cosa vivere, ma di certo la soddisfazione di far fare QSO al PC al posto nostro, di fare ascoltare segnali bassi sempre a PC non sarà mai comparabile a quella magra che si prova vedendo ed emettendo un segnale di un circuito fatto da noi.

Eh.....sono strano io :(


Ma felice.




domenica 4 febbraio 2018

sono un marziano




Alle volte mi chiedo se sia la vecchiaia, ma poi ripenso ad un mio amico, OM anche lui, che ha ben 15 anni meno di me, quindi non è questione di vecchiaia, ma di testa....
...per fortuna....

Anche io ho amato e fatto contest, per fare tanti QSO, per avere tante QSL, per fare tanti americani..ecc. per sentirmi parte del gruppo! Lo dico e lo ammetto, ero un ragazzo, un imberbe ragazzino che doveva farsi le ossa.
Anche io ho accumulato attivazioni nel Sota indetto allora da Arnaldo IK2NBU, una persona che ebbe la lungimiranza e l'intelligenza di capire il tempo e l'opportunità di indire un qualcosa che avrebbe raggruppato tanti amici, tanti OM, tanti insomma..ad attivare, costruire, FARE e ANDARE per monti.

Ma era il 2002/2003 credo, insomma 15 anni fa!
Poi arrivò l'FT817 che fu una rivoluzione, sorpassò di corsa l'IC706 e fu una sorta di MUST, nel settore.
Non so e non posso dire che le saldature diminuirono per colpa dell'FT817, ma di fatto cominciarono a diminuire.
Prima c'era gente come Attilio I1BAY che malgrado il suo K1 costruiva antenne, ATU, sistemi di alimentazione fotovoltaici, insomma FACEVA.  
Adesso solo qualche kit e qualche bocchettone. 
Ora si comprano i dipoli. I DIPOLI VENGONO ACQUISTATI, e nessuno dice che è una porcheria, che è un vendere il c..lo al commercio. No non si deve dire, questo è il progresso. In cui la gente non fa un c....zo e compra, spende, alimenta il PIL e vegeta, bovinamente.

Mi son permesso di pubblicare una intervista ad un tal G0KJK, in cui lui dice che con una frazione dei soldi di un RTX commerciale SI PUO' fare attività Ham e non a livello di UN QSO ongi anno, ma chat e QSO giornalieri, purché si abbia la pazienza, di ascoltare, di attendere, di SAPER STARE ALLA RADIO.

UNO che fosse UNO avesse risposto e capito. Non credo di essere più intelligente di altri, anzi, credo che ci sia molta gente molto più sveglia, ma capire un discorso semplice fatto di parole semplici e di FATTI non mi pare necessiti di Einstein: G0KJK parla del SUO risultato, della SUA attività in Radio, non di parole.
NON UNO di 300 lettori di un certo forum!

Allora mi sento un marziano, perché per me quel discorso è semplice e chiaro. Poi posso decidere se seguirlo o meno. 

In Sardegna, il Sardinia QRP Club, se non sbaglio, anni fa decise di far montare una serie di KIT del Pixie da dei novices e fu un successo. Il PIXIE un RTX fatto di 20 componenti!
Parliamo di una nostra regione, non dell'Arkansas o della Mongolia o del Perù!

Invece nella rubrica QRP del sito che molti considerano "il riferimento", c'è solo gente che va ad attivare, monti vari, con apparati COMPRATI. Ovvero gente che dice che ha preso l'ultimo kit cinese.
Non si ha più la pazienza di raccogliere i pezzi e saldarli: c'è il lavoro, c'è la famiglia, c'è che non ti va di fare un c... caro amico e ti nascondi dietro a mucchi di idiote scuse. 
Quando solo 60/70 anni fa si dovevano quasi costruire i variabili da soli e magari impiegavano un anno per farsi un RX o un TX erano marziani?
E non avevano moglie e figli e non lavoravano? Allora DOVEVANO anche superare l'esame del CW e tu ora manco quello fai, perché è più semplice attaccare un RTX al PC e fargli fare le cose da solo.

Ora chiamo  il vicino e  gli chiedo se tr....a la mia XYL e poi mi sento strafico perché sono un trombone.

Identico!

