mercoledì 19 giugno 2019

"Glowbugs": quale senso

Lo spunto mi è venuto leggendo ieri sera una pagina dal blog di un OM Lituano: Justinas LY2BOK, in cui argomenta il senso del costruire oggi un amplificatore di potenza per QRP valvole.

Realizzare un amplificatore stato solido permette meno ingombro, una alimentazione a basso livello e non pericolosa, una portabilità maggiore e quindi...quale senso ha per tanti (non parlo del sottoscritto soltanto), tecnici che sono nel mondo della tecnologia moderna, realizzare una qualsiasi apparecchiatura a valvole, usarla, esserne fieri e felici?
Non stiamo parlando di vecchi bacucchi che vivono di ricordi e nostalgia, nemmeno di patologici nerd che rifiutano il moderno solo per partito preso, senza averne reali motivi ragionati e consapevoli, nemmeno di mancanza di denaro, ché le valvole oggi alle volte sono un po' costosette.
NO, non parliamo di questo.
Parliamo di tecnici abili col PC, magari anche con la programmazione dei PIC, di sicuro abituati allo stato solido ed ad alimentazioni che siano attorno ai 12, se non 5, se non 3,3 Volt!


                                                    (picture by Andy ex UU1CC)


Parliamo a mio parere di due cose:
- PIACERE ESTETICO
- FASCINO E PIACERE DI IMPARARE 

Il primo punto è ben espresso dall parola anglofona "glowbug", la lucciola, che riluce nel buio ed emette quel qualcosa che anche in estate, a percorrere certe strade di campagna a fianco dei campi, quando si vedono quelle mille lucine che ballonzolano nel buio, ci intenerisce il cuore, accade qualcosa dentro di noi. 
Allo stesso modo, quando alla sera, si sta davanti alla  radio e si vede la luce dei filamenti, quando la RF fa illuminare di blu/violetto la/le valvola/e RF, c'è qualcosa che ci coinvolge, ci sembra di vedere  il segnale RF partire verso l'aria e viaggiare, nel buio (la radio è molto legata alle notti, ai bui silenziosi delle case, mentre noi ci colleghiamo con altri umani lontani, e non sto affatto parlando di trasmissioni digitali, tantomeno di FT8, ma di COLLEGAMENTI UMANI, gestiti da umani!)
C'è un piacere nel collegare un altro OM, farci del Ragchew (CW) e magari con una nota non sempre propriamente perfetta, magari con un TX anche a quarzo (massimo del masochismo: se non becco uno sulla mia frequenza, il QSO me lo sogno), un piacere che se si prova, va bene, ma se no, amen, non c'è da insistere nel volerlo spiegare. 

Non si tratta di essere illuminati (mai termine si addice così bene alla situazione) o più intelligenti, si tratta solamente di FORTUNA nel provare certe cose. Non provarle non è indice di niente, solo non se ne può godere e questo è un peccato, ma non c'è nulla da fare.

Ma questo punto, appunto, è singolare, individuale, opinabile, non argomentabile.


Però c'è un secondo punto che fa sì che fior fiore di ingegneri (specie nord Europei) e radioamatori, usino magari i programmi di CAD per simulare circuiti a valvole, ottimizzandoli, studiando gli effetti parassiti e secondari; si divertano a sperimentare, studiare, ottimizzare circuiti che poca gente usa e conosce, perché diciamocelo, è ampiamente più facile scrivere un software e trovarne i bugs che indovinare ed intuire i motivi per cui la RF scappa qui o là e non va proprio dove e come vorremmo.

Eppure è così.

Il bello di realizzare un TX usando UNA SOLA VALVOLA e cacciare in antenna 1/3 W senza dover stare anche a preoccuparsi dell'SWR, è qualcosa che va provato per capirlo. Studiare come poter ottimizzare il TX, ovvero come usare un oscillatore Hartley ed uscire in aria, facendo sì che il segnale non vari pigolando, ad ogni soffio di vento sull'antenna, necessita di ingegneri di fatto (e non di laureati in ingegneria) , o meglio di teste che pensano e non di semplici saldatori di kit.
Ma dirò di più: realizzare una radio a tubi e trovare il modo, usando i moderni circuiti di booster power supply per alimentarli anche in /p è una sfida tecnica non estrema, che però stimola l'intelligenza, la creatività, la testa del Radioamatore che non si limita a fare solo QSO, ma che "costruisce" il QSO partendo dall'oggetto che gli serve per uscire in aria.

