venerdì 26 ottobre 2018

Dummy load QRPp Wattmeter

Ne avevo realizzato uno tanti anni fa, ai primordi del QRP, forse versom il 1978/9 o giù di lì, quando tutti ci siamo attrezzatti per misure a bassi livelli e quando impazzava questa "new deal" del QRP a tutti i costi.
Ma poi lo avevo perso nei vari traslochi e ne ero sprovvisto. 
Ora che mi ha preso questa voglia di QRPp ovvero come propagandato da quel simpatico pazzo di Oleg RX3G, di QRPx (fino a 100 mW) o addirittura QRPu (fino a 10 mW), mi necessitava un misuratore di potenza adeguato per avere la certezza dei livelli usati, e quindi ho provveduto alla bisogna e mi pare con un risultato accettabile.
Avevo trovato a suo tempo a prezzo di realizzo, due moduli misuratori di modulazione da Radiosurplus.it, con contentiori adeguati e un bello strumento ad ago che mi ripromettevo di utilizzare ed ora è arrivato il momento giusto.


Si tratta di uno strumento ben assodato in giro sul web, un carico da 50 Ohm ed un rivelatore di picco a RF che usa un diodo Shottky ed ha varie scale per permettere misure a vari livelli. Lo strumento apprezza fino ad 1 mW di potenza ed è più che sufficiente per i TX che ho in programma di realizzare e tarare. Lo strumento ad ago e non di tipo digitale permette le tarature anche se l'errore di parallasse affligge le letture. Ma nessuno necessita di lettura su livelli di 0,1 mW e quindi va benissimo per quel che serve a me, e la soddisfaizone di avere uno strumento ben fatto e di buon aspetto, homemamde, è e rimane unica: in barba ai tanti kit che di sicuro esistono come sempre.








Il contentiore è una fusione e c'è lo spazio necessario ed i fori frontali (ne avanza uno in effetti...) per mettere quel che serve: potenziometro di sensibilità, switch delle varie portate e BNC di ingresso e il tutto, una volta chiuso è abbastanza compatto e direi dignitoso, anche se nel mio caso, l'estetica è un sovrappiù.



Attualmente il carico è composto da tre resistori da 150 Ohm in parallelo e potenza di 1/2 W, ma ho già trovato su ebay un paio di Resistori da 100 Ohm 25 W, così di permettermi di usare questo strumento anche a livelli superiori di potenza.

In seguito ho in programma anche un SWR meter QRP sul modello WM2 della Oak Hill (venduto in kit a prezzo adeguato) e magari uno strumento più senisibile che fa uso dell'arcinoto AD 8307 di cui mi sono già procurato 5 esemplari sSMD.

Per ora mi godo questo. Ora la parola ad un TX da portare in giro nelle prossime escursioni seguendo l'esempio di Yuri UA1CEG.

 

martedì 18 settembre 2018

Something new: the old style of homebrewing

Sometime ago I discovered the WA7MLH website, a great web place for any homebrewer full of suggestions when you watch at every pic showed there.
As written in the "QSO today" Episode 177 page (devoted to WA7MLH): "...Jeff Damm, WA7MLH, designs and builds his own amateur radio receivers, transmitters, and transceivers using the ugly construction method based on the work of his amateur radio mentor and friend, Wes Hayward, W7ZOI...."
Sometimes I go to the W7ZOI webpages and to the WA7MLH pages in order to get some idea or some suggestion about homeconstructing or anything useful for my euiqpment to do, and every time I have something new for myself.

There are a lot of homebrewer on the web, and several of them are really fine in doing well done equipments with very fine boxes and very nice cosmetic.
Surely Jeff and Wes too take not care in cosmetis of their equipment, no label under the knobs, not often, and not always so fine that the homebrewed equipment seem something commercial.
No matter, important they are quite acceptable and well functioning: this is what I see wacthing the pics in their sites, and what I like of them. 
Two great homebrewers, to great designer, and a very deep pathos in their equipments, in ANY of them, and this is what I like and love.

I like to use woodden also in my homebuilding as I like wood, and also as wood remembers to me the wild life, the life in any object, and as wood is easy to work with, too.

So I decided  to do some RTX to use for my portable/mountain hiking walking with my  mountain dog: Camilla.
Some time to think about and to plan, sometime to watc at old SPRAT issues for idea and so a good compromise was born: a diode ring based DC receiver, and a simil-OXO TX. The xtal oscillator used for local oscillator in the receiver, as G3RJE, George Dobbs made in his RTX several years ago.


