mercoledì 17 aprile 2019

MRD: Maritime Radio Day


E’ da parecchio tempo che non scrivo sul blog: mi è stato bonariamente ricordato.
Ciò non per mancanza di Passione o interesse, bensì, in parte per motivo contingenti che limitano l’attenzione voluta verso la Radio (il 100% sarebbe ciò che vorrei), ma anche in parte perché interessato o impegnato in altre attività correlate alla Radio stessa.
Quindi non vuol dire che talvolta la Radio mi interessi o mi prenda meno, bensì significa che mi prenda differentemente; ma la brace rimane accesa, è sempre rimasta accesa dal 1973, anno in cui ebbi la “licenza” col nominativo, allora I0SKK, ma in realtà era stata accesa già da prima, da quando ragazzino, con la radio a valvole di famiglia (Philips) ricevevo le trasmissioni di Radio Budapest o Radio Mosca, ecc. specifiche per gli SWL.
Quindi, la Radio è parte della mia vita, una parte molto importante e non saprei come vivere altrimenti e questa la cosidero una enorme fortuna capitatami nella vita, un dono, di cui sono grato alla Vita stessa.

Nella mia esistenza una delle grandi Passioni derivate dall’amare la Radio e praticarla, è quella verso il CW (oltre quella di autocostruire apparecchi e dispositivi vari) e, in particolare, mi appassiona l’attività CW legata e derivata al mondo ed alla vita di Mare.
Il Mare, scritto con la “M” maiuscola, è un ambiente che non mi si confa molto perché non so nuotare bene e mi trovo intimorito da esso, ma al tempo stesso ne sono affascinato ed ammaliato.
I libri dei navigatori di un tempo, uno fra tutti F. Chichester, mi hanno sempre affascinato, i “40 ruggenti”, la navigazione a vela, altrettanto, e così via.

E quindi via via, nel corso della mia esistenza Ham, mi sono appassionato ad alcune attività Radio (CW nello specifico) legate a questo mondo, e quindi il “Maritime Radio Day” è forse il principe di ciò che dico.

                                               (foto archivio di Adolfo IK1DQW (SK))

Si tratta di una ricorrenza (radio) annuale, istituita dieci anni fa nel 2009 ad opera di 5 OM di varia nazionalità, tra cui l’amico Alfredo IK6IJF, tutti ex R/O e che viene celebrata nell’anniversario del naufragio della nave Titanic, occasione in cui la Radio permise per la prima volta ufficialmente, di intervenire per salvare esseri umani ed ebbe una parte realmente rilevante in tale azione.

Non si tratta vivaddio, di un contest, bensì di una sorta di occasione di reincontrarsi (via radio), solo in CW ovviamente (le navi comunicavano in questo modo), e scambiarsi due parole, con i modi di un tempo, quindi non RST come rapporto di ricezione, bensì QSA/QRK, nome dell’operatore ed eventualmente il nome dell’ultima nave in cui si è svolta la propria attività professionale, ovvero la stazione radio costiera da cui si emette il segnale.
Si tratta quindi di una sorta di “celebrazione” coi mezzi moderni, di un capitolo di Storia umana, molto particolare e relativa ad un numero forse non eccessivo di uomini (di fronte a grandi battaglie della storia forse qui le dimensioni sono diverse, ma…) MA, si tratta di ricordare e rivivere per 36 ore circa, un momento della propria vita reale , da parte di coloro che l’hanno vissuta, in cui la Radio e il contatto umano erano compagni stretti, per poter garantire la sicurezza delle vite in mare, i rapporti umani e le comunicazioni e quindi la “vita” stessa in mare ed anche a terra a chi aspettava.
Anche a chi di tale mondo non è stato reale protagonista, ma “semplice” ammiratore, ovvero ne avverte e prova, tuttora, il fascino, viene data l’opportunità di farne parte, non solo da spettatore, bensì anche da attivo “ospite”, e quindi anche il normale Ham, come lo scrivente ed altri, fregiandosi del titolo di “friend of MRD” viene consentito di prendere parte a questa grande Radio-tavolata e sedersi al desco comune.