Che pena che facciamo.
Peccato che a 3000 km di dustanza, in UK, ci sia non uno o dieci, ma diverse centinaia di OM che capiscono queste idee così banalmente stupide, e pur avendo in casa apparati comprati, SANNO SALDARE; pur non potendo mettere le antenne che abbiamo noi che di regole non ne rispettiamo una, fanno QSO anche DX anche con 2 W; anche lavorando e dovendo mantenere mogli e figli e dovendo essere attenti al QRL riescono a saldare e stare in Radio. Non è Marte, non è la costellazione dell'Acquario, è la normale e semplice Inghilterra.

Ma noi siamo quelli fichi, noi siamo gli eredi dei Romani, noi siamo quelli colonizzati dalla mentalità americana del compra e hai tutto e subito, la radio come le donne, lo sport come l'amore.

E si sentono radioamatori! 
(censura!)

martedì 16 gennaio 2018

Kit, autocostruzione, quello che non si potrebbe dire...


Ho un amico OM: Hans Summers, G0UPL
Hans è un OM (figlio di OM) che ha deciso di uscire in aria usando  SOLTANTO apparati costruiti da lui, con le sue mani
Ci siamo conosciuti circa un vent'anni fa, quando si facevano i primi esperimenti sui 10 MHz in QRSS, una trentina di stazione europee ed una decina tra USA e VK/ZL (i Knightsqrss!), inscatolate in pochi Hz, letteralmente, con segnali di trasmettitori sui 20/40 mW (chi era potente aveva 100/200 mW!) e modulate in AFSK, con spaziatura di qualche Hz l'una dall'altra. Era tutto homemade e si usava componentistica pressoché discreta, e si affacciavano i primi PIC (il 16F84), era una epopea eroica, pionieristica direi.
Hans a quel tempo lavorava in borsa a Londra, ed era anche benestante (un amico OM romano lo andò a trovare a Londra e lui...girava in Ferrari), eppure se vediamo il suo shack non figura UN apparato commerciale ed UN apparato da migliaia di sterline, eppure per lui non sarebbe stato alcun problema acquistarne più d'uno.
La stessa strumentazione da lui usata è di tipo quasi artigianale, e per questo lo ammiro e lo rispetto moltissimo, per me un esempio di coerenza e di fedeltà a certi principi scritti da lui stesso per se stesso.

Di recente ci siamo risentiti viaemail e mi ha raccontato che è riuscito a lasciare il lavoro bancario e dipendente e ora si può permettere di fare solo quello che gli piace, che lo appassiona: gestire la QRP-LABS, da lui fondata e lavorare con i radioamatori.


Non ho nulla da dire sulla QRP-LABS, ritengo che svolga un lavoro egregio e soprattutto onesto, i suoi prezzi sono competitivi coi cinesi ma la qualità è assai superiore, ed il successo che ha, se lo è meritato tutto. Credo derivi dal fatto che Hans non lucra come molti su quel che fa e vende, credo che derivi dall'Ham Spirit di Hans e questa è una fortuna per tutti.


Il kit un tempo, ai tempi d'oro, quando uscì fuori, ad esempio la Heathkit americana, ovvero la Kanga americana e inglese, per fare due nomi che sono due miti, i kit erano visti come ausilio per chi iniziava ad affacciarsi al mondo della RF e dell'elettronica (tant'è che in Italia si ebbe la rivista Nuova Elettronica che fece epoca). 
Il kit era la rampa di lancio per fare qualcosa che volevamo essere sicuri funzionasse (beh insomma, quasi sicuri...) e per avere i componenti necessari, senza impazzire a cercarli, quando non si sapeva, forse, neanche dove o come cercarli e trovarli.
Era un ausilio, appunto. 
Io stesso quando ero CB, attorno al 1970, acquistai un kit di NE, che prometteva un VFO per i circuiti dei TX a quarzi. Ovviamente non sapevo nemmeno saldare bene e non funzionò, ma di certo non mi sentivo un autocostruttore.

In seguito ho anche collaborato molto con la Rivista Radio Kit Elettronica,  per la quale ho realizzato diversi circuiti da cui sono stati ricavati, poi, dei kit. L'intento era quello di aiutare chi iniziava e di propagandare il QRP.
Appunto, non si trattava di autocostruire, bensì di ASSEMBLARE, sfruttando un ausilio.