The prototype is functioning on 7 MHz now, but I need now the box and so a little piece of an old wood plate and two coppered PCB plates for front and rear covers, some holes and now the box is ready to accept the RTX. Next step to put inside all the pcb (Manhattan style of course) and test it, in lab and then in some walk route.





Conclusion for this step: what amusing time in doing these simple things, what a great Passionnis radio homebrewing and how much I don't like the kit assebly: nothing to think, nothing to solve, all prepared, and just to sold and put together.

No, I prefer this no so fine cosmetic manner, but I like it so much indeed :)

giovedì 13 settembre 2018

In senso di associarsi



E' da tempo che dico che al giorno d'oggi le grandi associazioni, nel settore Ham sono destinate, letamente, a morire: che piaccia o meno, che questo discorso sia o meno accettato. Si vede a occhio che le cose non vanno, che mancano le premesse, ossia le fondamenta. 
E qualsiasi casa se si alza senza fondamenta, prima o poi cade, implode, e fa danni, anche a chi non ha colpe.

Non dico che aggregare o far aggregare  la gente sia sbagliato, tutt'altro!
L'associazionismo inteso come è stato inteso fino ad oggi deve cedere il passo a forme differenti, più snelle, adeguate alle realtà (che sono mutate) e soprattutto adeguate alle esigenze di tempi, mentalità e costumi diversi.

Posso parlare solo dell'esperienza personale, quindi faccio l'esempio di un club di cui ho fatto parte fino a ieri e dove la ragione di condividere il cammino con altri, è sfumata da tempo. In tale consesso il fine dovrebbe essere quello di gioire e godere dell'andare in montagna con la radio al seguito ed in QRP. Fin qui tutto bene. I modi per esplicitare questo sono diversi, c'è chi fa la passeggiata e ci aggiunge 2 QSO, chi va con la macchina al rifugio e lì si organizza e fa una attività intensa. Chi fa contest, chi va in cima e usa l'altezza del monte come traliccio per andare in QRP e da lì fare bei collegamenti che da casa, in città, non farebbe. 
E così via.

Ora nel tempo queste varie cose sono sfumate quasi solo nell'attivare delle cime, nell'andare e avere referenze e quindi incasellare attivazioni varie. Va benissimo, ci si limita a questo, non si costruisce nulla, il QRP in CW non lo si fa perché costa troppo impararlo, si usa il decoder, e così via.

Tutto questo si fa con entusiamo per un po', poi cala la tensione, sfumata la novità. Io l'ho vissuto sulla mia pelle: dopo alcuni anni di attivazioni frenetiche, di gara cavalleresca con Attilio I1BAY, dopo 4/5 anni, la cosa è diventata routine. Nulla di male, si cede il passo ad altri, dov'è il problema?
Ma se poi il numero di chi fa queste cose è limitato, se dopo un po' d'anni non c'è più chi prende il posto dei precedenti, ovviamente le cose scemano.
Fa parte della vita, quando piove prima o poi, dopo, torna il sole. se versi acqua, prima o poi svuoti il recipiente.
Il DXCC trova meno adepti oggi che 30 anni fa, ma ne trova ancora tanti perché abbraccia tutto il mondo; ma un club che si rifa all'andare per monti con la radio, non potrà avere mai 10.000 soci attivi, specie se per iscriversi non si paga UN centesimo (nel G QRP Club si pagano 12 euro l'anno, ma si paga, tanto per fare un esempio! il gratis non paga mai!)

Allora per incentivare e premiare la gente a FARE si introducono diplomi: per chi attiva ex fortezze della Grande Guerra, per chi attiva rifugi, per chi attiva cime, per chi....ce n'è per molti gusti, direi per tutti.
Un diploma è fatto di finalità e di requisiti per ottenerlo e si presume che l'ottenerlo faccia piacere e anzi, dia lustro a chi riesce nell'intento.

MA.....e qui viene il bello, se per ottenerlo si vede che: è un po' impegnativo (sì fare un numero minimo di 25 QSO, scrivere in ordine il log e inviarlo unitamente ad alcune dichiarazioni come in TUTTI i diplomi che abbiano una loro serietà, è un po' troppo impegnativo!) allora si abbassa la richiesta, ci si adatta a non fare sforzare troppo i richiedenti, a non urtarne la suscettibilità.
Le donne che fanno questo, che si adattano a tutti pur di rimediare carne fresca...vengono denominate malamente....
Infatti è stato coianiato il termine certo non proprio galante di "sputtanamento".