L'amico Andy ex UU1CC, ora UR3WA è un ottimo tecnico (non serve mica la laurea, ma la testa adeguata), un grande grafista che se serve sa "correre" bene, uno che fa anche qualche contest, usa il keyer elettronico, eppure...ha goduto del piacere di cui sopra, realizzando ed usando per tanto tempo radio di quelle che descrivo qui. 
LY2BOK è un tecnico di ottimo livello, eppure ha realizzato ed usato per un bel po' un amplificatore di potenza per QRP usando una GU50, valvola di derivazione WWII, costruita nella Russia sovietica.
Potrei fare esempi ed esempi e quindi la mia teoria è supportata non da una opinione che per tale è solo personale. 
Quindi alla mia domanda c'è una risposta: c'è qualcosa in certi di noi, che ci permette di avvertire un certo fascino, una piacevole e tranquilla sfida tecnica, uno stimolto a capire ed imparare e che ci rende felici quando mettiamo le mani in quel tipo di radio, allo stesso modo di quando si parla e tratta di stato solido.

Questo è Ham Spirit ed a mio parere sono le "radici" dell'essere Radioamatore, perso ormai da molto tempo nella pubblicità consumistica e negli acquisti compulsivi non solo di smartphone, ma anche di apparati radio fatti per utenti gonzi che si fanno infinocchiare da mille parole di cui solo pochissimi sanno il significato.

Un domani rimarranno piccolissime sacche di appassionati, di persone che sanno e conoscono la tecnica, e grandi masse di utenti, fieri di credersi meglio e migliori, che snobbano quei piccoli e pochi ultimi Mohicani.

Così va il mondo, pazienza. 


mercoledì 1 maggio 2019

Homemade non è assemblare kit



Secondo il mio modestissimo modo di pensare e vedere (su cui nessuno può disquisire perché vale per me stesso e non è un dogma, ma su cui sono stra-libero di pensarla come voglio), autocostruire  non è assemblare un kit, anche se oggi tutti o quasi, sono concordi nell'indicare questa ANCHE come una delle possibilità di "auto-costruire", bensì è AUTO-COSTRUIRE qualcosa, anche copiandone lo schema, ma facendo da se stessi, realizzando la parte elettronica e magari anche quella meccanica, ognuno coi propri limiti e difetti, oltre che pregi.

Ma questo costa: TEMPO, PAZIENZA, COSTANZA, PASSIONE!

E pare che detti sentimenti o elementi oggi siano rari e considerati addirittura obsoleti, se non risibili.

MA, vorrei qui dire qualche parola su quale sia IL SENSO di AUTOCOSTRUIRE.
Sì quale senso abbia assemblare ovvero costruire?



Il mioMaestro, Roberto I0BLA mi diceva che lui costruiva per IMPARARE, per misurarsi con una serie di problematiche con cui magari non era in confidenza e quindi quella realizzazione gli permetteva di "imparare", "fare esperienza": insomma crescere individualmente come persona e come tecnico, cioè come Radio-Amatore.

Un tecnico professionale non ha sempre questa possibilità, questa va di pari passo con lo svolgimento della propria attività: si fa e mentre si fa, si impara. Ma non si sceglie cosa fare, il cliente, la Azienda, insomma altri, scelgono e decidono cosa fare e cosa si deve costruire, quindi un cammino non gestibile da noi stessi.
Ma l'Amatore (non dimentichiamoci tale termine, visto che siamo appunto radioAMATORI!) fa quel che fa per passione, per mero divertimento e quindi PUO' scegliere, può decidere da se stesso.

Allora se io prendo un kit e lo assemblo, seguendo le istruzioni di chi lo ha progettato e ha risolto per me ogni difficoltà, cosa imparo? NULLA
NULLA, è inutile che ci si giri attorno.
L'Elecraft che è la vera regina di tutte le ditte che hanno puntato sull'autocostruzione ad un certo livello, ha avuto la bravura di progettare e vendere un RTX (il K2) che era comparabile con apparati commerciali e quindi ha dato un bell'impulso e lasciato una bella impronta in un certo mercato. Ma assemblare un RTX come il K2 non faceva imparare nulla, si seguivano le ottime istruzioni, ma null'altro. POI, dopo, si operava la radio e ce se ne faceva vanto: "realizzato da me stesso"....ipocrisia somma! ASSEMBLATO da m estesso era onesto dire.