Lentamente la tecnologia è andata molto avanti ed è arrivata la SMT che ha reso molto difficile autocostruire, specie nel senso classico; inoltre è arrivata la pletora di componenti programmabili, tagliando di fatto fuori, chi era di cultura e formazione analogica o non attrezzato, sia psicologicamente, sia anche dal punto di vista hardware, dal costruire in proprio certe apparecchiature.
Tutto è diventato molto più piccolo e sofisticato e l'amatore medio si è sentito pian piano, incapace, si, ho scritto  INCAPACE anche solo di pensare a fare, sia di pensare a fare, sia anche solo di pensare.
L'amatore medio ha lentamente ma progressivamente demandato ad altri il compito di fare per lui , riservandosi solo quello di "operare", ed utilizzare. 

In sostanza da attivo a passivo.

Ma dentro, alcuni avvertono questa contraddizione, o almeno, qualche remora si avverte. 
Ed allora sono state inventate delle belle motivazioni addotte a giustificare questo stato mentale: la mancanza di tempo, il lavoro, la famiglia, i componenti introvabili, la mancanza di strumentazione, la mancanza di posto fisico in casa, ed altre che ora non mi sovvengono.
Tolti casi in cui qualcosa del genere è reale, il resto è strumentale al commercio!

Nel periodo in cui l'attività radio-amatoriale nasce e si sviluppa, cioè dagli anni precedenti alla WWII a quelli diciamo attorno al 2000, quindi circa una sessantina di anni, la gente ha sempre lavorato, avuto figli (spesso più di uno), avuto quindi poco tempo, e anche poco spazio e pochi soldi, ripeto POCHI SOLDI!! 
I componenti si dovevano andare a comprare fisicamente al negozio che a meno di qualche rara eccezione (a Roma avevamo Radio Argentina, mitico con le resistenze Allen Bradley & c. e pochi altri), si potevano forse trovare per corrispondenza (il grande Vittorio Bruni I0VBR, fece qualcosa di gigantesco vendendo per corrispondenza anche pacchi regalo, cosa che fa ancora anche se ormai molto poco ahinoi), e ricordo a questo proposito, il Pizzirani I4PZP di Bologna o pochi altri.
Personalmente non ho mai lavorato a tempo pieno alla Radio, ho lavorato e spesso dell'elettronica a sera, al ritorno a casa, ne avevo fin sopra i capelli, quando vivevo in mezzo a strumentazione che faceva apparire il mio tavolo come una cosa penosa e da disdegnare. 
Eppure ho sempre costruito e cercato componenti, raspato qui e là smontando, addirittura prendendo dal secchione della spazzatura...
Il mio alimentatore di laboratorio tuttora in perfetta efficienza, ha un trasformatore ricavato da un TV preso in strada!
Ora chi farebbe più una cosa del genere?
Ora con l'amico Cris IZ3CQI e pochi altri, compriamo quelli che per tanti sono solo ferrivecchi: BC221, vecchi FT vari, SWAN dismessi o arrugginiti o altro ancor più vecchio per...smontarne componenti introvabili o costosi se presi su ebay. 
Abbiamo scatole di scarpe di ferraglia rimediata così, eppure costruiamo, eccome!
Per noi quella "ferraglia" è preziosa più di diamanti!

E' chiaro che il mercato è cambiato: dall'avvento dei PC negozi appunto a Roma a cui accedevamo per trovare anche UNA SOLA resistenza, hanno smesso di vendere componentistica al minuto, ma si trova il modo di rimediare, SE SI VUOLE, se si ha PASSIONE
Per fare solo un esempio Arnaldo, IK2NBU che ha realizzato una stazione fully homemade, mi pare abbia impiegato mesi se non qualche anno, ma lo ha fatto!... eppure credo che non viva di rendita...ma lo ha fatto!

Quello a cui ci si è abituati oggi è volere TUTTO E SUBITO e a non riuscire ad aspettare, a pazientare per cercare i componenti. Parlo in generale ovviamente.