Che voglio dire con questo? Che se si continuano ad abbassare i livelli minimi del sapere, a scuola, si sfornano ignoranti e NON CI SI DEVE POI LAMENTARE.
Se nel campo radio, pur di mollare un diploma e dire "ne abbiamo dati xyz", si abbassano i livelli minimi, non si stanno usando quei diplomi come incentivo e come occasione per migliorarsi, bensì si usano come facciata dietro cui nascondere il fatto che il club è carente di persone attive e di questo NON CI SI DEVE POI LAMENTARE, come altrettanto, se la qualità degli operatori lascia a desiderare. 
Se la vita richiede il minimo, la gente si adegua al minimo.

Ed allora che senso rimane nell'associarsi a questo tipo di gente? sentirsi in comunione con chi? per cosa? Per raccattare i rifiuti o i resti?
La Montagna e la Radio per me sono cose serie e sacre. Una è una entità che la Vita mi ha regalato e mi ha regalato averne amore, l'altra una attività che per me è divenuta Passione. Non me le faccio inquinare da una massa vociante di cittadini che manco sanno che in montagna ci si dovrebbe andare in un certo modo. Non vieto a nessuno di continuare a sventrare la montagna che sarebbe di tutti. In val di Fassa di fronte alla funivia di Alba di Canazei hanno costruito una seconda funivia, stanno sventrando la montagna per cosa? Almeno là per soldi. Qui per cosa?

Altrettanto nella radio, non posso e non mi interessa farlo, vietare nulla a nessuno. 
Ma posso andare fuori dai sentieri, fare attività in montagna come dico io, come alla radio come dico io. Il QRP lo pratico da oltre 45 anni e senza che nessuno mi abbia mai stimolato. Ho fatto i QSO e raccolto anche le QSL per chiedere il DXCC da anni, ma non l'ho mai fatto,  mi bastava avere raggiunto lo scopo; non mi sento diverso se ho appeso la carte del diploma o meno, a casa, non mi interessa. Nessuno mi ha mai chiesto di farlo.

Quindi signori miei tolgo il disturbo, ma non me ne vado da una parte come quel cretino che parlava di pop corn per stare ad osservare la rovina altrui., o quello del detto " stai in riva la fiume, prima o poi.." Assolutamente no. Non mi interessa e non è il mio modo di essere, tuttaltro.

Mi posso dedicare a cose che mi appassionano, lascio il clamore ad altri, lascio le luci e la ribalta a chi ne ha bisogno e lascio la gloria a qualsiasi club, I5SKK è fuori, dal tempo, grazie a Dio.

Rimane una grande cosa, un dispiacere per la rovina che vedo ed a cui non c'è alcun rimedio, purtroppo, questo sì. 

Cala li sipario, cala la polvere dopo la tempesta, torna il silenzio. I cittadini tornano a valle, le macchine scompaiono, e tra le roccie e sui prati, tornano padroni corvi, caprioli, marmotte e fiori, questo solo mi consola.

Sic!


lunedì 9 luglio 2018

Una piacevole sorpresa

Non ho mai usato prima d'ora un risonatore ceramico ma ne avevo solo letto sulle riviste QRP & affini.
VK3YE ne fa largo uso, ma io non mi ci ero mai  misurato, sempre un po' diffidente e perplesso: non sono veri quarzi, chi sa...

Complice il desiderio di costruirmi una supereterodina semplice da usare in portatile su una banda che avesse senso per il QRP e fare non un QSO ogni tanto e complice il possedere una caterva di quarzi a 4,194 MHz, ho deciso di provare a realizzare un VXO (super-VXO, invero nella mia idea) a 6 Mhz, per arrivare ai 10 MHz che ritengo una bellissima banda, dove ci sta solo CW e nessun contest (ultimamente DX espedition in gran quantità, ma ancora si trova spazio anche in QRP e per fare bei DX anche a propagazione apparentemnte chiusa).

Così mi sono procurato dei risonatori a 6 MHz ed ho provato a reqalizzare un VXO. 