Ma l'Elecraft era un piccolo caso, una nicchia: c'era un mondo di persone che facevano da soli. 
Ora, invece, è il contrario, uno sparuto gruppo di illusi e romatici, alle volte irrisi da un mondo spesso ignorante ed arrogante (l'ho pagato sulla mia pelle su un forum cosiddetto di "appassionati", quindi parlo di fatti vissuti), e qualche timoroso che prova ad avvcinarsi, ma spesso viene irretito da software e programmazione, più facile e gestibile che la RF. 
Solo pochi come un caro amico del Nord Est italico hanno la pazienza e la perseveranza di compare libri, studiare, imparare e provare e anche se non si è  professionisti o ingegneri; il mio amico prova e FA, costruisce un RTX proprio e SE NE PUO' VANTARE!


Il senso di tutto questo sta nel poter IMPARARE, FARE ESPERIENZA. Altrimenti da tutto il sistema se ne trae solo il nulla e ci si stanche presto, come spesso vedo, visti certi annunci di vendita "per cessato interesse".

A mio parere può avere senso anche procurarsi una radio commerciale, per soddisfare quel desiderio di trasmettere e comunicare che abbiamo dentro, (altrimenti basterebbe Skype), ma poi, il senso sta nel provare, NELLO SBAGLIARE, NEL FALLIRE e provare finché, pian piano si riesce. 
E si impara!
Non importa cosa si realizzi: un accordatore di antenna lonwire, un ricevitore regen, un TX QRP, un RTX CW, o altro, ma importante è poter misurarsi, accettando di non essere sempre e subito all'altezza, ma animati dal DESIDERIO di apprendere e crescere come individui.

La rovina sta nell'avere trasceso il senso di altre attività: i contest, che erano l'occasione per collegare altre stazioni, per inseirre in un anno di radio ANCHE una gara, non SOLO LE GARE come accade oggi in OGNI fine settimana. 
La competizione è il sistema più sottile ed efficacie per dividere la gente e non unirla, bensì metterla una contro l'altra. 
Competere cavallerescamente avrebbe senso, ma oggi viene esaltato ed amplificato solo l'essere primi, il primeggiare e distruggere l'altro, l'avversario.
Parlo per esperienza,: negli anni 2002/2004 non ricordo bene, lascia all'amico Attilio I1BAY la vittoria nel SOTA, mi ritirai alla fine, perché lui meritava di più, lui aveva fatto di più e da amico e da onesto RadioAmatore riconobbi il suo merito e feci un passo indietro: arrivai secondo. 
L'allora manager IK2NBU, bonariamente disse che ero come "Barrichello" eterno secondo della Ferrari, ma quello che nessuno seppe, solo Attilio con cui lo condivisi, è che ero fiero di essere secondo, perché avevo dato la precedenza all'uomo, all'amico, al radioamatore e non alla gara.
Non serviva fare un discorso, ma quello mi fece stare bene e sentire fiero di me stesso e quindi me lo tenni per me con la dignità umana che mi ero guadagnato facendo quel passo indietro. In quello la gara ebbe un senso, ebbe un suo significato. Quel tipo di gara, non il massacro a cui si assiste oggi.


Ho visto falsificare QSL, QSO nei contest, far fare collegamenti all'amico, usare stazioni remote, amplificatori completamente illegali, per....primeggiare: una vera miseria umana!

Ho altresì letto ed ammirato realizzazioni stupide forse, di gente che usa mW per fare 2/5 QSO, ho letto di G0KJK che usa un ricevitore regen sui 14 MHz, ho letto di I5KAP che usa fare DX sui 28 MHz anche usando un RX regen, ovvero va sulle altre bande con un trasnverter....
Sono persone che ammiro, che per me danno il  senso alla nostra Passione.


Ci vuole una serata per assemblare un kit, forse almeno una settimana per fare un RTX mono valvola, sistemando meccanica ed elettronica, ma quel che imparo in quella settimana non è nemmeno lontanamente comparabile con quella serata che userei per assemblare un kit.

Certo che l'estetica sarà diversa, ma l'estetica è apparenza, la sostanza sta altrove.

Quindi il senso di fare da se stessi è solo questo, ma non va di moda a non porta soldi e questo mondo di arrivisti, commercianti, e avidi, non lo apprezza, ma lo irride.