Un amico una volta mi disse che il MRD era “solo tra loro che si reincontravano e scambiavano saluti, ecc.” e quindi non era occasione per noi Ham.
Vero solo in parte.
E’ vero (e ne sono stato spettatore/ascoltatore), che amici che un tempo si trovavano a comunicare via radio, ora si scambino saluti, o altro, visto che si ritrovano dopo anni. Ma anche è vero che lo spirito con cui alcuni OM, che conosco per altre vie (ad esempio la comune partecipazione ad attività QRP), con cui mi hanno salutato, lieti di sentirmi e collegarmi, l’amicizia dimostratami da un alcuni operatori di ex stazioni radio costiere nel permettermi di collegarli, malgrado il mio segnale non certo dirompente, vista la relativa poca potenza usata, è stato valtrettanto vero e bello. Questo “spirito” che aleggia ancora, non è “settario” come in alcuni club CW in cui esserne parte significa, per i pochi ammessi essere parte di una ristretta cerchia/elite e questo viene sbattuto in faccia ai “non eletti” in varie occasioni; questo modo di essere ex R/O, ma anche Ham Radio operators e quindi respirare ancora un po’ di Ham Spirit, fa sì che il MRD forse rimanga uno degli ultimi e pochissimi momenti di Radio pulita.
Di sicuro non è tutto oro ciò che luccica e nel sotterraneo esisteranno di sicuro beghe e miserie umane, come normale, ma, ma per un giorno queste vengono dimenticate e si respira Ham Spirit, o almeno, per me è così.

Il fatto che dopo 10 anni il MRD sia una occasione mondiale e che abbia uno spazio nell’attività Ham Radio a livello mondiale, significa che ha senso e che questo “spirito” vive ed è tuttora reale, e questa è una cosa assai bella, in tempi in cui tecniche digitali sembrano essere quelle che vogliono poter sostituire la vita umana, sia nell’ambiente Radio sia in quello quotidiano.
L’essere umano per alcuni sembra essere un oggetto da utilizzare, per scopi e fini molto egoistici. Esistono delle sacche di sopravvivenza di valori e reali sentimenti ed azioni, che sono solo umane e questo, personalmente, non può che farmi un piacere immenso.

Sono grato a coloro che dieci anni fa ebbero l’idea dell’MRD e fecero lo sforzo di organizzarlo e tuttoggi lo gestiscono e ne sono i bravi e volontari custodi. Sono grato di poter partecipare e credo che nel mondo CW azioni come questa sono quelle che realmente possono servire a preservarne l’esistenza e la vita REALE. Attività come contest, o attivazioni, al di là del momento temporale, della gara che fa leva sulla competività, cosa assai negativa perché mette gi uni contro gli altri e non CON gli altri, poco fanno e poca strada fanno fare.
Il futuro dell’uomo non si fa combattendosi o competendo, ma cooperando sinceramente, ognuno con le proprie individualità e singolarità, fiero di essere, ma rispettoso verso l’altro e verso le altrui caratteristiche quelle che siano siano.

MRD rimane, ad oggi, per me, una ricorrenza annuale importante al pari di tante QRP o di autocostruzione, e anche di ciò sono grato a questo mondo Ham in cui bazzico ormai da oltre 40 anni.


  
                                                       R/O Adolfo IK1DQW (SK)




 

martedì 12 marzo 2019

G3RJV, HIGHLANDER, un eroe del nostro mondo QRP

Ora è SK: George Dobbs G3RJV

Ieri l'annuncio dal G QRP Club:
"...It is with a heavy heart that I have to report that the Reverend George Dobbs, G3RJV, founder of the GQRP Club passed away in the early hours of Monday 11 March 2019..."


Un eroe del mondo Ham, questo mondo che al di fuori nessuno o molto pochi conoscono, ma che è così unico e tremendamente particolare, per chi come noi lo ha vissuto per tanto tempo e ne ha fatto una parte di se stesso.
Nessuno vive realmente "per" la Radio, ma molti di noi, specie quelle generazioni che sono nate senza Internet, hanno vissuto NELLA Radio e CON la Radio qualcosa che non si può descrivere e che ha senso sapere solo se si è vissuto. 
Oggi è altro tempo.
George seppe dar vita ad un'idea semplice ed al tempo stesso funzionale, nel 1974 tant'è che dopo oltre 40 anni ancora vive e bene: dar modo agli appassionati del QRP di avere un riferimento, avere uno "spazio" in cui trovare altri, confrontarsi, scambiarsi idee, esperienze, insomma, incontrarsi.
 Ne nacque il G QRP Club che ancora oggi è qualcosa di unico.
Sinceramente non so se i successori saranno di levatura tale da riuscire a manterene alto questo "vessillo", ma di sicuro per noi che abbiamo avuto questa fortuna, quella di vedere il vessillo andare sempre in giro nell'etere, propagare idee e modi di fare Radio, questa rimane una cosa unica e fortunata.