 
La prima sorpresa è stata di constatare come non sia affatto necessario usare due o tre risonatori in parallelo come nei super VXO a quarzi, evidentemente il Q meno elevato li rende più "malleabili" anche da soli.
La seconda sorpresa è stata di verificare come con un condensatore variabile da circa 35/40 pF (non l'ho misurato, ma ad occhio direi questo il suo valore) ottengo uno span di oltre 150 kHz senza dover inserire anche una induttanza L in serie al risonatore stesso.
Insomma una piacevole sorpresa del tutto inaspettata ma assai gradita ed utile.

Ho dovuto un po' penare per provare i vari rapporti di C in parallelo ed anche del partitore di base del transistor oscillatore (un normale Colpitts con 2N3904) per arrivare allo span voluto, ma nei limiti di frequenza desiderati e dettati dal valore dei quarzi che usero questa volta XTAL veri, in IF come filtro: 4.194 kHz.
Ma dopo un paio di sere di prove varie su una basetta per forza provvisoria, sono arrivato al giusto e voluto risultato: Df =160 kHz quindi ottimo per la copertura di ongi settore CW di varie bande. Unitamente a vari quarzi (tutta roba che avevo in casa) che userò per fare o battimento di conversione o un normal trasnverter, posso coprire dagli 80 ai 20 m avendo anche gli eventuali 60 m se così sarà. Per adesso mi perdo i primi 11 kHz dei 14 MHz, ma dato che intendo fare un QRP, mi interessava soprattutto la parte alta della banda, qindi va bene, poi se arriverò a trovare il quarzo giusto, sarà anche meglio.

Ho realizzato una scatletta ad hoc usando vetronite (comprata a suo tempo, a kg da Radiosurplus), lavorando di seghetto e lima, ma alla fine ottenendo un buon risultato (per me), in cui ho inserito anche una demoltiplica sempre di recupero, adatta e che con rapporto 1:6 mi consente di avere circa 30 kHz a giro, ottimo per sintonizzare il CW anche a banda stretta.


L'ultima prova è stata quella di verificare la stabilità in frequenza e le reazioni alle variazioni di temperatura.
Nella casetta dove ho il laboratorio/radio, attualmente alla sera dopo una giornata di sole estivo, si sta tra i 40 ed i 50 gradi credo...e quindi ottimo per fare prove di stabilità in temperatura.

Messo in bella copia il circuito, quindi inscatolato e fissato il tutto in modo quasi definitivo, ho poceduto alle misure.
Ho provato ad alimentare il tutto a 12 V e dopo circa mezzora dall'accensione ho riscontrato una deriva attonro ai 40/50 Hz che è già ottimo.  Ho quindi provato il tutto alimentandolo a 9 V e la sopresa finale è stata di una deriva di...2 Hz dopo mezzora dall'accensione che non mi fa rimpiangere alcun DDS.





Il segnale come ampiezza è di 4 Vpp ed avendo un buon buffer (sempre con 2N3904), non risente nella frequenza del segnale emesso, di variazioni anche sul carico. La forma d'onda dignitosa e se proprio servirà aggiungerò un circuito LC, ma questo si vedrà in seguito.

Insomma un circuito semplice, ma affatto di ripiego, che realmente mi sorprende e soddisfa e soprattutto mi gratifica nell'aver voluto provare senza ricorrere all'ormai scontato DDS dove altri programmano (non amo questo settore della tecnica) e quindi non avrei di che mettere mano se non nella parte ciruitale, ma senza capire e sapere bene, come entrare nel cuore del circuito.

Ora si procede sia alla conversione per il TX sia a quella per il RX, ma il duro è fatto, il resto è veramente meno difficile.


Insomma un circuito ottimo, ma soprattutto un componente notevole per cose non sofisticate. Un amico, Fabirzio I0HCJ, usando un risonatore di tale tipo, sui 7 MHz, ha realizzato un preselettore per un RX e copre tutta la banda CW. Ovvio che il Q lo permette, ma chi ci fa un filtro, e magari stretto? nessuno!
Altra carne al fuoco per chi ama costruire e non scappa dalla realtà andando a comprare solo kit già preconfezionati.
Il gioco vale la candela, come spesso accade.


( Dimenticavo: non ho lasciato il lavoro, né accantonato la famiglia, ed ho anche continuato a portare il mio cane a spasso per tre volte al giorno, (di circa un'ora cadauna), nel frattempo, non vivo di Radio, la amo soltanto! )





 

Ma possibile che oggi la radio sia SEMPRE motivo per polemizzare?