Vedo fare ciò solo o essenzialmente a chi ricostruisce apparati d'epoca, come ad esempio il Paraset: gente che arriva a cercare i componenti originali o fabbricarne di analoghi, ma di stessa fattezza; ma per il resto, è più facile, scrivere un email e con PayPal, pagare e aspettare, e se arriva da USA o Cina massimo un 30 gg, ma alla fine si ha tutto lì, bello pronto, anche il PCB professionale, solo da saldare (spesso gli smd sono presaldati!).
Io questo l'ho fatto per LC-meter della AADE quando c'era, uno strumento di misura, ma non per un TX o un RX. 
Non riesco a concepirlo.
Riesco a capire il fare qualcosa con le mie mani, in cui dentro, uno stadio (che so, un filtro, se proprio insistiamo il VFO....? mah.....avrei qualche dubbio, ma io sono talebano su questo.. sono eccessivo lo so) sia fatto con un kit;  ma l'apparecchio lo faccio io, i pezzi li rimedio io, la strada per realizzarlo me la percorro giorno dopo giorno con i successi e gli insuccessi, le prove non sempre positive, ma con l'esperienza che ne deriva e la crescita che ne ricavo!

E' ovvio DEVO ASPETTARE, SERVE TEMPO, nel frattempo potrei morire e mi perderei il kit già pronto, da saldare.
Esattamente come fare una torta impastando a mano il tutto e dosando i vari ingredienti (rischiando di sbagliare) o comprando la "scatola di montaggio" della Cammeo....
Ma nel secondo caso non so fare una torta, la assemblo e la cuocio.

Sono d'accordo, sento già chi si incazza e dice che sono arrogante e che c...ne so dei problemi che lui ha di tempo, lavoro ecc. 
Lo so, ognuno ha le sue motivazioni e situazioni, lo so bene e non condanno nessuno. 
Ognuno è libero di fare come vuole, anche comprare una radio già fatta in fabbrica da altri, o assemblarla, ad esempio prendendo un kit della Elecraft, o dei pezzi preassemblati della medesima, nel caso del KX3, ma non si parla di AUTOCOSTRUZIONE bensì di ASSEMBLAGGIO.

In una fabbrica c'è il settore progetto e quello di ASSEMBLAGGIO, chi assembla non progetta, mette insieme lo fa benissimo, ma chi progetta è altri.


Ho scalato per anni, dall'età di 20 ai 50 circa. 
In montagna ovunque: sulle Alpi tutte dal M. Bianco alle Dolomiti, dall'Europa agli USA al Perù. Non ho mai usato la guida. 
Ho sempre dovuto cercare il percorso, la via in parete, e la discesa, per tornare sano a casa. 
Un amico ha arrampicato molto più di me (pagando e salato!), ha fatto anche vie che io non sono riuscito a fare, tipo lo Spigolo Giallo alla Piccola delle Lavaredo, ma lui non saprebbe tornare giù da solo. Siamo tornati a ripetere una via di IV e V con lui, non ricordo bene dove, in Dolomiti e lui non rcordava nulla: dovemmo cercare noi la strada, e per fortuna avevamo un foglio con la relazione e l'esperienza di anni ed anni mia, e lo portai a valle sano e salvo.
Io sapevo arrampicare, magari non facevo vie di VI+, magari arrivavo solo al V+, ma arrampicavo e se arrivava il temporale sapevo cosa fare e come comportarmi e ho goduto letteralmente ogni metro di parete da me scalata in montagna.

Sapere cosa poter  fare e cosa non si può, è, credo, atto di intelletto e di umiltà. Ma pretendere di passare qualcosa per quello che non è è arroganza!

Nella radio nessuno è obbligato a saldare, ma non mi si venga a sdoganare un kit per autocostruzione: è assemblare un insieme di pezzi, progettato da altri! STOP! Ora che sia altrettanto onorevole e che sia una soluzione nessuno lo vuol mettere in dubbio, ma non è affatto la medesima cosa
Scalare una via di roccia con la guida o farlo da soli è completamente differente!

Il problema è che si deve vendere, si deve convincere la gente a comprare e la gente pecora, segue e si fa plagiare, si fa convincere che non può. Ci si fa convincere che il sesso virtuale è come il sesso reale! Che altra puttanata in più vogliamo?

E allora chi assembla un kit deve potersi sentire un autocostruttore, poi se non sa perché due resistenze fanno una partizione, beh...poco importa.

Meglio chi prende uno schema e lo copia e cerca di capire il perché.

Ma questo è solo il mio povero e umnile modo di pensare,che non cambierò mai, mi spiace.