George era semplice, eppure efficiente. Lo conobbi via lettera nel 1975 un anno dop la fondazione del Club e con orgoglio conservo ancora il numero di iscrizione 730, forse uno dei primi 10 italiani. Nel tempo le lettere cartacee sono divenute email eppure con George c'è sempre stato uno scambio denso, ma semplice, scevro da formalismi e mai ha fatto notare la sua levatura, il suo carisma, quel che era, un REVERENDO, una Persona diversa, eppure uno come tutti.

Sono sicuro che stia bene, che riposi, non so dove, ma lo faccia bene e la memoria sarà la nostra teca dove conservare quella sua bella faccia di tipo britannico e quell'angolo di shack/laboratorio che tante volte abbiamo visto nella pagina inziale di SPRAT.



GB George, SU SN.
AR
SK

martedì 29 gennaio 2019

A caccia "nella riserva"



Non sono mai stato un DX'er (vero) ma il DX specie negli anni iniziali della “carriera” Ham, ha avuto il suo fascino. Era ovvio, ragazzino e novizio, vedevo la Radio anche come mezzo di “gara”, se non con altri molto più e meglio equipaggiati (il DX a Roma negli anni 70/80 vedeva sempre un certo tipo di nomi ed era anche piacevole ascoltare le chiamate verso l'East-Far East o verso la Pacific Area, in certi orari, io col dipoletto e loro con TH6 & c. Ma appunto era un po' una sorta di caccia, seppure supportata dal link a 145,525 FM sempre acceso e libero per “spot” locali, ovvero dagli allora cartacei numeri di “DXNS” pubblicati dal mitico Geoff Watt.
Non sono stato un OM di punta nel settore, ma il DX era affascinante, in ogni caso.

L'ho abbandonato per dedicarmi solo all'autocostruzione o QSO chat in CW e solo di recente mi sono rimesso, se non altro, a leggere di DX, per mera curiosità, specie su HRW e nello specifico nelle sezioni dedicate, ovvero nella chat online del suddetto sito. Non mi interessa entrare in lizza, ma mi incuriosiva vedere cosa accade, complice un RX almeno momentaneamente appoggiato in stazione, che di sicuro un tempo era una delle apparecchiature di punta per molti e che come di consueto io arrivo a maneggiare dopo 25 anni dalla fama.

Ci vuole poco a capire come va oggi: a parte spot in tempo reale su varie chat, poi c'è RBN che se scrivi il call ti dice quale frequenza la stazione che cerchi stia usando, e poi altri strumenti come il CAT che automaticamente ti sintonizza la radio sulla QRG giusta, e così via.
Discorso a parte meritano gli eventuali gruppi che usano What'sUp anche per chat di CW, cioè per dire “sono su questa QRG, se volete ci si sente”.


Il discorso qui non riguarda solo il DX, quanto “la caccia” alla staione, che sia amica, collega, ovvero DX, fatta o meno usando intuito, manico, e girando la manopola del tuning dell'RX.

Nulla nega la “praticità e l'efficienza” dei vari sistemi, esattamente come avere una stazione in remoto: ho un QTH di m...dove anche con antenne super non riesco a superare i palazzi che mi contornano e quindi mi collego via web con una stazione sita in luogo molto più favorevole e usando il mio stesso call, faccio quel che da casa faticherei a fare. Ovviamente su questa strada c'è chi a suon di soldoni “affitta” stazioni remote utilizzabili on rent.
Non c'è più limite, non c'è più una morale, ma non c'è più soprattutto un senso e la consapevolezza di cosa si faccia e soprattutto il PERCHE'.

Non voglio affatto dire che “si stava meglio prima” ognuno è libero di scegliere come trascorrere il proprio tempo e di come praticare i propri passatempi, purché non leda la libertà altrui.
Desidero solo fare alcune considerazioni mie personali e spiegare a me stesso perché scelgo deliberatamente di fare Radio soltanto in un certo modo. Dico che spiego a me stesso perché in fin dei conti interessa solo me stesso e forse uno o due amici con cui condivido questo modo di concepire e vivere la Ham life, ma questo non è un Blog commerciale, né tanto meno che deve soddisfare qualche club o consesso di persone, bensì solo uno spazio personale che può essere tranquillamente ignorato da chi non la vede come me, e quindi continuo dopo questo distinguo.