Pazienza! Ce lo teniamo per noi...



mercoledì 17 aprile 2019

MRD: Maritime Radio Day


E’ da parecchio tempo che non scrivo sul blog: mi è stato bonariamente ricordato.
Ciò non per mancanza di Passione o interesse, bensì, in parte per motivo contingenti che limitano l’attenzione voluta verso la Radio (il 100% sarebbe ciò che vorrei), ma anche in parte perché interessato o impegnato in altre attività correlate alla Radio stessa.
Quindi non vuol dire che talvolta la Radio mi interessi o mi prenda meno, bensì significa che mi prenda differentemente; ma la brace rimane accesa, è sempre rimasta accesa dal 1973, anno in cui ebbi la “licenza” col nominativo, allora I0SKK, ma in realtà era stata accesa già da prima, da quando ragazzino, con la radio a valvole di famiglia (Philips) ricevevo le trasmissioni di Radio Budapest o Radio Mosca, ecc. specifiche per gli SWL.
Quindi, la Radio è parte della mia vita, una parte molto importante e non saprei come vivere altrimenti e questa la cosidero una enorme fortuna capitatami nella vita, un dono, di cui sono grato alla Vita stessa.

Nella mia esistenza una delle grandi Passioni derivate dall’amare la Radio e praticarla, è quella verso il CW (oltre quella di autocostruire apparecchi e dispositivi vari) e, in particolare, mi appassiona l’attività CW legata e derivata al mondo ed alla vita di Mare.
Il Mare, scritto con la “M” maiuscola, è un ambiente che non mi si confa molto perché non so nuotare bene e mi trovo intimorito da esso, ma al tempo stesso ne sono affascinato ed ammaliato.
I libri dei navigatori di un tempo, uno fra tutti F. Chichester, mi hanno sempre affascinato, i “40 ruggenti”, la navigazione a vela, altrettanto, e così via.

E quindi via via, nel corso della mia esistenza Ham, mi sono appassionato ad alcune attività Radio (CW nello specifico) legate a questo mondo, e quindi il “Maritime Radio Day” è forse il principe di ciò che dico.

                                               (foto archivio di Adolfo IK1DQW (SK))

Si tratta di una ricorrenza (radio) annuale, istituita dieci anni fa nel 2009 ad opera di 5 OM di varia nazionalità, tra cui l’amico Alfredo IK6IJF, tutti ex R/O e che viene celebrata nell’anniversario del naufragio della nave Titanic, occasione in cui la Radio permise per la prima volta ufficialmente, di intervenire per salvare esseri umani ed ebbe una parte realmente rilevante in tale azione.

Non si tratta vivaddio, di un contest, bensì di una sorta di occasione di reincontrarsi (via radio), solo in CW ovviamente (le navi comunicavano in questo modo), e scambiarsi due parole, con i modi di un tempo, quindi non RST come rapporto di ricezione, bensì QSA/QRK, nome dell’operatore ed eventualmente il nome dell’ultima nave in cui si è svolta la propria attività professionale, ovvero la stazione radio costiera da cui si emette il segnale.
Si tratta quindi di una sorta di “celebrazione” coi mezzi moderni, di un capitolo di Storia umana, molto particolare e relativa ad un numero forse non eccessivo di uomini (di fronte a grandi battaglie della storia forse qui le dimensioni sono diverse, ma…) MA, si tratta di ricordare e rivivere per 36 ore circa, un momento della propria vita reale , da parte di coloro che l’hanno vissuta, in cui la Radio e il contatto umano erano compagni stretti, per poter garantire la sicurezza delle vite in mare, i rapporti umani e le comunicazioni e quindi la “vita” stessa in mare ed anche a terra a chi aspettava.
Anche a chi di tale mondo non è stato reale protagonista, ma “semplice” ammiratore, ovvero ne avverte e prova, tuttora, il fascino, viene data l’opportunità di farne parte, non solo da spettatore, bensì anche da attivo “ospite”, e quindi anche il normale Ham, come lo scrivente ed altri, fregiandosi del titolo di “friend of MRD” viene consentito di prendere parte a questa grande Radio-tavolata e sedersi al desco comune.