Leggo un post che non ha nessuna pretesa sul solito sito usato come riferimento da molti italici utenti radio: la questione è estiva, se la nostra attività sia da considerarsi servizio o hobby/passatempo/ludica.

Credo che solo un cieco o sordo possa negare che nella stragrande maggioranza dei casi si tratti non tanto di hobby o passatempo quanto di "ingannare il tempo" a discutere di modulazioni stereo, di settaggi di PC con la radio o illudersi di fare QSO lasciando il PC comandare la radio e simili. 
Credo che il servizio esista, ma non sia primario, anche se molto importante e direi unico.
Ma soprattutto credo e penso che "essere Radioamatore" sia qualcosa che si ha nel sangue, non serve parlarne e soprattutto accapigliarcisi, quanto VIVERLO.
Si può stare a disquisire mille anni ma non se ne viene a capo.

Usare un Bug (e volutamente non parlo di autocostruire) può essere qualcosa che infonde sensazioni romantiche e bellissime, collegare un normale DL in QRP, riascoltare il proprio eco di ritorno dalla luna, o riuscire a fare andare a modo l'antenna che si è costruita (NON ACQUISTATA), ecc. sono alcune delle tante, infinite, cose che rendono questa attività UNICA.


Però ci deve sempre essere chi va a spaccare il capello in quattro, si offende se si dicono cose che sono sotto gli occhi di tutti, (ma non si possono dire apertamente), anzi va a polemizzare con l'autore del post che potrà avere i suoi limiti e difetti (e chi può dire di non averne? si faccia avanti...), ma almeno è stato moderato e normale nei toni.

Ora la questione, a mio avviso, è questa: ci sono milioni di post imbecilli e idioti, dicono cose così banali e che nel campo amatoriale non ci dovrebbero stare, MA se, per anni, nel campo sono stati tirati dentro a frotte degli ignoranti che usano sbagliare anche l'ortografia (figuriamoci in radio come si eprimono) o che insistono a parlare di "scatolo" usando un gergo dialettale che è solo ridicolo, di cosa ci si meraviglia, oggi ? 
Di avere imbarbarito le bande? 
Di averle riempite di banalità e di nulla?
E i vari soloni o censori dove stavano allora, quando non si è voluto più selezionare in alcun modo chi ha accesso alle bande amatoriali? Che cosa hanno fatto? Forse non potevano fare nulla, forse, allora con chi se la prendono, OGGI ?
Non parlo dell'esame di CW (che era pur sempre un ostacolo, ma davvero non sufficiente a ciò che sto dicendo); parlo dell'azione di formazione che svolgeva l'ARI nei suoi corsi, nel suo aggregare, nel suo fare da punto di riferimento.
Quando l'ARI è stata ammorbata a morte dal fetore di imbroglioni e ladri che l'anno ridotta a cumulo di macerie da cui l'attuale CD credo stia cercando (non so con quali effetti) di uscire, dove stava questa gente che oggi alza la voce?
Quando c'erano azioni legali e ruberie varie ogni giorno, ongi mese. 
Quando gli articoli pubblicati sono iniziati ad essere di una noia unica perché parlano solo di intefaccie, di cavolate varie e poco oltre e si vanno a rinvangare o i numeri di 50/70 anni fa ovvero trattazioni teoriche che interessano solo 5 persone che non le posseggono sui loro libri se proprio vogliono, e che si usano solo per riempire una Rivista che di Radiantistico ormai ha proprio pochissimo.
L'ARI ha iniziato a morire e il risultato si vede anche in aria. 
Mi auguro e spero tanto che questa tendenza si inverta, ma di certo oggi siamo messi malino. 
Ma il fetore del marcio nessuno lo ha mai denunciato così apertamente, però si polemizza su un post diciamo superficiale?...certo, ma direi che è il male minore.