Ho conosciuto la Radio fortunatamente non possedendo il becco di un quattrino, visto che ero uno studentello di 4 ginnasio e di famiglia non particolarmente abbiente, solo dignitosamente lavoratrice. Sono quindi stato (ripeto fortunatamente!) costretto a usare il CW su TX homemade, perché non avevo soldi per comprarne uno manco usato, usare un RX senza filtri CW, ma broadband, e antenne filari per i medesimi suddetti motivi. Non avevo i 144 se non dei telaietti STE faticosamente acquistati ai vari Natali e da me assemblati, ma usati giusto per pochi QSO; visto che potenza era di solo 1 W e quindi il mio primo ricevitore “serio” è stato un ...HRO vendutomi a prezzo, appunto da studente, dall'amico Giuseppe allora I0AWJ in cui il singolo quarzo usato come filtro mi sembrava di far le stesse cose dei Collins o Drake che imperavano all'epoca.

Insomma una carriera-vita Ham, in salita e ami semplice.
PER FORTUNA!

Ora le cose che leggo, a mio parere rasentano l'assurdo, ma non perché sono strane in se stesse, bensì perché mostrano come si sia perso del tutto il collegamento col “senso” delle cose stesse e del loro perché.

Andiamo con ordine facendo degli esempi

La cartolina QSL. Perché è nata e cosa ha significato? Faccio un QSO con un altro Radioamastore, magari con impegno e con fatica, o comunque il collegamento ha una sua importanza e peculiarità e per testimoniarlo e averne memoria, mando e chiedo la QSL e magari me la espongo nel locale di stazione perché guardandola, ogni tanto, mi ricorda quel particolare QSO.
Istituiscono un Diploma (tipo DXCC) che è una sorta di sfida per le mie abilità e capacità nel campo Ham e per certificare gli avvenuti QSO necessari a conseguire il Diploma, chiedo e ottengo e presento a chi di dovere, le relative QSL.






MA...il Diploma non è una ragione di vita! Non è che se non lo ottengo sono meno di un altro Raqdioamatore!

Parliamo di autocostruire, OGGI.
Che senso ha? Quando basta spendere ed avere dei prodotti di tecnologia direi spinta ed antenne super? Autocostruire è misurarsi con il fatto di fare QSO, o di trasmettere e ricevere genericamente, con qualcosa fatto da me, progettato o copiato, non importa, ma su cui ho messo dell'impegno, del lavoro, della pazienza, del tempo. Vale soprattutto per un RX un TX, un RTX, e anche per una antenna.
Il lavoro e la pazienza stanno anche nel procurarsi i componenti e farlo andare.
Mi si dice che non si ha tempo, beh nessuno dice che sono un Radioamatore di seconda classe se non ho apparato homemade, la sfida è con ME STESSO!

Parliamo di CW. Il CW non è più un obbligo, non c'è quindi nessuna distinzione fra chi sa e chi non sa...Quindi è una passione, una scelta, qualcosa che se per esempio vado in QRP mi facilita. Ma se sono comodo metto il PC e faccio il QSO anche con meno fatica, esattamente come si fa oggi nell'EME o con altri mezzi digitali, quindi il CW si impara per scelta. Qual'è il senso di fare QSO su QSO usando un pc ed il relativo software non solo di trasmissione, ma anche di demodulazione?


Diventano modi di mostrare (spesso agli altri, ma prima a se stessi) di essere ciò che non si è. Montare un kit è comodo, chi lo nega, ma non fa di me un autocostruttore. Fare QSO in CW a 30 wpm usando il pc, no fa di me un buon operatore CW. Collegare un DX usando una stazione in remoto o andare sulla frequenza segnalata dallo spot, accendere quello che ipocritamente alcuni chiamano aiutino, e che magari eroga oltre 1 kW, non fa di me un ottimo Dxer, dotato di manico. Ecc. Ecc. ECCETERA!

Allora, ecco che è il senso che si è perso e del tutto ignorato ormai dalla media degli utenti delle bande Ham. Rimangono alcuni “mohicani” sperduti e solitari, in gruppi. In attesa che le giubbe blu li massacrino o la vita li tolga di mezzo e tolga queste voci dissonanti in un panorama direi piuttosto squallidino.