Un amico una volta mi disse che il MRD era “solo tra loro che si reincontravano e scambiavano saluti, ecc.” e quindi non era occasione per noi Ham.
Vero solo in parte.
E’ vero (e ne sono stato spettatore/ascoltatore), che amici che un tempo si trovavano a comunicare via radio, ora si scambino saluti, o altro, visto che si ritrovano dopo anni. Ma anche è vero che lo spirito con cui alcuni OM, che conosco per altre vie (ad esempio la comune partecipazione ad attività QRP), con cui mi hanno salutato, lieti di sentirmi e collegarmi, l’amicizia dimostratami da un alcuni operatori di ex stazioni radio costiere nel permettermi di collegarli, malgrado il mio segnale non certo dirompente, vista la relativa poca potenza usata, è stato valtrettanto vero e bello. Questo “spirito” che aleggia ancora, non è “settario” come in alcuni club CW in cui esserne parte significa, per i pochi ammessi essere parte di una ristretta cerchia/elite e questo viene sbattuto in faccia ai “non eletti” in varie occasioni; questo modo di essere ex R/O, ma anche Ham Radio operators e quindi respirare ancora un po’ di Ham Spirit, fa sì che il MRD forse rimanga uno degli ultimi e pochissimi momenti di Radio pulita.
Di sicuro non è tutto oro ciò che luccica e nel sotterraneo esisteranno di sicuro beghe e miserie umane, come normale, ma, ma per un giorno queste vengono dimenticate e si respira Ham Spirit, o almeno, per me è così.

Il fatto che dopo 10 anni il MRD sia una occasione mondiale e che abbia uno spazio nell’attività Ham Radio a livello mondiale, significa che ha senso e che questo “spirito” vive ed è tuttora reale, e questa è una cosa assai bella, in tempi in cui tecniche digitali sembrano essere quelle che vogliono poter sostituire la vita umana, sia nell’ambiente Radio sia in quello quotidiano.
L’essere umano per alcuni sembra essere un oggetto da utilizzare, per scopi e fini molto egoistici. Esistono delle sacche di sopravvivenza di valori e reali sentimenti ed azioni, che sono solo umane e questo, personalmente, non può che farmi un piacere immenso.

Sono grato a coloro che dieci anni fa ebbero l’idea dell’MRD e fecero lo sforzo di organizzarlo e tuttoggi lo gestiscono e ne sono i bravi e volontari custodi. Sono grato di poter partecipare e credo che nel mondo CW azioni come questa sono quelle che realmente possono servire a preservarne l’esistenza e la vita REALE. Attività come contest, o attivazioni, al di là del momento temporale, della gara che fa leva sulla competività, cosa assai negativa perché mette gi uni contro gli altri e non CON gli altri, poco fanno e poca strada fanno fare.
Il futuro dell’uomo non si fa combattendosi o competendo, ma cooperando sinceramente, ognuno con le proprie individualità e singolarità, fiero di essere, ma rispettoso verso l’altro e verso le altrui caratteristiche quelle che siano siano.

MRD rimane, ad oggi, per me, una ricorrenza annuale importante al pari di tante QRP o di autocostruzione, e anche di ciò sono grato a questo mondo Ham in cui bazzico ormai da oltre 40 anni.


  
                                                       R/O Adolfo IK1DQW (SK)




 

martedì 12 marzo 2019

G3RJV, HIGHLANDER, un eroe del nostro mondo QRP

Ora è SK: George Dobbs G3RJV

Ieri l'annuncio dal G QRP Club:
"...It is with a heavy heart that I have to report that the Reverend George Dobbs, G3RJV, founder of the GQRP Club passed away in the early hours of Monday 11 March 2019..."


Un eroe del mondo Ham, questo mondo che al di fuori nessuno o molto pochi conoscono, ma che è così unico e tremendamente particolare, per chi come noi lo ha vissuto per tanto tempo e ne ha fatto una parte di se stesso.
Nessuno vive realmente "per" la Radio, ma molti di noi, specie quelle generazioni che sono nate senza Internet, hanno vissuto NELLA Radio e CON la Radio qualcosa che non si può descrivere e che ha senso sapere solo se si è vissuto. 
Oggi è altro tempo.
George seppe dar vita ad un'idea semplice ed al tempo stesso funzionale, nel 1974 tant'è che dopo oltre 40 anni ancora vive e bene: dar modo agli appassionati del QRP di avere un riferimento, avere uno "spazio" in cui trovare altri, confrontarsi, scambiarsi idee, esperienze, insomma, incontrarsi.
 Ne nacque il G QRP Club che ancora oggi è qualcosa di unico.
Sinceramente non so se i successori saranno di levatura tale da riuscire a manterene alto questo "vessillo", ma di sicuro per noi che abbiamo avuto questa fortuna, quella di vedere il vessillo andare sempre in giro nell'etere, propagare idee e modi di fare Radio, questa rimane una cosa unica e fortunata.

George era semplice, eppure efficiente. Lo conobbi via lettera nel 1975 un anno dop la fondazione del Club e con orgoglio conservo ancora il numero di iscrizione 730, forse uno dei primi 10 italiani. Nel tempo le lettere cartacee sono divenute email eppure con George c'è sempre stato uno scambio denso, ma semplice, scevro da formalismi e mai ha fatto notare la sua levatura, il suo carisma, quel che era, un REVERENDO, una Persona diversa, eppure uno come tutti.