Non si riesce a mettere insieme 5, dico CINQUE, autocostruttori e farli parlare di tecnica, perché ormai ci si iscrive dove non si paga, ma poi, non si porta alcun contributo, però...non si sa mai...
Nell'INORC in due anni c'è stata una faida infinita fra gente che doveva essere unita da un lavoro romatico o comunque unico, che aveva svolto per una vita, e da una passione per il CW che dovrebbe unire. 
Invece si sono accoltellati fino all'altro ieri, come se dovessero sopravvivere con l'ultimo osso nel deserto. 
RIDICOLI E PENOSI.
Il QRP è ridotto per la gran parte a gente che compra e usa FT817 o simili, ovvero  kit (ritenendosi autocostruttori) o apparati cinesi o altri SDR dell'Est Europa o altro e che si scatena a operare, ma un circuito cretino come un TX OXO mette paura e non se ne parla.
I dipoli si comprano, non dico le antenne verticali; addirittura ci si fanno installare dalle ditte specializzate: manco due pali tv si mettono più in piedi (in generale dico).
Si attacca un PC alla radio e si fa fare a lui il QSO, il log viene implementato in automatico, e poi...ci si crede che SI E' FATTO QSO.
Cos'è se non ridicolo e penoso questo?

Ma tant'è, questa è la vita a cui si è permesso di prendere piede anche nell'ambiente Ham, non si può oggi scoprire (e scandalizzarcisi) che c'è chi dice che la radio per lui è un hobby. E' stata fatta diventare tale, con il concorso di tutti NOI.

E allora almeno si smettesse di usare un forum solo per inveire nemmeno sul medesimo post, ma aprendone altro simile...

Questa non è Radio o Ham, questo è un crepuscolo, mi spiace, può dare fastidio, ma è da struzzi alzare la voce e non volerlo vedere. 
Ed è un vero peccato.
Si riaccendessero un po' di saldatori non per saldare bocchettoni e spinotti.

Ah già scusate...c'è il lavoro e la famiglia e quanti altri c... :si deve avere il pronto e subito.
Tra poco avremo il take away della radio (quella però con la "r" MINUSCOLA).

Quando ancora pochi Mohicani continueranno a fare Radio, (quella con la R maiuscola!), almeno qualcosa sopravviverà e certo non grazie alle polemiche, ma MALGRADO esse.


martedì 19 giugno 2018

Piantiamola di essere "politically correct" ovverosia ipocriti

Mi sono proprio rotto le scatole (potrei essere più concreto, ma per ora salviamo la forma...và...) di questa mania di essere non eccessivamente chiari e schietti, di chiamare le cose non come sono, ma come crediamo/speriamo che offendano un po' meno.

Leggo in continuazione su vari forum o articoli di alcune Riviste, articoli che dicono ma non dicono: 
si parla di potenze elevate oltre il legale,  ma non si possono fare i nomi di chi le usa, perché se no..quelli si risentono; 
si parla di autocostruzione descrivendo invece degli assemblatori di kit, ma non si possono definire come tali, appunto, degli assemblatori, perché se no, poverini, ci rimangono male;
si parla di gente che si nasconde dietro alla famiglia, al lavoro, alle mille cose che ha da fare, per non avere il tempo di costruire un circuito fatto da due stadi, ripeto DUE STADI e metterlo on air. 
Non si può, anzi non si deve dire che manca la voglia, no! E' sacro dire che ci sono altre priorità...
Peccato che quaranta anni fa c'erano altrettanti radioamatori con altrettante esigenze famigliari e di lavoro che magari per fare detto TX impiegavano due mesi, e non due giorni, ma nessuno diceva che "non poteva", aspettava i DUE mesi, era normale avere pazienza.

Oggi il QRP si fa COMPRANDO un apparato fatto e progettato da altri, spendendo soldi per detto e..anche per l'antenna, molto spesso. Un dipolo lungo 20 m di filo, si compra, non si assembla più. L'ATU si prende già fatto, e così via. Si va in giro o si mette in casa accanto all'apparato prestigioso, spesso SDR e si fa qualche collegamento usando 5 W.
Quello non è FARE QRP, quello è "collegare usando 5 W"! 
Il QRP è una scelta di modo di uscire in aria, forse masochistica, forse non condivisibile, infatti non è obbligatoria per nessuno, ma è UNA SCELTA.
G3RJV il reverendo George Dobbs, fondatore e motore del G QRP Club, usa questo modo di fare da oltre QUARANTA ANNI; la medesima cosa l'ha fatta George Burt GM3OXX ovvero W7ZOI, ecc.ecc.
Quello è QRP!

Oggi c'è gente che attacca il PC alla radio e usa l'FT8, l'apparato-radio va in automatico e l'operatore (ma de CHE?!!!) osserva il PC pilotare l'apparato ricetrasmittente e poi si vanta di avare collegato quel tale Paese o quell'altro?