Rimane che certo spirito è perso del tutto ed è inutile che si declami ipocritamente che certe cose servono a ciò, lo spirito o c'è DENTRO l'animo di chi opera, o non c'è.

Pazienza.

venerdì 26 ottobre 2018

Dummy load QRPp Wattmeter

Ne avevo realizzato uno tanti anni fa, ai primordi del QRP, forse versom il 1978/9 o giù di lì, quando tutti ci siamo attrezzatti per misure a bassi livelli e quando impazzava questa "new deal" del QRP a tutti i costi.
Ma poi lo avevo perso nei vari traslochi e ne ero sprovvisto. 
Ora che mi ha preso questa voglia di QRPp ovvero come propagandato da quel simpatico pazzo di Oleg RX3G, di QRPx (fino a 100 mW) o addirittura QRPu (fino a 10 mW), mi necessitava un misuratore di potenza adeguato per avere la certezza dei livelli usati, e quindi ho provveduto alla bisogna e mi pare con un risultato accettabile.
Avevo trovato a suo tempo a prezzo di realizzo, due moduli misuratori di modulazione da Radiosurplus.it, con contentiori adeguati e un bello strumento ad ago che mi ripromettevo di utilizzare ed ora è arrivato il momento giusto.


Si tratta di uno strumento ben assodato in giro sul web, un carico da 50 Ohm ed un rivelatore di picco a RF che usa un diodo Shottky ed ha varie scale per permettere misure a vari livelli. Lo strumento apprezza fino ad 1 mW di potenza ed è più che sufficiente per i TX che ho in programma di realizzare e tarare. Lo strumento ad ago e non di tipo digitale permette le tarature anche se l'errore di parallasse affligge le letture. Ma nessuno necessita di lettura su livelli di 0,1 mW e quindi va benissimo per quel che serve a me, e la soddisfaizone di avere uno strumento ben fatto e di buon aspetto, homemamde, è e rimane unica: in barba ai tanti kit che di sicuro esistono come sempre.








Il contentiore è una fusione e c'è lo spazio necessario ed i fori frontali (ne avanza uno in effetti...) per mettere quel che serve: potenziometro di sensibilità, switch delle varie portate e BNC di ingresso e il tutto, una volta chiuso è abbastanza compatto e direi dignitoso, anche se nel mio caso, l'estetica è un sovrappiù.



Attualmente il carico è composto da tre resistori da 150 Ohm in parallelo e potenza di 1/2 W, ma ho già trovato su ebay un paio di Resistori da 100 Ohm 25 W, così di permettermi di usare questo strumento anche a livelli superiori di potenza.

In seguito ho in programma anche un SWR meter QRP sul modello WM2 della Oak Hill (venduto in kit a prezzo adeguato) e magari uno strumento più senisibile che fa uso dell'arcinoto AD 8307 di cui mi sono già procurato 5 esemplari sSMD.

Per ora mi godo questo. Ora la parola ad un TX da portare in giro nelle prossime escursioni seguendo l'esempio di Yuri UA1CEG.

 

martedì 18 settembre 2018

Something new: the old style of homebrewing

Sometime ago I discovered the WA7MLH website, a great web place for any homebrewer full of suggestions when you watch at every pic showed there.
As written in the "QSO today" Episode 177 page (devoted to WA7MLH): "...Jeff Damm, WA7MLH, designs and builds his own amateur radio receivers, transmitters, and transceivers using the ugly construction method based on the work of his amateur radio mentor and friend, Wes Hayward, W7ZOI...."
Sometimes I go to the W7ZOI webpages and to the WA7MLH pages in order to get some idea or some suggestion about homeconstructing or anything useful for my euiqpment to do, and every time I have something new for myself.

There are a lot of homebrewer on the web, and several of them are really fine in doing well done equipments with very fine boxes and very nice cosmetic.
Surely Jeff and Wes too take not care in cosmetis of their equipment, no label under the knobs, not often, and not always so fine that the homebrewed equipment seem something commercial.
No matter, important they are quite acceptable and well functioning: this is what I see wacthing the pics in their sites, and what I like of them. 
Two great homebrewers, to great designer, and a very deep pathos in their equipments, in ANY of them, and this is what I like and love.

I like to use woodden also in my homebuilding as I like wood, and also as wood remembers to me the wild life, the life in any object, and as wood is easy to work with, too.