Sono sicuro che stia bene, che riposi, non so dove, ma lo faccia bene e la memoria sarà la nostra teca dove conservare quella sua bella faccia di tipo britannico e quell'angolo di shack/laboratorio che tante volte abbiamo visto nella pagina inziale di SPRAT.



GB George, SU SN.
AR
SK

martedì 29 gennaio 2019

A caccia "nella riserva"



Non sono mai stato un DX'er (vero) ma il DX specie negli anni iniziali della “carriera” Ham, ha avuto il suo fascino. Era ovvio, ragazzino e novizio, vedevo la Radio anche come mezzo di “gara”, se non con altri molto più e meglio equipaggiati (il DX a Roma negli anni 70/80 vedeva sempre un certo tipo di nomi ed era anche piacevole ascoltare le chiamate verso l'East-Far East o verso la Pacific Area, in certi orari, io col dipoletto e loro con TH6 & c. Ma appunto era un po' una sorta di caccia, seppure supportata dal link a 145,525 FM sempre acceso e libero per “spot” locali, ovvero dagli allora cartacei numeri di “DXNS” pubblicati dal mitico Geoff Watt.
Non sono stato un OM di punta nel settore, ma il DX era affascinante, in ogni caso.

L'ho abbandonato per dedicarmi solo all'autocostruzione o QSO chat in CW e solo di recente mi sono rimesso, se non altro, a leggere di DX, per mera curiosità, specie su HRW e nello specifico nelle sezioni dedicate, ovvero nella chat online del suddetto sito. Non mi interessa entrare in lizza, ma mi incuriosiva vedere cosa accade, complice un RX almeno momentaneamente appoggiato in stazione, che di sicuro un tempo era una delle apparecchiature di punta per molti e che come di consueto io arrivo a maneggiare dopo 25 anni dalla fama.

Ci vuole poco a capire come va oggi: a parte spot in tempo reale su varie chat, poi c'è RBN che se scrivi il call ti dice quale frequenza la stazione che cerchi stia usando, e poi altri strumenti come il CAT che automaticamente ti sintonizza la radio sulla QRG giusta, e così via.
Discorso a parte meritano gli eventuali gruppi che usano What'sUp anche per chat di CW, cioè per dire “sono su questa QRG, se volete ci si sente”.


Il discorso qui non riguarda solo il DX, quanto “la caccia” alla staione, che sia amica, collega, ovvero DX, fatta o meno usando intuito, manico, e girando la manopola del tuning dell'RX.

Nulla nega la “praticità e l'efficienza” dei vari sistemi, esattamente come avere una stazione in remoto: ho un QTH di m...dove anche con antenne super non riesco a superare i palazzi che mi contornano e quindi mi collego via web con una stazione sita in luogo molto più favorevole e usando il mio stesso call, faccio quel che da casa faticherei a fare. Ovviamente su questa strada c'è chi a suon di soldoni “affitta” stazioni remote utilizzabili on rent.
Non c'è più limite, non c'è più una morale, ma non c'è più soprattutto un senso e la consapevolezza di cosa si faccia e soprattutto il PERCHE'.

Non voglio affatto dire che “si stava meglio prima” ognuno è libero di scegliere come trascorrere il proprio tempo e di come praticare i propri passatempi, purché non leda la libertà altrui.
Desidero solo fare alcune considerazioni mie personali e spiegare a me stesso perché scelgo deliberatamente di fare Radio soltanto in un certo modo. Dico che spiego a me stesso perché in fin dei conti interessa solo me stesso e forse uno o due amici con cui condivido questo modo di concepire e vivere la Ham life, ma questo non è un Blog commerciale, né tanto meno che deve soddisfare qualche club o consesso di persone, bensì solo uno spazio personale che può essere tranquillamente ignorato da chi non la vede come me, e quindi continuo dopo questo distinguo.

Ho conosciuto la Radio fortunatamente non possedendo il becco di un quattrino, visto che ero uno studentello di 4 ginnasio e di famiglia non particolarmente abbiente, solo dignitosamente lavoratrice. Sono quindi stato (ripeto fortunatamente!) costretto a usare il CW su TX homemade, perché non avevo soldi per comprarne uno manco usato, usare un RX senza filtri CW, ma broadband, e antenne filari per i medesimi suddetti motivi. Non avevo i 144 se non dei telaietti STE faticosamente acquistati ai vari Natali e da me assemblati, ma usati giusto per pochi QSO; visto che potenza era di solo 1 W e quindi il mio primo ricevitore “serio” è stato un ...HRO vendutomi a prezzo, appunto da studente, dall'amico Giuseppe allora I0AWJ in cui il singolo quarzo usato come filtro mi sembrava di far le stesse cose dei Collins o Drake che imperavano all'epoca.