E questo è il radiantismo che vediamo avvenire davanti a noi, in massima parte.

MA !

Ma c'è un esiguo e nascosto numero di individui che hanno a cuore il proprio anelito a capire, crescere, imparare, la formazione di se stessi, mediante la pratica dilettantistica (quindi NON professionale) della Radiotecnica e si dilettano in tanti modi, QRP, EME, altro che ora non so dire.
Sono pochi e nascosti, non hanno nessuna necessità di apparire e mettersi in mostra, sono Uomini, sono individui che hanno palle e non hanno necessità di dire "io qui e io là", molto spesso li conosce solo la ristrettissima cerchia dei propri amici e basta.Non hanno diplomi o vincono contest, gbasta loro il FARE, l'ESSERE e non gli serve il mostrare.

QUESTI sono Radioamatori. Per me.

Una NICCHIA forse, ma fatta di esseri umani e non di banali e stupidi consumatori che sanno solo aprire il portafoglio e blaterare del tempo che non hanno perché....ecc. ecc. ecc.


In montagna.

C'è gente che SCALA, suusa chiodi, usa friends, usa nuts, percorre vie chiodate e non spittate! Rischia l'osso del collo, ma attrezza soste su due chiodi o su un chiodo ed un masso; sale anche 20 m senza una protezione, forse su cime secondarie, sulle vie meno famose, evita le vie di grido, le Torri del Sella, il Vajolet, il Falzarego, magari va in Moiazza, va sulle Alpi Giulie, magari va nelle valli sconosciute delle Alpi Centrali e magari si fa male ogni tanto. Ma AMA scalare.

C'è una moltitudine di gente che sale vie spittate a più non posso, fa la fila sullo Spigolo della Delago, come imbecilli: la fila su una via di roccia! 
C'è una moltitudine che sale il Sella dalla Tridentina e poi si vanta di aver "scalato".

Poveri mentecatti!

C'è gente che tromba bambole di gomma o si fa le seghe (quanno ce vò ce vò, scusate!) davanti allo schermo di un PC. 
Ma FARE l'AMORE, o AMARE è BEN ALTRO è TUTT'ALTRO!

Chiamiamo i segaioli come devono esser chiamati, quelli che salgono per le ferrate come escursionisti esperti, quelli che assemblano un kit come ASSEMBLATORI, e chi compra un apparato commerciale come UTENTE e non ci vergognamo di essere schietti e non dei meri ipocriti per secondi fini!

Una volta nella vita siamo sinceri, moriamo sinceri e non politicamente corretti e se ci scoccia stare in mezzo alla melma, stiamone fuori, ne giova la salute.




mercoledì 2 maggio 2018

Pensieri sparsi (parte 1)



Di recente mi è capitato di avere contatti seppure informatici con uno dei “nomi” (purtroppo pochi rimasti) del radiantismo italiano: I2SG, Gianfranco Sabatini a proposito di un oggetto che credo abbia poco mercato e che invece io mi sono sbrigato a cercare di accaparrare perché possibile nucleo di una futura realizzazione. 
Non ho mai avuto la ventura (fortunato o meno non potrei mai dirlo) di conoscere di persona I2SG, ma lo conosco, indirettamente, perché per diversi anni abbiamo scritto articoli sulla medesima rivista (RKE).

Spesse volte ho saltato i suoi scritti quando riguardavano le frequenze elevate, argomento a cui si è dedicato proponendo invero una produzione sia teorico-progettuale, sia realmente pratica, notevole. Non che il mio fosse un atto di arrogante superbia, bensì esclusivamente derivato dal mio non interesse per la materia, in quanto sono nato radiantisticamente parlando nelle HF e pare che così ancora vada, dopo oltre 45 anni di Passione, quindi già i 50 MHz per me sono “frequenze elevate”...hi

Ma quel che mi colpì già tempo fa di ciò che scrive/va Gianfranco, erano la sua opinione ed il suo pensiero riguardo quella che è l’essenza dei radio-appassionati nostrani.