So I decided  to do some RTX to use for my portable/mountain hiking walking with my  mountain dog: Camilla.
Some time to think about and to plan, sometime to watc at old SPRAT issues for idea and so a good compromise was born: a diode ring based DC receiver, and a simil-OXO TX. The xtal oscillator used for local oscillator in the receiver, as G3RJE, George Dobbs made in his RTX several years ago.


The prototype is functioning on 7 MHz now, but I need now the box and so a little piece of an old wood plate and two coppered PCB plates for front and rear covers, some holes and now the box is ready to accept the RTX. Next step to put inside all the pcb (Manhattan style of course) and test it, in lab and then in some walk route.





Conclusion for this step: what amusing time in doing these simple things, what a great Passionnis radio homebrewing and how much I don't like the kit assebly: nothing to think, nothing to solve, all prepared, and just to sold and put together.

No, I prefer this no so fine cosmetic manner, but I like it so much indeed :)

giovedì 13 settembre 2018

In senso di associarsi



E' da tempo che dico che al giorno d'oggi le grandi associazioni, nel settore Ham sono destinate, letamente, a morire: che piaccia o meno, che questo discorso sia o meno accettato. Si vede a occhio che le cose non vanno, che mancano le premesse, ossia le fondamenta. 
E qualsiasi casa se si alza senza fondamenta, prima o poi cade, implode, e fa danni, anche a chi non ha colpe.

Non dico che aggregare o far aggregare  la gente sia sbagliato, tutt'altro!
L'associazionismo inteso come è stato inteso fino ad oggi deve cedere il passo a forme differenti, più snelle, adeguate alle realtà (che sono mutate) e soprattutto adeguate alle esigenze di tempi, mentalità e costumi diversi.

Posso parlare solo dell'esperienza personale, quindi faccio l'esempio di un club di cui ho fatto parte fino a ieri e dove la ragione di condividere il cammino con altri, è sfumata da tempo. In tale consesso il fine dovrebbe essere quello di gioire e godere dell'andare in montagna con la radio al seguito ed in QRP. Fin qui tutto bene. I modi per esplicitare questo sono diversi, c'è chi fa la passeggiata e ci aggiunge 2 QSO, chi va con la macchina al rifugio e lì si organizza e fa una attività intensa. Chi fa contest, chi va in cima e usa l'altezza del monte come traliccio per andare in QRP e da lì fare bei collegamenti che da casa, in città, non farebbe. 
E così via.

Ora nel tempo queste varie cose sono sfumate quasi solo nell'attivare delle cime, nell'andare e avere referenze e quindi incasellare attivazioni varie. Va benissimo, ci si limita a questo, non si costruisce nulla, il QRP in CW non lo si fa perché costa troppo impararlo, si usa il decoder, e così via.

Tutto questo si fa con entusiamo per un po', poi cala la tensione, sfumata la novità. Io l'ho vissuto sulla mia pelle: dopo alcuni anni di attivazioni frenetiche, di gara cavalleresca con Attilio I1BAY, dopo 4/5 anni, la cosa è diventata routine. Nulla di male, si cede il passo ad altri, dov'è il problema?
Ma se poi il numero di chi fa queste cose è limitato, se dopo un po' d'anni non c'è più chi prende il posto dei precedenti, ovviamente le cose scemano.
Fa parte della vita, quando piove prima o poi, dopo, torna il sole. se versi acqua, prima o poi svuoti il recipiente.
Il DXCC trova meno adepti oggi che 30 anni fa, ma ne trova ancora tanti perché abbraccia tutto il mondo; ma un club che si rifa all'andare per monti con la radio, non potrà avere mai 10.000 soci attivi, specie se per iscriversi non si paga UN centesimo (nel G QRP Club si pagano 12 euro l'anno, ma si paga, tanto per fare un esempio! il gratis non paga mai!)

Allora per incentivare e premiare la gente a FARE si introducono diplomi: per chi attiva ex fortezze della Grande Guerra, per chi attiva rifugi, per chi attiva cime, per chi....ce n'è per molti gusti, direi per tutti.
Un diploma è fatto di finalità e di requisiti per ottenerlo e si presume che l'ottenerlo faccia piacere e anzi, dia lustro a chi riesce nell'intento.