Insomma una carriera-vita Ham, in salita e ami semplice.
PER FORTUNA!

Ora le cose che leggo, a mio parere rasentano l'assurdo, ma non perché sono strane in se stesse, bensì perché mostrano come si sia perso del tutto il collegamento col “senso” delle cose stesse e del loro perché.

Andiamo con ordine facendo degli esempi

La cartolina QSL. Perché è nata e cosa ha significato? Faccio un QSO con un altro Radioamastore, magari con impegno e con fatica, o comunque il collegamento ha una sua importanza e peculiarità e per testimoniarlo e averne memoria, mando e chiedo la QSL e magari me la espongo nel locale di stazione perché guardandola, ogni tanto, mi ricorda quel particolare QSO.
Istituiscono un Diploma (tipo DXCC) che è una sorta di sfida per le mie abilità e capacità nel campo Ham e per certificare gli avvenuti QSO necessari a conseguire il Diploma, chiedo e ottengo e presento a chi di dovere, le relative QSL.






MA...il Diploma non è una ragione di vita! Non è che se non lo ottengo sono meno di un altro Raqdioamatore!

Parliamo di autocostruire, OGGI.
Che senso ha? Quando basta spendere ed avere dei prodotti di tecnologia direi spinta ed antenne super? Autocostruire è misurarsi con il fatto di fare QSO, o di trasmettere e ricevere genericamente, con qualcosa fatto da me, progettato o copiato, non importa, ma su cui ho messo dell'impegno, del lavoro, della pazienza, del tempo. Vale soprattutto per un RX un TX, un RTX, e anche per una antenna.
Il lavoro e la pazienza stanno anche nel procurarsi i componenti e farlo andare.
Mi si dice che non si ha tempo, beh nessuno dice che sono un Radioamatore di seconda classe se non ho apparato homemade, la sfida è con ME STESSO!

Parliamo di CW. Il CW non è più un obbligo, non c'è quindi nessuna distinzione fra chi sa e chi non sa...Quindi è una passione, una scelta, qualcosa che se per esempio vado in QRP mi facilita. Ma se sono comodo metto il PC e faccio il QSO anche con meno fatica, esattamente come si fa oggi nell'EME o con altri mezzi digitali, quindi il CW si impara per scelta. Qual'è il senso di fare QSO su QSO usando un pc ed il relativo software non solo di trasmissione, ma anche di demodulazione?


Diventano modi di mostrare (spesso agli altri, ma prima a se stessi) di essere ciò che non si è. Montare un kit è comodo, chi lo nega, ma non fa di me un autocostruttore. Fare QSO in CW a 30 wpm usando il pc, no fa di me un buon operatore CW. Collegare un DX usando una stazione in remoto o andare sulla frequenza segnalata dallo spot, accendere quello che ipocritamente alcuni chiamano aiutino, e che magari eroga oltre 1 kW, non fa di me un ottimo Dxer, dotato di manico. Ecc. Ecc. ECCETERA!

Allora, ecco che è il senso che si è perso e del tutto ignorato ormai dalla media degli utenti delle bande Ham. Rimangono alcuni “mohicani” sperduti e solitari, in gruppi. In attesa che le giubbe blu li massacrino o la vita li tolga di mezzo e tolga queste voci dissonanti in un panorama direi piuttosto squallidino.

Rimane che certo spirito è perso del tutto ed è inutile che si declami ipocritamente che certe cose servono a ciò, lo spirito o c'è DENTRO l'animo di chi opera, o non c'è.

Pazienza.

venerdì 26 ottobre 2018

Dummy load QRPp Wattmeter

Ne avevo realizzato uno tanti anni fa, ai primordi del QRP, forse versom il 1978/9 o giù di lì, quando tutti ci siamo attrezzatti per misure a bassi livelli e quando impazzava questa "new deal" del QRP a tutti i costi.
Ma poi lo avevo perso nei vari traslochi e ne ero sprovvisto. 
Ora che mi ha preso questa voglia di QRPp ovvero come propagandato da quel simpatico pazzo di Oleg RX3G, di QRPx (fino a 100 mW) o addirittura QRPu (fino a 10 mW), mi necessitava un misuratore di potenza adeguato per avere la certezza dei livelli usati, e quindi ho provveduto alla bisogna e mi pare con un risultato accettabile.
Avevo trovato a suo tempo a prezzo di realizzo, due moduli misuratori di modulazione da Radiosurplus.it, con contentiori adeguati e un bello strumento ad ago che mi ripromettevo di utilizzare ed ora è arrivato il momento giusto.