Cito e mi soffermo su un paio di frasi:

<< Coloro che impiegano apparecchiature moderne …., appartengono alla folta schiera di 'utenti' per un'attività di svago e divertimento, trovandosi all'ultimo anello di una catena di dipendenza tecnologica e ben lontani da attività di arricchimento culturale. >>
.
<< Riappropriarsi del ruolo ponendo al centro dell'attività radiantistica la propria persona per lo sviluppo ed accrescimento delle capacità intellettuali e manuali >>

(Lo scritto originale è disponibile qui)

Ecco, questo è il pensiero che da molto tempo vado esprimendo anche su queste povere pagine e che trovo pressoché disattese nell’ambiente nostrano, fatto per la gran parte di persone affascinate mentalmente ed essenzialmente da tutto ciò che è moderno ed attuale, ma assai poco dall’aspetto tecnico di ciò con cui hanno a che fare, quanto invece da quello dell’utilizzo (dopo quello dell’acquisto e del possesso).

Al di là del ribadire un pensiero personale, rileggere le parole di Gianfranco mi ha portato a pormi qualche domanda (vivere senza farsi domande e ritenendo solo di avere certezze o vivere bovinamente non lo considero tale, ma un mero soprav-vivere).

La questione che mi sono posto è stata la seguente.
Se un tecnico di esperienza come I2SG dice cose analoghe a quelle che penso io, eppure è persona che mai ha volto le spalle al progresso, alle nuove tecnologie come ai nuovi orizzonti del Radiantismo, vuol dire che non è affatto corretto vedere la questione come una mera contrapposizione fra due “mondi”: quello del tradizionale analogico-vintage-vacuum-simple homebrew” (mi si perdoni il finto neologismo) vs il moderno, frequenze elevate ed elevatissime, microonde per intenderci, con tutto l’annesso, il cosiddetto “futuro” per dirla con termine usato da Gianfranco stesso nelle sue pagine web

La questione è quella che lui cita credo sia ben sintetizzata citando ancora le sue parole:

<< ...oggi in un moderno apparato se per qualsivoglia ragione il sistema operativo è perso , non si è nemmeno in grado di accenderlo e se le chiavi soft risultano corrotte bisogna risalire sino alla sorgente
- sempre a scatola chiusa - senza avere la pur minima conoscenza o semplice percezione delle tecnologie e tecniche coinvolte. >>

<< Il radioamatore nei confronti delle apparecchiature moderne si trova quindi all'ultimo anello di una catena di dipendenza tecnologica : a lui è riconosciuta, de facto e solo in parte, una competenza : l'uso.
Il radioamatore quindi è gradualmente evoluto verso la figura di un 'utente' per un'attività di svago e divertimento e poiché la ragione d'essere dell'industria collegata esiste finché gli 'utenti' costituiscono un mercato sufficientemente vasto , questa si è ingegnata per offrire prodotti sempre più appetibili , sempre più automatizzati e 'user-friendly' per abbracciare mercati sempre più vasti. >>

<< Chi invece privilegia il fatto d'ottenere risultati col frutto del proprio lavoro e d'essere in grado in ogni momento di mettere mano all'attrezzatura che ha sul tavolo , tararla , fare opera di manutenzione e riparazione, eseguire confronti con competenza, modificarla o migliorarla, pone in altri valori la sua ragione d'essere OM. >>

Quindi la sostanza non sta nel moderno o meno, ma nel COME si vive ed affronta l’attività radiantistica, quale essenza se ne coglie e quale sostanza ne consegue nel personale esistere che un appassionato di Radio riceve da queste attività.

Quindi alla fine il nocciolo sta sempre là, (qui il discorso esula dal campo radio, e sfocia in quello assai più vasto dell’esistenza umana): quale è il senso di ciò che si vive e fa ? Quale senso dò IO STESSO alla mia esistenza, al mio agire, al mio essere, interagire con altri miei simili, al mio tempo, preso singolarmente istante dopo istante?

Posso sempre scegliere, se essere (seppure umile) attore, libero mentalmente, o perlomeno, abbastanza indipendente, oppure adagiarmi nel branco e nell’ovile, serenamente protetto dalla massa attorno a me e non stare al freddo ed allo scoperto, nella relativa solitudine del lupo.

Concludendo: nulla accade a caso, (Einstein diceva che Dio non gioca a dadi con l’uomo), questo incontro occasionale con questa Figura del nostrano radiantismo, è stata fonte di riflessione costruttiva e di accrescimento personale; mi ha aiutato a chiarire qualche domanda personale e al tempo stesso mi ha rinfocolato convinzioni che avvertivo radicate e ben certe, seppure forse non intendendo bene da dove essere derivassero, (ritenendomi solo un acido e un po’ asociale appartenente a razza in via di estinzione).