MA.....e qui viene il bello, se per ottenerlo si vede che: è un po' impegnativo (sì fare un numero minimo di 25 QSO, scrivere in ordine il log e inviarlo unitamente ad alcune dichiarazioni come in TUTTI i diplomi che abbiano una loro serietà, è un po' troppo impegnativo!) allora si abbassa la richiesta, ci si adatta a non fare sforzare troppo i richiedenti, a non urtarne la suscettibilità.
Le donne che fanno questo, che si adattano a tutti pur di rimediare carne fresca...vengono denominate malamente....
Infatti è stato coianiato il termine certo non proprio galante di "sputtanamento".

Che voglio dire con questo? Che se si continuano ad abbassare i livelli minimi del sapere, a scuola, si sfornano ignoranti e NON CI SI DEVE POI LAMENTARE.
Se nel campo radio, pur di mollare un diploma e dire "ne abbiamo dati xyz", si abbassano i livelli minimi, non si stanno usando quei diplomi come incentivo e come occasione per migliorarsi, bensì si usano come facciata dietro cui nascondere il fatto che il club è carente di persone attive e di questo NON CI SI DEVE POI LAMENTARE, come altrettanto, se la qualità degli operatori lascia a desiderare. 
Se la vita richiede il minimo, la gente si adegua al minimo.

Ed allora che senso rimane nell'associarsi a questo tipo di gente? sentirsi in comunione con chi? per cosa? Per raccattare i rifiuti o i resti?
La Montagna e la Radio per me sono cose serie e sacre. Una è una entità che la Vita mi ha regalato e mi ha regalato averne amore, l'altra una attività che per me è divenuta Passione. Non me le faccio inquinare da una massa vociante di cittadini che manco sanno che in montagna ci si dovrebbe andare in un certo modo. Non vieto a nessuno di continuare a sventrare la montagna che sarebbe di tutti. In val di Fassa di fronte alla funivia di Alba di Canazei hanno costruito una seconda funivia, stanno sventrando la montagna per cosa? Almeno là per soldi. Qui per cosa?

Altrettanto nella radio, non posso e non mi interessa farlo, vietare nulla a nessuno. 
Ma posso andare fuori dai sentieri, fare attività in montagna come dico io, come alla radio come dico io. Il QRP lo pratico da oltre 45 anni e senza che nessuno mi abbia mai stimolato. Ho fatto i QSO e raccolto anche le QSL per chiedere il DXCC da anni, ma non l'ho mai fatto,  mi bastava avere raggiunto lo scopo; non mi sento diverso se ho appeso la carte del diploma o meno, a casa, non mi interessa. Nessuno mi ha mai chiesto di farlo.

Quindi signori miei tolgo il disturbo, ma non me ne vado da una parte come quel cretino che parlava di pop corn per stare ad osservare la rovina altrui., o quello del detto " stai in riva la fiume, prima o poi.." Assolutamente no. Non mi interessa e non è il mio modo di essere, tuttaltro.

Mi posso dedicare a cose che mi appassionano, lascio il clamore ad altri, lascio le luci e la ribalta a chi ne ha bisogno e lascio la gloria a qualsiasi club, I5SKK è fuori, dal tempo, grazie a Dio.

Rimane una grande cosa, un dispiacere per la rovina che vedo ed a cui non c'è alcun rimedio, purtroppo, questo sì. 

Cala li sipario, cala la polvere dopo la tempesta, torna il silenzio. I cittadini tornano a valle, le macchine scompaiono, e tra le roccie e sui prati, tornano padroni corvi, caprioli, marmotte e fiori, questo solo mi consola.

Sic!


lunedì 9 luglio 2018

Una piacevole sorpresa

Non ho mai usato prima d'ora un risonatore ceramico ma ne avevo solo letto sulle riviste QRP & affini.
VK3YE ne fa largo uso, ma io non mi ci ero mai  misurato, sempre un po' diffidente e perplesso: non sono veri quarzi, chi sa...

Complice il desiderio di costruirmi una supereterodina semplice da usare in portatile su una banda che avesse senso per il QRP e fare non un QSO ogni tanto e complice il possedere una caterva di quarzi a 4,194 MHz, ho deciso di provare a realizzare un VXO (super-VXO, invero nella mia idea) a 6 Mhz, per arrivare ai 10 MHz che ritengo una bellissima banda, dove ci sta solo CW e nessun contest (ultimamente DX espedition in gran quantità, ma ancora si trova spazio anche in QRP e per fare bei DX anche a propagazione apparentemnte chiusa).

Così mi sono procurato dei risonatori a 6 MHz ed ho provato a reqalizzare un VXO. 