Si tratta di uno strumento ben assodato in giro sul web, un carico da 50 Ohm ed un rivelatore di picco a RF che usa un diodo Shottky ed ha varie scale per permettere misure a vari livelli. Lo strumento apprezza fino ad 1 mW di potenza ed è più che sufficiente per i TX che ho in programma di realizzare e tarare. Lo strumento ad ago e non di tipo digitale permette le tarature anche se l'errore di parallasse affligge le letture. Ma nessuno necessita di lettura su livelli di 0,1 mW e quindi va benissimo per quel che serve a me, e la soddisfaizone di avere uno strumento ben fatto e di buon aspetto, homemamde, è e rimane unica: in barba ai tanti kit che di sicuro esistono come sempre.








Il contentiore è una fusione e c'è lo spazio necessario ed i fori frontali (ne avanza uno in effetti...) per mettere quel che serve: potenziometro di sensibilità, switch delle varie portate e BNC di ingresso e il tutto, una volta chiuso è abbastanza compatto e direi dignitoso, anche se nel mio caso, l'estetica è un sovrappiù.



Attualmente il carico è composto da tre resistori da 150 Ohm in parallelo e potenza di 1/2 W, ma ho già trovato su ebay un paio di Resistori da 100 Ohm 25 W, così di permettermi di usare questo strumento anche a livelli superiori di potenza.

In seguito ho in programma anche un SWR meter QRP sul modello WM2 della Oak Hill (venduto in kit a prezzo adeguato) e magari uno strumento più senisibile che fa uso dell'arcinoto AD 8307 di cui mi sono già procurato 5 esemplari sSMD.

Per ora mi godo questo. Ora la parola ad un TX da portare in giro nelle prossime escursioni seguendo l'esempio di Yuri UA1CEG.

 

martedì 18 settembre 2018

Something new: the old style of homebrewing

Sometime ago I discovered the WA7MLH website, a great web place for any homebrewer full of suggestions when you watch at every pic showed there.
As written in the "QSO today" Episode 177 page (devoted to WA7MLH): "...Jeff Damm, WA7MLH, designs and builds his own amateur radio receivers, transmitters, and transceivers using the ugly construction method based on the work of his amateur radio mentor and friend, Wes Hayward, W7ZOI...."
Sometimes I go to the W7ZOI webpages and to the WA7MLH pages in order to get some idea or some suggestion about homeconstructing or anything useful for my euiqpment to do, and every time I have something new for myself.

There are a lot of homebrewer on the web, and several of them are really fine in doing well done equipments with very fine boxes and very nice cosmetic.
Surely Jeff and Wes too take not care in cosmetis of their equipment, no label under the knobs, not often, and not always so fine that the homebrewed equipment seem something commercial.
No matter, important they are quite acceptable and well functioning: this is what I see wacthing the pics in their sites, and what I like of them. 
Two great homebrewers, to great designer, and a very deep pathos in their equipments, in ANY of them, and this is what I like and love.

I like to use woodden also in my homebuilding as I like wood, and also as wood remembers to me the wild life, the life in any object, and as wood is easy to work with, too.

So I decided  to do some RTX to use for my portable/mountain hiking walking with my  mountain dog: Camilla.
Some time to think about and to plan, sometime to watc at old SPRAT issues for idea and so a good compromise was born: a diode ring based DC receiver, and a simil-OXO TX. The xtal oscillator used for local oscillator in the receiver, as G3RJE, George Dobbs made in his RTX several years ago.


The prototype is functioning on 7 MHz now, but I need now the box and so a little piece of an old wood plate and two coppered PCB plates for front and rear covers, some holes and now the box is ready to accept the RTX. Next step to put inside all the pcb (Manhattan style of course) and test it, in lab and then in some walk route.





Conclusion for this step: what amusing time in doing these simple things, what a great Passionnis radio homebrewing and how much I don't like the kit assebly: nothing to think, nothing to solve, all prepared, and just to sold and put together.

No, I prefer this no so fine cosmetic manner, but I like it so much indeed :)