 
La prima sorpresa è stata di constatare come non sia affatto necessario usare due o tre risonatori in parallelo come nei super VXO a quarzi, evidentemente il Q meno elevato li rende più "malleabili" anche da soli.
La seconda sorpresa è stata di verificare come con un condensatore variabile da circa 35/40 pF (non l'ho misurato, ma ad occhio direi questo il suo valore) ottengo uno span di oltre 150 kHz senza dover inserire anche una induttanza L in serie al risonatore stesso.
Insomma una piacevole sorpresa del tutto inaspettata ma assai gradita ed utile.

Ho dovuto un po' penare per provare i vari rapporti di C in parallelo ed anche del partitore di base del transistor oscillatore (un normale Colpitts con 2N3904) per arrivare allo span voluto, ma nei limiti di frequenza desiderati e dettati dal valore dei quarzi che usero questa volta XTAL veri, in IF come filtro: 4.194 kHz.
Ma dopo un paio di sere di prove varie su una basetta per forza provvisoria, sono arrivato al giusto e voluto risultato: Df =160 kHz quindi ottimo per la copertura di ongi settore CW di varie bande. Unitamente a vari quarzi (tutta roba che avevo in casa) che userò per fare o battimento di conversione o un normal trasnverter, posso coprire dagli 80 ai 20 m avendo anche gli eventuali 60 m se così sarà. Per adesso mi perdo i primi 11 kHz dei 14 MHz, ma dato che intendo fare un QRP, mi interessava soprattutto la parte alta della banda, qindi va bene, poi se arriverò a trovare il quarzo giusto, sarà anche meglio.

Ho realizzato una scatletta ad hoc usando vetronite (comprata a suo tempo, a kg da Radiosurplus), lavorando di seghetto e lima, ma alla fine ottenendo un buon risultato (per me), in cui ho inserito anche una demoltiplica sempre di recupero, adatta e che con rapporto 1:6 mi consente di avere circa 30 kHz a giro, ottimo per sintonizzare il CW anche a banda stretta.


L'ultima prova è stata quella di verificare la stabilità in frequenza e le reazioni alle variazioni di temperatura.
Nella casetta dove ho il laboratorio/radio, attualmente alla sera dopo una giornata di sole estivo, si sta tra i 40 ed i 50 gradi credo...e quindi ottimo per fare prove di stabilità in temperatura.

Messo in bella copia il circuito, quindi inscatolato e fissato il tutto in modo quasi definitivo, ho poceduto alle misure.
Ho provato ad alimentare il tutto a 12 V e dopo circa mezzora dall'accensione ho riscontrato una deriva attonro ai 40/50 Hz che è già ottimo.  Ho quindi provato il tutto alimentandolo a 9 V e la sopresa finale è stata di una deriva di...2 Hz dopo mezzora dall'accensione che non mi fa rimpiangere alcun DDS.





Il segnale come ampiezza è di 4 Vpp ed avendo un buon buffer (sempre con 2N3904), non risente nella frequenza del segnale emesso, di variazioni anche sul carico. La forma d'onda dignitosa e se proprio servirà aggiungerò un circuito LC, ma questo si vedrà in seguito.

Insomma un circuito semplice, ma affatto di ripiego, che realmente mi sorprende e soddisfa e soprattutto mi gratifica nell'aver voluto provare senza ricorrere all'ormai scontato DDS dove altri programmano (non amo questo settore della tecnica) e quindi non avrei di che mettere mano se non nella parte ciruitale, ma senza capire e sapere bene, come entrare nel cuore del circuito.

Ora si procede sia alla conversione per il TX sia a quella per il RX, ma il duro è fatto, il resto è veramente meno difficile.


Insomma un circuito ottimo, ma soprattutto un componente notevole per cose non sofisticate. Un amico, Fabirzio I0HCJ, usando un risonatore di tale tipo, sui 7 MHz, ha realizzato un preselettore per un RX e copre tutta la banda CW. Ovvio che il Q lo permette, ma chi ci fa un filtro, e magari stretto? nessuno!
Altra carne al fuoco per chi ama costruire e non scappa dalla realtà andando a comprare solo kit già preconfezionati.
Il gioco vale la candela, come spesso accade.


( Dimenticavo: non ho lasciato il lavoro, né accantonato la famiglia, ed ho anche continuato a portare il mio cane a spasso per tre volte al giorno, (di circa un'ora cadauna), nel frattempo, non vivo di Radio, la amo soltanto! )